Aspettando Palma il Vecchio

Un variopinto giardino in GAMeC Tornano i maestri del paesaggio

Un variopinto giardino in GAMeC Tornano i maestri del paesaggio
19 Febbraio 2015 ore 11:22

Uno spazio di socializzazione e di decompressione, capace di valorizzare le cromie e il talento di Palma il Vecchio e accogliere i visitatori della mostra (prima e dopo la visita) avvolgendoli in un mondo fiorito. Questo è il progetto che è stato presentato per colorare il grigio uniforme che da anni caratterizza l’ingresso in GAMeC in occasione della grande mostra che sarà inaugurata a Bergamo fra poco meno di un mese.

Il tutto è partito dalla Fondazione Credito Bergamasco, che ha fatto rientrare nel budget destinato alla mostra anche l’intervento dell’Associazione Arketipos – I Maestri del Paesaggio, ormai arcinoti in città per aver inventato la Piazza Verde (in Piazza Vecchia) e il Meeting internazionale. Ovviamente, i garden designer hanno pensato in grande e hanno progettato un giardino che promette di incantare i visitatori.

 

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Colori accesi e giganteschi wall art. La prima azione della squadra guidata da Maurizio Vegini è stata quella di richiamare a Bergamo un designer eclettico e molto innovativo come Peter Fink, uno dei maestri già operanti per la Piazza di Città Alta, scelto proprio per la sua capacità di realizzare progetti di grande impulso cromatico. Questa volta il grande prato sintetico su cui si potrà camminare sfoggerà un giallo molto acceso e caldo, accostato a un blu cangiante: due tonalità che riprendono i toni delle vesti dipinte dall’artista di Serina.

Uno sforzo importante è stato richiesto alla Sit-In (azienda bergamasca produttrice di moquette ed erba sintetica), che ha creato una colorazione dedicata esclusivamente al progetto GAMeC e studiata proprio sulla palette cromatica di Palma. Le sedute fucsia invece, sono la cifra stilistica di Fink, la sua firma, che impareremo presto a riconoscere. Accanto al maestro britannico hanno lavorato anche la garden designer Lucia Nusiner, che ha curato la scelta delle piante, e l’architetto Maurizio Quargnale, che si è occupato dell’aspetto luminoso collaborando con la Platek di Rodengo-Saiano. A racchiudere questo giardino ci saranno poi alcuni giganteschi wall art, ovvero pannelli di 8-10 metri, griffati dalla Fondazione Credito Bergamasco, che porranno l’accento su alcuni particolari dei dipinti esposti in mostra.

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Un giardino incantato per 100 giorni. Al di là delle specifiche tecniche di questo importante progetto – 1898 piante collocate nel periodo, tre fioriture diverse garantite al pubblico della mostra, 21 studenti dell’Istituto Agrario che affronteranno uno stage dedicato al mantenimento e alla cura di questo giardino insieme alle quattro aziende di giardinaggio che si occuperanno della collocazione e sostituzione delle piante – resta il fatto che Fondazione Credito Bergamasco e Arketipos si sono posti l’obiettivo di realizzare uno spazio pubblico legato alla mostra di Palma il Vecchio e che possa essere però fruibile dalla città e dai turisti anche in momenti diversi rispetto alla visita della mostra.

Per i Maestri del Paesaggio si tratta, ancora una volta, di dimostrare come un’area cementizia recuperata attraverso il verde e il colore possa diventare un luogo nuovo della città, promotore di incontri e di scambi sociali. L’effetto scenografico creato dalle luci renderà molto suggestiva anche la permanenza serale, mentre la collocazione di un bar nello spazio riparato del cortile garantirà quel servizio necessario a vivere al meglio lo spazio. Ci saranno 166 sedute di cui 85 “informali”, un’area wi-fi garantita dalla BIG-TLC, betulle, magnolie, frassini, felci, narcisi, salvia e tantissime altre piante che sapranno certamente creare un’atmosfera magica, tanto più perché insolita per chi vive in città.

Non solo un progetto provvisorio. La Fondazione Credito Bergamasco si è presa un impegno più che serio con GAMeC in questo senso, perché non solo ha promosso la creazione del giardino di Palma durante la mostra, ma realizzerà alcune opere strutturali che cambieranno per sempre l’ingresso grigio del museo. Alla fine della mostra verrà rifatta la pavimentazione, mentre le aiuole destinate ad ospitare gli alberi saranno allargate e modificate definitivamente grazie al lavoro dell’Impresa Percassi. Tutti interventi che, seppur meno colorati e enfatizzanti del progetto di Fink, potranno garantire un’attenzione nuova verso l’accoglienza dei visitatori del museo.

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