I vip in posizione di tifo

Tutti quelli della tribuna centrale

Tutti quelli della tribuna centrale
31 Agosto 2014 ore 16:22

Il neo sindaco Gori è seduto una fila sotto i Percassi. È pronto al suo esordio, in tribuna d’onore, in veste di primo cittadino di Bergamo. Porta con sè il figlio Alessandro, tifosissimo nerazzurro, e praticamente una fotocopia del padre, ma con il cappellino e un filino più giovane. Il presidente Antonio Percassi, insieme a tutti i figli (manca solo Giuliana, ma ci sarà dalla prossima) arriva a pochi minuti dall’inizio del match ed è acclamato dal parterre che gli canta: “Antonio Percassi eh eh-oh oh”.

C’è aria di un nuovo inizio, anche se la tradizione (e soprattutto i posti) non cambiano negli anni. Il presidente prende posizione sulla sua poltroncina preferita in alto a sinistra, la numero 85, e a fianco a lui si siedono, come d’abitudine, il figlio Luca, poltroncina numero 86, Stefano, 87, e Matteo, seggiolino numero 88. Poco sotto ci sono la figlia Federica e Cristina Radici, moglie di Luca e mamma di tre bimbi. E alcuni “uomini del presidente” come il commercialista Mario Volpi e l’architetto Franco Marsan con rispettive consorti. Accanto al sindaco Gori siede Carlo Vimercati, presidente della Fondazione delle Comunità Bergamasche e, poco più in là, c’è Francesco Maffeis, titolare della nota azienda Fra.mar. Poco più sotto l’avvocato Enrico Felli, amico di Giorgio Gori. L’ex sindaco Franco Tentorio, atalantino doc, invece è assente, ad Alassio con la famiglia, «ma la starà sicuramente guardando davanti alla tv, tifoso com’è, e dalla prossima sarà nuovamente allo stadio», spiega il dottor Amedeo Amadeo, che commenta: «Sono ottimista, abbiamo una bella squadra: da quando non sono più in panchina, ovvero dal 2001, sono sempre stato seduto nello stesso posto: poltroncina 33, fila 4, e i risultati direi che sono stati più che soddisfacenti in questi ultimi tredici anni. Sono convinto che anche quest’anno andrà bene: deve andar bene!».

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Seduti nei loro posti classici ci sono anche Rino Fratus, ex dirigente nerazzurro, e Marino Lazzarini, presidente del Club Amici dell’Atalanta: «I posti e i numeri sono gli stessi da un po’ di anni: è una posizione bellissima, si vede da Dio», commenta Lazzarini. «Manca solo il professor Garattini, che la guarda sempre con noi, ma ci sarà alle prossime», dice Fratus.

Poi c’è Tino Sana, noto imprenditore e ideatore del “Museo del Falegname” ad Almenno San Bartolomeo, seduto sulla destra rispetto al campo, anche lui da anni nella stessa posizione. «Speriamo che l’Atalanta vinca», è l’auspicio. “La Giuliana” arriva ad un quarto d’ora dall’inizio, saluta tutti (si vede che le vogliono bene ) e si siede sul lato sinistro rispetto alla tribuna d’onore, nella fila 5, vicino alla scala: «Adoro allungare le gambe durante la partita e il posto dove sono seduta è davvero bello, non lo cambierei con nessun altro», commenta sorridente la ristoratrice più nota ( e simpatica) della città.

Non manca neanche un pezzo di storia dell’Atalanta, come Umberto Bortolotti: «È una vita che sono seduto qui: poltroncina 26, un numero che mi piace e porta buono»), ex dirigenti nerazzurri come Roberto Selini, Giacomo Randazzo ed Aldo Piceni (fila 3 sulla destra) ed ex bandiere atalantine, dal portierone della Coppa Italia del ’63, Pierluigi Pizzaballa, («ogni anno cambio posto, ma il risultato non cambia») ad Armando “Mindo” Madonna, ex ala d’attacco degli anni d’oro di Mondonico e delle coppe europee. Un’assenza pesante è, invece, quella del mitico Bepi Casari, da sempre tifoso presente in tribuna, che sarà travestito da angelo dietro i pali atalantini a dare un aiutino al già bravissimo Sportiello.

Il parterre de roi riserva una posizione centrale per il neo ministro alle Politiche Agricole, e tifosissimo atalantino, Maurizio Martina: «Sono seduto nella poltroncina 27, l’anno scorso portò bene e quest’anno vediamo di proseguire: sono fiducioso». Poco distante rispetto al ministro, alla sua sinistra (anche se politicamente dovrebbero invertire la posizione), a pochissimi minuti dall’inizio del match, arriva anche Giorgio Jannone con compagna.

A rappresentare gli avversari c’è il massimo dirigente, il presidente Maurizio Setti, vestito sportivo ma elegante allo stesso tempo con occhiale glamour e toscano tra le labbra. Emiliano di Carpi, ma presidente dell’Hellas Verona da alcuni anni, esce soddisfatto dopo lo 0-0 finale.

Un esordio a reti bianche, ma in tribuna hanno già iniziato a scaldarsi gran parte dei vip. In attesa degli altri e della prima vittoria casalinga.

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