Come funziona Hyperloop

Il treno che va mille all’ora

Il treno che va mille all’ora
Eventi 25 Febbraio 2016 ore 05:00

Per gli sfortunati bergamaschi che viaggiano sulla linea ferroviaria che passa per Carnate, Hyperloop può sembrare fantascienza pura. Tratti di ferrovia percorsi a 10 chilometri orari, come quello sul Ponte di Paderno, mentre tra qualche anno ci sarà un treno che sfreccerà alla bellezza di mille all’ora. È infatti atteso per oggi, 24 febbraio, l’accordo tra la Hyperloop Transportation Technologies e il governo degli Emirati Arabi, per la realizzazione dello studio attuativo finalizzato alla costruzione a grandezza naturale del primo treno iperveloce.

La prima tratta. Intanto a Dubai studiano quello che potrebbe essere il primo percorso aperto al pubblico del supertreno. Pensato per il prossimo Expo 2020, collegherà Dubai alla capitale degli Emirati, Abu Dhabi. 145 chilometri che questo missile coprirà in appena 9 minuti, come una fermata da Paderno a Calusco. Quello tra le due città arabe è un tragitto significativo, perché collegherà due importanti aeroporti. I tempi sono davvero stretti, ma lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahya (il proprietario di Etihad) lo vuole costruito a tutti i costi entro l’Expo. Con una spesa tra l’altro non esigua, visto che il costo varia fra i 10 e i 20 milioni di euro a km (a seconda delle condizioni geofisiche), per un totale che oscillerà tra gli 1,5 e i 3 miliardi.

 

TRENO DA 1.000 CHILOMETRI ORARI,VERSO DEBUTTO IN EXPO 2020

 

La storia del progetto. La prima idea nacque nel 2013 dall’immaginazione del miliardario sudafricano Elon Musk, fondatore delle aziende Tesla e Space X. Mise online alcune ricerche su questo sistema di trasporto, commentando: «Non ho tempo per farlo io, ma lavorateci», rivolto agli ingegneri di tutto il mondo. Dai sogni si è poi passati ai progetti concreti grazie alla Hyperloop Transportation Technologies, startup con sede a Los Angeles e appoggiata dallo stesso Musk. I due fondatori sono l’italiano Bipop Gabriele Gresta e il tedesco Dirk Ahlborn. La società parla anche la nostra lingua: dei 520 dipendenti infatti, 52 sono del nostro Paese.

Come funziona. La domanda è scontata: tutti vogliono capire come sia possibile viaggiare così velocemente. Per chi ha qualche rudimento di fisica, la risposta appare immediata: bisogna togliere l’attrito e la resistenza dell’aria! Nel vuoto infatti un movimento si perpetua in eterno e la velocità non diminuisce (il film Gravity è un buon esempio). Quelli della HTT si sono perciò rifatti a questi principi semplici ma decisivi. Il progetto di Hyperloop prevede un tubo con aria a bassissima pressione, che quindi crea poca resistenza, in cui viene sparata una capsula, come fosse un proiettile nella canna di un fucile. Per eliminare l’attrito è stato messo a punto un sistema di lievitazione passiva, grazie alla forza respingente dei magneti.

 

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Energia e sicurezza. Ma la cosa più stupefacente riguarda il consumo energetico: questo treno creerà corrente invece di consumarne, grazie allo sfruttamento massimale di pannelli solari e un sistema che utilizza anche l’energia geotermica, eolica e cinetica. Per i più timorosi, il cofondatore Gresta spiega che sarà più sicuro di un volo aereo: «Quando si viaggia in aereo a 1140 km/h si va alla stessa velocità dell’Hyperloop: sul nostro treno la sensazione sarà molto simile a quella del decollo in aereo, ma senza le turbolenze». Per i pessimisti, Gresta dà anche rassicurazioni in merito a possibili terremoti: «I nostri piloni (su cui verrà fissato il tubo del treno, ndr) hanno una resistenza pari a 30 mila Psi: significa che sono più sicuri e resistenti dei palazzi attualmente costruiti in California. La nostra tecnologia a piloni è stata utilizzata in varie condutture in Alaska, e ha resistito a terremoti con intensità superiori agli 8 gradi della scala Richter. Possiamo dire che stiamo utilizzando una delle tecnologie di costruzione più avanzate al mondo».

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