La novità

Il teatro dà spazio alla diversità Tre giorni di festival in abbazia

Il teatro dà spazio alla diversità Tre giorni di festival in abbazia
29 Maggio 2019 ore 13:36

Una bella novità nel panorama teatrale bergamasco: parte “Lo sguardo del Gatto”, primo festival di teatro e inclusione organizzato da Teatro Prova. Tre giorni di spettacoli, workshop e incontri rivolti alla cittadinanza, per adulti e bambini, un’opportunità per aprire una riflessione sul tema dell’inclusione attraverso il linguaggio performativo. Il festival, sostenuto da Fondazione Cariplo attraverso il bando Cultura Sostenibile, è patrocinato dal Comune di San Paolo d’Argon e ospitato presso l’Abbazia Benedettina dal 30 maggio al 1 giugno, grazie alla collaborazione con Fileo, progetto promosso da Diakonia Onlus, braccio operativo della Caritas Diocesana bergamasca. Il programma completo è disponibile sul sito www.losguardodelgatto.com.

I gruppi coinvolti. L’iniziativa coinvolge centri diurni e gruppi di utenti con cui la compagnia lavora da tempo: l’Associazione InVolo di Bottanuco, il Cdd di Fiorano al Serio e il gruppo “Diversi Ingranaggi” composto da Cdd Gandino, Cdd Nembro, Isis Oscar Romero di Albino e volontari. Le mattine sono, infatti, dedicate alla rappresentazione (riservata alle scuole primarie e secondarie del territorio) degli spettacoli realizzati dai suddetti gruppi diretti da Andrea Rodegher, Chiara Carrara e Giusi Marchesi di Teatro Prova. Tutte le attività proposte, dai laboratori pomeridiani rivolti ad adulti e bambini, agli incontri serali e ai momenti conviviali sono pensati per incoraggiare il confronto, grazie a occasioni di lavoro e scambio informali. Spicca la partecipazione di partner internazionali al centro dei laboratori e degli incontri serali: Daryl Beeton, attore e regista inglese, presidente della rete Iian- International Inclusive Arts Network e Nada Abdelwahab, organizzatrice egiziana che collabora con Teatro Prova al progetto interculturale Staging Walls realizzato nell’ambito di TandemForCulture, sostenitore del festival. Seppure sia predominante il linguaggio performativo, come nel caso dei laboratori condotti da Mohammed Ba e dagli attori di Teatro Prova, non mancano attività di stampo non teatrale: Valentina Dolciotti, Diversity Consultant, conduce un workshop per adulti su stereotipi e pregiudizi, a partire delle proprie esperienze con le aziende. Gli spettacoli serali, delle compagnie FarmaciaZooè e Tecnologia Filosofica, sono stati selezionati tramite un bando teatrale indetto da Teatro Prova, con l’intento di offrire uno spazio di esibizione dello spettacolo dal vivo sul tema della diversità. La tre giorni si conclude con il concerto della Bim Bum Band che farà da cornice musicale alla festa a sorpresa di sabato 1 giugno.

 

 

L’idea progettuale alla base. Teatro Prova ha iniziato a lavorare con la disabilità nel 1996, progettando e realizzando percorsi di laboratori in cui il teatro è strumento e occasione per aprirsi alle diversità. In questi 20 anni di esperienza, all’interno della compagnia si è creata un’équipe di lavoro variegata per professionalità e competenze che progetta e realizza percorsi teatrali sulla base delle specifiche esigenze e attese dei partecipanti. Obiettivo è valorizzare le differenze, trasformando, con un’azione creativa sulle singole persone, quello che nella vita quotidiana è considerato vincolo in potenzialità, quasi sempre imposto dall’ambiente circostante. Questi progetti sono rivolti a enti e realtà di varia natura che operano sul territorio della provincia di Bergamo e che si occupano della presa in carico di persone (bambini, giovani, adulti) con disabilità fisiche e/o psichiche. Seppur diversi come struttura organizzativa e nella mission, ciò che accomuna gli enti a cui si rivolgono i progetti è l’interesse a integrare il teatro con le consuete modalità di intervento delle organizzazioni coinvolte. Alla base è sempre presente la convinzione che il teatro rappresenta un’opportunità di espressione e comunicazione, un momento ludico e aggregativo, uno strumento di inclusione e integrazione. “Lo sguardo del gatto” nasce quindi in primis dalla volontà di presentare e dare voce a questi progetti e a questi anni di lavoro sulla diversità. Il progetto si è poi arricchito di attività e proposte, grazie a suggestioni giunte anche dal panorama internazionale.

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