Da un articolo del Daily Mail

Tour nell’hotel più lussuoso che ha compiuto 15 anni di sfarzo

Tour nell’hotel più lussuoso che ha compiuto 15 anni di sfarzo
09 Marzo 2015 ore 19:10

L’aggettivo con cui spesso viene definito dai critici è pacchiano, ma il Burj Al Arab (che significa Torre degli Arabi) resta la location preferita di star, sportivi e capi di Stato che, da tutto il mondo, vengono a soggiornare in Dubai. Tra gli ultimi clienti avuti ci sono stati Roger Federer, Claudia Schiffer e Ronan Keating, giusto per dirne tre non proprio sconosciuti. E benché gli osservatori britannici siano tra i più critici per tutto questo lusso assolutamente fine a se stesso, ogni anno il Burj Al Arab conta, in media, 11mila clienti dal Regno Unito. Chi disprezza, compra. E che i cittadini di Sua Maestà abbiano una passione per lo sfarzo smoderato di questo hotel a sette stelle lo dimostra anche il fatto che, in vista del quindicesimo anniversario, la rete Channel 4 manderà in onda un documentario interamente dedicato ai segreti di questo tempio della ricchezza e del denaro e il Daily Mail gli abbia dedicato un approfondito e interessante articolo.

 

Burj-Al-Arab-hotel

 

Emblema di uno Stato. Inaugurato il 1° dicembre 1999, la sua costruzione è stata fortemente voluta dall’emiro affinché diventasse l’emblema di una popolazione che apriva le porte non solo ad un nuovo millennio, ma anche a una nuova epoca fatta di benessere e ricchezza. E l’obbiettivo è stato perfettamente centrato: negli anni 2000, Dubai e Emirati Arabi in generale sono diventati i simboli di un nuovo lusso, esagerato e per certi versi incontrollato, ma che stuzzica la curiosità di tutto il mondo. Simbolo di questa nuova forza economica è proprio l’enorme vela che contraddistingue il Burj Al Arab hotel, 321 metri d’altezza per 56 piani, che si ergono futuristici e imponenti lungo Jumeirah Beach, a 15 chilometri a sud del centro di Dubai, su un’isola artificiale collegata alla terraferma da un ponte di 280 metri. I lavori sono iniziati nel 1994 e ci sono voluti 5 anni e 650 milioni di dollari per terminarli. Ideato dall’architetto Tom Wright e realizzato dallo Studio WS Atkins & Partners, è gestito dal Jumeirah Group. Nel 2008, tra gli azionisti di maggioranza, è entrato anche il vincitore del premio di 360 milioni di dollari della lotteria statunitense The Big Game.

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Un lusso strabordante. Benché gli siano riconosciute solo 5 stelle, nei fatti ne ha ben 7. Del resto non si sbaglia di molto se si afferma che il Burj Al Arab è l’albergo più lussuoso al mondo. Lo staff è composto da 1.500 persone, tra cui 200 chef e 70 addetti agli arrivi, ovvero personale scelto unicamente per la propria bellezza visto che sono i primi volti che i clienti vedono una volta entrati nell’atrio. Come funziona il reclutamento di nuovi concierge? In modo molto semplice: innanzitutto devono essere di bell’aspetto e, successivamente, si valuta la loro conoscenza del mondo del lusso. Non sono poche le persone scartate ai colloqui perché non hanno saputo spiegare con facilità che cosa sia il cashmere e perché è così pregiato. Oltre a loro si contano almeno 202 maggiordomi, uno per ogni suite. Proprio le suite sono un’esplosione di marmi, oro e lusso: tutte hanno due piani, almeno 14 telefoni, un iPad completamente fatto di oro, 17 diversi tipi di cuscini, una vasta scelta di lenzuola, un letto personalizzato a seconda delle necessità posturali del cliente, due televisori a schermo gigante e in alta definizione, un telecomando che gestisce luci, tapparelle e musica e, ultimo ma non meno importante, uno scarico del water elettrico. Le suite più costose, quelle preferite dai vip, costano 23mila euro a notte e si trovano al 25esimo piano, con una meravigliosa vista sul Golfo Persico. Si estendono per 8mila metri quadrati, hanno una zona pranzo adatta a 12 persone, un letto a baldacchino rotante, una biblioteca e un cinema privato.

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Il Burj Al Arab conta anche 7 biologi marini, pagati perché si occupino dei tre enormi acquari dell’albergo. I ristoranti a disposizione degli ospiti sono ben 8, adatti a ogni gusto e in grado di servire le migliori materie prime da tutto il mondo. Uno dei cocktail bar presenti, il Junsui, è anche il più famoso perché il suo soffitto è adornato da 29mila cristalli Swarovski che vanno a ricreare la Via Lattea. Lì un tea a metà pomeriggio costa ben 140 euro, anche se, va detto, viene servito con torte, pasticcini e leccornie di ogni tipo. C’è poi lo Skyview Bar, che si trova sott’acqua, e il ristorante Al Mahara, situato dentro uno degli acquari. Non si possono dimenticare gli 11 negozi e il centro benessere, con trattamenti a base di oro e platino, sauna, stanze per massaggi e piscina per sole donne. Chi soggiorna al Burj Al Arab non deve neppure preoccuparsi dei trasferimenti da e per l’aeroporto: un parco auto di 10 Rolls Royce bianche sono lì per questo. Per i megalomani c’è sempre l’elicottero. Dato il soffocante caldo degli Emirati (si superano agilmente i 40°), all’interno si trovano anche cascate, fontane, una spiaggia privata e un ospedale per le tartarughe, dove, finora, ne sono state salvate 600 circa.

 

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[Il match di tennis tra Agassi e Federer giocato nel 2005 a 211 metri d’altezza]

 

Ogni tuo desiderio è un ordine. Inutile sottolineare che spendendo almeno 1.200 euro (tasse escluse) a notte, i clienti dell’hotel pretendano che ogni loro desiderio venga realizzato. E il personale del Burj Al Arab è istruito per questo. Neanche la richiesta più strana verrà accolta con uno sguardo di rimprovero o con una risposta negativa. Lo dimostra la storia del cliente che, qualche anno fa, si presentò nella hall con il corpo di un alligatore morto e pretese che glielo cucinassero per cena. Detto, fatto. Oppure il cliente che, volendo chiedere alla fidanzata di sposarlo in una location da favola, ha preteso di far arrivare 5mila petali di rosa da Colombia e Kenya, petali poi sistemati nella stanza da dei meticolosi camerieri.

Sintomo di quanto il Burj Al Arab sia diventato un’icona lo dimostrano i match pubblicitari disputati sulla piattaforma dell’eliporto dell’albergo, a 211 metri di altezza, tra Andre Agassi e Roger Federer (tennis) e tra Rory McIlroy e Tiger Woods (golf), ma anche il fatto che l’hotel sia presente nella copertina di un album della band Owl City (il cd Ocean Eyes),  all’interno di un videogioco famoso in tutto il mondo (Call of Duty – Modern Warfare 3, in cui è chiamato Hotel Oasis) e nel romanzo di Tom Clancy Splinter Cell, Il Gioco di Fisher. Sarà anche pacchiano, ma la sua maestosità lascia a bocca aperta.

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