Studiosi a confronto

Sulle tracce degli antichi pastori, a Parre un incontro fra storia e natura

Dal Trentino alle Orobie, a Parre un incontro domenicale per riscoprire la pastorizia d'alta quota

Sulle tracce degli antichi pastori, a Parre un incontro fra storia e natura
Val Seriana, 15 Gennaio 2020 ore 07:00

Una conferenza per comprendere la nascita e lo sviluppo della pastorizia in alta quota, nonché le modalità di sfruttamento del territorio montano durante gli ultimi quattromila anni. È in programma domenica 19 gennaio alle 11, a Parre, l’incontro “Sulle tracce degli antichi pastori. Nuove ricerche archeologiche sui monti del Trentino e nelle Alpi Orobie”. All’incontro, che si tiene presso l’Antiquarium di piazza San Rocco, interverranno Diego E. Angelucci, professore associato di Metodologie della ricerca archeologica all’Università di Trento, Francesco Carrer, ricercatore in archeologia all’Università di Newcastle (UK), ed Enrico Croce, dottorando in archeologia all’Università di Trento.

«Il comune di Parre – sottolinea Omar Rodigari, vicesindaco e assessore a Cultura, Turismo e Politiche per la montagna – ha ben quattro alpeggi sul proprio territorio, di cui tre in gestione. È naturale, ma non scontato, che i temi del pastoralismo, dell’agricoltura di montagna e dei mestieri tradizionali siano sempre stati al centro della nostra azione. Azione che si è intensificata molto negli ultimi anni grazie al progetto ValOrobie: abbiamo investito sul potenziamento infrastrutturale della montagna e degli alpeggi per permettere uno sviluppo sostenibile delle attività agricole in quota e di conseguenza un incremento delle eccellenze casearie che qui prendono forma. Il tutto potrà essere terreno fertile per uno sviluppo turistico ecosostenibile. Investire in questi ambiti vuol dire pensare al futuro senza tralasciare il passato, le nostre tradizioni e la nostra storia».

Negli ultimi anni vari progetti di ricerca si sono dedicati allo studio della pastorizia in alta quota, per comprendere nascita, sviluppo e modalità di sfruttamento del territorio montano. La conferenza di domenica 19 gennaio illustrerà le conoscenze attuali sul tema e presenterà i risultati di due progetti in corso nelle nostre Alpi: ALPES, in Val di Sole (TN), e “Alle sorgenti del Brembo”, nella conca del Brembo di Carona. I dati di questi progetti mostrano come le montagne alpine abbiano svolto un ruolo tutt’altro che marginale nelle società e nell’economia del passato, evidenziando uno sfruttamento pressoché continuo delle terre alte durante gli ultimi 4000 anni.

«Si parlerà di archeologia alpina: i temi che la riguardano, le eventuali criticità e le specifiche metodologie utilizzate – spiega il dott. Croce -. Mantenendo come focus centrale la pastorizia, il tipo di economia più diffuso in area alpina nel passato, e partendo dal progetto trentino ALPES, si passerà poi a parlare delle Orobie, precisamente di Carona, dove si sta cercando di applicare le metodologie sviluppate a Trento. Verranno messe in luce, oltre alle similitudini tra le due realtà, anche alcune diversità, che porteranno a rivalutare e ampliare i possibili approcci archeologici al paesaggio alpino».

«L’obiettivo di questi studi è ricostruire la storia del popolamento montano attraverso le tracce che gli uomini del passato ci hanno lasciato, in questo caso i pastori – commenta Annalisa Bonassi, conservatrice del Parco archeologico Parra Oppidum degli Orobi –. La pastorizia, tematica molto cara agli abitanti del nostro territorio, verrà trattata da relatori di alto livello scientifico. Ritengo inoltre sia un’ottima occasione per conoscere i progetti di archeologia alpina in corso, progetti che si potrebbe pensare di estendere in futuro anche alla Val Seriana e a Parre». La mattinata è a ingresso libero. Info al 3423897672.

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