Le perle dai campi

Il bello della giornata di Serie A per quelli che se lo sono perso

Il bello della giornata di Serie A per quelli che se lo sono perso
15 Settembre 2014 ore 10:10

CHE GOL!
Mihajlovic ha sguardo di ghiaccio e lingua affilata: «Okaka? Ha buttato via sei, sette anni. Non ha fatto nulla. Ma può diventare un top player». La sua scalata verso la redenzione Okaka l’ha iniziata domenica contro il Torino, mettendo dentro il gol del 2-0, praticamente la certezza di aver conquistato i tre punti. Lo hanno tenuto per la maglia, strattonandogli anche i sogni. Okaka ha tenuto duro e fatto gol. Ai tempi della Roma, in Primavera, era uno degli incubi. Le difese avversarie non sapevano come fermarlo, e Okaka faceva gol e si regalava entusiasmo. Doveva diventare il nuovo Balbo, non ci è mai riuscito. Ha giocato nel Brescia, nel Modena, poi nel Fulham, Bari, di nuovo la Roma. Si è venduto al Parma, ha vestito anche la maglia dello Spezia. A gennaio di un anno fa ha incontro Miha ( Mihajlovic) e ha ritrovato l’entusiasmo. Dopo il gol segnato al Toro è corso dal suo allenatore, che gli ha fatto un gavettone, si sono messi a ridere e si sono stretti in un abbraccio.

Le reti di Samp vs Torino e l’eurogol di Okaka (con telecronaca in russo)

http://youtu.be/VZsKGhdpxo4

 

L’UOMO IN PIÙ

Aveva sbattuto la porta degli spogliatoi, poi lo avevano visto salire sull’autobus e sedersi in fondo, senza rivolgere la parola a nessuno. Non era stata una settimana felice per Mateo Kovavic, si era arrabbiato per aver giocato male una partita con la maglia della Croazia, Kocav, il ct, lo aveva impiegato fuori ruolo. Dimostrando che la rabbia, a volte, è un trampolino di slancio: contro il Sassuolo Kovacic ha giocato una partita pazzesca. Geometrie, recuperi, progressioni. Gol. Uno, che comunque alimenta l’immaginario nerazzurro: «Ecco l’uomo, finalmente». Perché anche Kovacic è stanco di essere l’eterno ragazzo, la promessa che non sboccia mai. Anche se la goleada a San Siro non è un test troppo attendibile e il Sassuolo si è rivelato (ancora una volta) un avversario troppo facile da confondere, quella di Kovacic resta una prestazione sontuosa. Dimenticando se stesso e la sua ruvidezza, a fine partita Mazzarri ha detto: «Kovacic? E’ un grande calciatore».

Kovacic, il gol del 2-0 al Sassuolo (con telecronaca in francese)

http://youtu.be/gYujma8reHs

 

SHOW-TIME

Inzaghi l’aveva introdotta col botto: «Torres o Bonaventura? L’uomo in più è Berlusconi». Difficile credere che Parma-Milan potesse riservare più spettacolo di così. E invece. Bonaventura apre, Cassano pareggia, poi per il rossoneri segnano Honda e Menez. Finita, no? Macché. Felipe, nel secondo tempo, illude il Parma e fa 2 a 3. E dopo: De Jong allunga ancora per il Milan, Lucarelli tiene i suoi aggrappati alla speranza. Quando mancano undici minuti Menez segna di tacco, e l’incredibile esplode al Tardini. Quando era arrivato a Roma, qualche anno fa, Menez si era presentando ciondolando nello snobismo. Poi, era andato via: «Tornerò». Contro ogni previsione, al Milan si è presentato dicendo: «Ho un’altra testa, vedrete». Un’altra testa forse sì, ma gli stessi piedi delicati con cui aveva già incantato (a tratti) ai giorni della romanità. Ma la serata non è finita. De Sciglio fa un retropassaggio al portiere, che si stira e il punteggio cambia ancora: 4 a 5. E poi? Sette minuti di recupero. Non facciamola finire mai…

Il super tacco di Menez nel 4-5 con cui il Milan ha battuto il Parma

http://youtu.be/dnxS5OnxYOI

HANNO DETTO
Quando anche il calciomercato non basta più, aprite instagram e rivolgetevi a Dio. Quella di Cuadrado era stata la telenovela dell’estate: via da Firenze, no resta, chissà. Alla fine ci ha pensato lui a svelare il retroscena mistico: «E’ stato Dio a dirmi di rimanere alla Fiorentina». Lo aveva scritto su un social network prima della sfida con il Genoa, lo ha ribadito dopo. Precisando: «Il futuro? Da lassù qualcuno mi indicherà la strada». La sceglie da sé Mazzarri, invece. In settimana l’allenatore dell’Inter si era fratturato la mano. Dopo i sette gol al Sassuolo ha detto: «Ah beh, questo è il calcio che voglio. Se serve mi rompo anche l’altra mano».

RISULTATI E CLASSIFICA

2a GIORNATA:

INTER-SASSUOLO 7-0 (Tripletta di Icardi, doppietta di Osvaldo, Guarin, Kovacic)
NAPOLI-CHIEVO 0-1 (Maxi Lopez)
LAZIO-CESENA 3-0 (Candreva, Parolo, Mauri)
CAGLIARI-ATALANTA 1-2 (Estigarribia, Boakye, rig. Cossu)
FIORENTINA-GENOA 0-0
SAMPDORIA-TORINO 2-0 (Gabbiadini, Okaka)
JUVENTUS-UDINESE 2-0 (Tevez, Marchisio)
EMPOLI-ROMA 0-1 (Nainggolan)
PARMA-MILAN 4-5 (Bonaventura, Cassano, Honda, Menez, Felipe, Menez, De Jong, Lucarelli, De Sciglio aut.)
VERONA-PALERMO (lunedì, ore 20.45)

CLASSIFICA: Juventus, Roma, Milan 6; Inter, Sampdoria, Atalanta 4; Milan, Lazio, Napoli, Udinese, Chiavo, Cesena 3; Palermo, Verona, Cagliari, Genoa, Fiorentina, Torino, Sassuolo 1; Parma, Empoli 0.

PROSSIMO TURNO: Cesena-Empoli, Milan-Juventus, Chievo-Parma, Roma-Cagliari, Udinese-Napoli, Palermo-Inter, Sassuolo-Sampdoria, Genoa-Lazio, Atalanta-Fiorentina, Torino-Verona.

MARCATORI: Icardi 3 gol; Osvaldo, Di Natale 2.

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