Una mostra

Toh, ci sono i Beatles a Osio Sotto (ma anche Obama e Mattarella)

Toh, ci sono i Beatles a Osio Sotto (ma anche Obama e Mattarella)
03 Gennaio 2018 ore 08:15

Il Presidente Sergio Mattarella che, di fronte al Municipio di Osio, rivolge uno sguardo benevolo al sindaco Musitelli; Michelle Obama che si stringe forte al braccio del suo caro Barack, in mezzo al caos delle bancarelle di Vittorio Veneto. I Beatles che attraversano noncuranti le strisce pedonali, proprio davanti a quella che una volta era la celebre pizzeria Amalfi. Realtà o pura fantasia?

Scatti per invitare a guardare oltre. Dipende dai punti di vista perché, come afferma Ciro Santoro, l’autore di questi e molti altri scatti immaginari, «ogni fotografia rappresenta un fatto, ma deve esprimere un’idea: significa che dalla realtà si deve trarre qualcosa. Il discorso è valido anche nel caso dei miei fotomontaggi: attraverso quelle immagini ritoccate con ironia ho cercato di trasmettere l’idea che Osio Sotto è il nostro territorio, ed è giusto che venga valorizzato». Questa la teoria di fondo che ha spinto l’ex assessore alla Cultura e insegnante in pensione, da sempre appassionato di fotografia, a raccogliere circa una settantina di scatti del paese e a modificarli in chiave ironica, per aiutare i suoi concittadini a pensare un po’ più in grande.

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L’inizio. Lo stimolo pratico che ha portato alla nascita della mostra quasi itinerante soprannominata La Osio che vorrei, invece, è stato un po’ più casuale: «Quest’estate mi trovavo a Trani in vacanza. Mia moglie mi aveva scattato una fotografia in cui ero ritratto a fissare il mare. Ho postato quell’immagine sul gruppo Facebook della comunità, con una didascalia ironica, in cui affermavo che a Trani, in mancanza di cantieri, i pensionati occupavano il tempo guardando il mare. Da lì si è scatenata una serie di commenti e di reazioni in cui la gente ha cominciato a fantasticare su quanto sarebbe stato bello se il mare ci fosse stato anche a Osio. Ho pensato che sognare non costa nulla, e così ho iniziato a tradurre quelle fantasticherie in immagini vere e proprie».

La mostra. Gli scatti creati da Santoro sono riusciti a penetrare con naturalezza nella quotidianità del paese. Invece che restare chiusi in una apposita sala mostre, infatti, sono stati liberi di riflettersi sulle strade vissute, grazie agli schermi che, a partire dallo scorso 2 dicembre, li hanno proiettati all’interno delle vetrine del negozio di abbigliamento Extasy e del negozio Carminati calzature. «Non era la prima volta che organizzavo una mostra a Osio. Sono appassionato di fotografia da sempre, ho insegnato anche in diversi circoli», racconta Santoro, che nei circa trentacinque anni trascorsi a Osio Sotto ha investito tempo ed energie per conoscere e valorizzare il paese di cui è entrato a fare parte.

 

 

Il legame con il paese. «Io sono pugliese, originario di Grottaglie. Una volta che io e mia moglie ci siamo laureati, come tanti altri ci siamo trasferiti al Nord, nel 1982. Abbiamo subito avuto modo di stabilirci qui a Osio e di lavorarci al contempo. Sono stato insegnante di inglese alle scuole medie, e in tutti questi anni ho potuto conoscere generazioni e generazioni di osiensi. Ho perfino visto ex allievi ripresentarsi a scuola in quanto genitori dei miei nuovi alunni». Legato al suo paese da un vincolo tanto forte da non aver bisogno di conferme, Ciro ha potuto permettersi di spogliare Osio Sotto del suo volto tradizionale, per regalargli tratti nuovi e inaspettati. Certo com’era del fatto che la sua identità non ne sarebbe stata intaccata.

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