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In città torna la rassegna “Mondovisioni” su informazione e diritti umani

Dal 9 gennaio al Cinema del Borgo prende il via la nuova edizione: documentari proposti dalla rivista Internazionale e CineAgenzia. Sei titoli.

In città torna la rassegna “Mondovisioni” su informazione e diritti umani
Bergamo, 07 Gennaio 2020 ore 23:07

Cinema Teatro del Borgo torna a proporre un nuovo ciclo di appuntamenti per la rassegna di documentari “Mondovisioni”, la selezione di documentari curata da CineAgenzia insieme alla rivista Internazionale sui temi di attualità, diritti umani e informazione. La sfida della nuova edizione era trovare temi inediti: la genetica con Human Nature di Adam Bolt (Stati Uniti, 2019), che presenta con straordinaria chiarezza le impressionanti e inquietanti prospettive della tecnologia Crispr, e la drammatica questione degli abusi sessuali sui minori nella Chiesa, tema che in Italia trova poco spazio anche a fronte di casi eclatanti come quello ricostruito dal film Prey di Matt Gallagher (Canada, 2019, anteprima internazionale).

Con Leftover Women di Hilla Medalia e Shosh Shlam (Israele, 2019) si torna in aree poco o superficialmente raccontate dai media come l’Estremo Oriente attraverso un toccante ritratto di tre giovani cinesi alle prese con gli sprezzanti giudizi di famiglie e società sulle donne non sposate. Nel montante clima di disumanità e razzismo “Mondovisioni” continua a guardare al Mediterraneo e occuparsi di migrazioni: Mission Lifeline di Markus Weinberg (Germania, 2019, anteprima italiana) porta lo spettatore a bordo della nave di una ong tedesca impegnata nei salvataggi nel canale di Sicilia, ma anche tra i manifestanti che in Germania gridano “Lasciateli annegare”. Due attualissimi documentari su libertà e controllo dell’informazione chiudono la selezione: Bellingcat – Truth in a Post-Truth World di Hans Pool (Paesi Bassi, 2018) celebra le battaglie e l’impegno dell’omonimo collettivo online di citizen journalists, impegnati a smascherare propaganda e fake news; XY Chelsea di Tim Travers Hawkins (Regno Unito, 2019) ripercorre con formidabile intimità la parabola di Chelsea Manning, dalle rivelazioni di Wikileaks alla sua transizione di genere, fino all’impegno in politica.

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