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Economia

Italcementi protagonista a MADE Expo

A Fieramilano presentati cementi e calcestruzzi sostenibili e di qualità.

Glocal news 25 Novembre 2021 ore 08:50

Abbattere le emissioni di anidride carbonica è un obiettivo del mondo intero per arriva al 2050 con la piena decarbonizzazione. E Italcementi, concentrata sull'innovazione nei processi produttivi, vuole essere in prima linea per aiutare a raggiungere questo risultato.
L’azienda bergamasca l’ha dimostrato anche all’ultima edizione di MADE Expo, l’evento di riferimento per il mondo della progettazione, dell’edilizia e delle costruzioni in programma dal 22 al 25 novembre a Fieramilano, a Rho, dove si è presentata insieme a Calcestruzzi con cementi e calcestruzzi sostenibili e di qualità, studiati con lo scopo di ridurre la CO2 e dare vita a un’economia circolare.

«Nel processo di produzione del cemento abbiamo effettivamente una componente molto importante di emissione di anidride carbonica legata proprio al materiale che utilizziamo – ha spiegato Roberto Callieri, amministratore delegato di Italcementi – Il calcare che viene riscaldato si decompone in ossido di calcio e anidride carbonica che incide per circa i 2/3 delle nostre emissioni nel processo produttivo. Le ricerche che si stanno portando avanti, e che hanno come target il 2050, mirano a sostituire i combustibili in natura fossile che utilizziamo per produrre il clincher che è il semilavorato che sta alla base della produzione del cemento». Italcementi punta, quindi, a estrarre e catturare l’anidride carbonica. «Se noi riuscissimo a far questo avremmo la possibilità di avanzare e di equipararci agli standard europei che sono ben più alti di quelli italiani in termini di sostituzione calorica – ha continuato Callieri È quello che stiamo riuscendo a fare con i prodotti della nostra gamma eco.build: da una parte migliorare e massimizzare le prestazioni venendo incontro alle aumentate esigenze del mercato e dei nostri clienti, dall’altro garantire un percorso di sostenibilità attraverso l’utilizzo di materiali a bassa emissione di CO2».

La gamma eco.build

Nata da un percorso che parte dalla produzione di cemento utilizzando materiali di recupero in sostituzione delle materie prime naturali provenienti dalle attività estrattive (cave e miniere) come calcare, argilla e scisti, la gamma eco.build si propone, infatti, di ridurre la CO2 e di dare vita a un’economia circolare. Fra i materiali alternativi utilizzati ci sono quelli non pericolosi provenienti da altri settori industriali per arrivare allo studio di calcestruzzi che nel loro mix design utilizzano materiali da costruzione e demolizione – tutti sottoposti a rigidi tracciamenti – in sostituzione degli aggregati naturali. Entrambe le pratiche consentiranno di evitare l’escavazione di 15 milioni di tonnellate l’anno di materiali, con una importante riduzione nell’utilizzo di risorse naturali aiutando così a contenere il riscaldamento globale, mantenendo sempre elevati standard qualitativi e a costi competitivi. Quello che in altri settori produttivi viene classificato come “rifiuto” diventa nel ciclo di produzione del cemento e del calcestruzzo una vera e propria risorsa attuando un percorso virtuoso di economia circolare.

Le soluzioni in mostra a MADE Expo

Vanno in questa direzione, in particolare, le soluzioni in mostra a questa edizione di MADE Expo. Innanzitutto i.idro DRAIN, un calcestruzzo progettato per garantire il rispetto del ciclo naturale dell’acqua e la capacità drenante anche in condizioni di precipitazioni estreme, garantendo al tempo stesso un aiuto nel mitigare l’isola di calore tramite una temperatura superficiale ridotta rispetto, ad esempio, all’asfalto di circa il 20% nelle giornate più calde. Solo a Milano, durante il 2021, sono stati posati più di 20.000 mq di questo materiale che anche grazie alla particolare porosità è in grado di assorbire CO2 molto più rapidamente di un normale calcestruzzo. E poi i.power RIGENERA, un prodotto concepito e sviluppato per la rigenerazione delle infrastrutture esistenti. È in grado di ridurre drasticamente le necessità di demolizione dei ponti, con il conseguente blocco del traffico e di aumentare la resistenza e la durabilità delle infrastrutture anche nei confronti di eventi sismici.

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