Prestiti in corso durante la cassa integrazione: come risolvere?

Prestiti in corso durante la cassa integrazione: come risolvere?
Idee & Consigli 12 Gennaio 2021 ore 07:02

Sospendere le rate di un prestito ottenuto tramite la cessione del quinto, vista l’emergenza sanitaria ed economica dovuta al Covid-19, è una preoccupazione largamente diffusa tra i contribuenti e le aziende.

Si può effettivamente ottenere una riduzione delle rate di cessione del quinto in alcuni casi di cui si parlerà più avanti. È opportuno ricordare, intanto, che la tipologia di credito prevista dalla cessione del quinto prevede l’offerta di garanzia della busta paga o del cedolino di pensione da parte dei soggetti richiedenti.

Questo tipo di prestito agevolato non può superare il 20%, o quinto, dell’intera busta paga o della pensione netta.
Perché la cessione del quinto possa verificarsi, è necessaria la partecipazione di un ente bancario erogatore o dell’ente di previdenza, che assicurerà il prestito di denaro.

Rimodulare la rata della cessione del quinto: si può

È necessario richiamare alla memoria il DPR 180/1950, istruttivo delle cessione del quinto, che all’art. 35 contempla che il debitore può vedersi ridotta la rata del quinto ceduto da restituire, nel caso in cui subisse una decurtazione di almeno un terzo della retribuzione (ovvero il 33%).

La situazione economica del paese e la crisi sanitaria attuale, ha messo molti lavoratori italiani in cassa integrazione dallo scorso marzo. Tutelare questi lavoratori dal licenziamento è apparso doveroso e si è quindi fatto divieto di licenziare singolarmente o collettivamente questi lavoratori fino al marzo 2021.

Tuttavia, come si può procedere, visto il difficile periodo, per far fronte al pagamento di rate di prestiti e finanziamenti quando si beneficia della cassaintegrazione? È possibile rimodulare le scadenze e venire incontro ai cittadini, scavalcando magari un po’ di lenta burocrazia?

Presso gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori, l’interrogativo è all’ordine del giorno. La sofferenza economica di migliaia di lavoratori non può passare inosservata: ecco perché, sin dal 2 aprile scorso, l’EBA, European Banking Authorithy, con il Final Report ha emanato una serie di linee guida a cui attenersi per rimodulare i pagamenti rateali della cessione del quinto e di altri prestiti.

Questo documento non contempla un’automatica e generale sospensione delle rate da applicarsi a tutti i finanziamenti: è utile fare riferimento, invece, al Decreto Cura Italia dell’aprile 2020 per coloro che, beneficiari di un prestito a cessione del quinto e in casa integrazione, intendono chiedere un’agevolazione nel pagamento rateale.

Il Protocollo di Intesa Assofin Moratoria Covid-19 per il credito ai consumatori, permette la sospensione delle rate per la cessione del quinto. Tra i beneficiari di questo provvedimento, vi sono proprio coloro che hanno subito una sospensione/riduzione dell’orario lavorativo per almeno un mese.

La sospensione deve essere espressamente richiesta dal lavoratore e accettata dal datore di lavoro o dall’azienda. Deve, inoltre, essere accettata dalle compagnie assicurative, in modo che le polizze assicurative siano valide anche oltre la durata dal provvedimento di ammortamento, rendendo necessario il pagamento delle rate sospese e cumulate.

La sospensione delle rate della cessione del quinto può durare fino a 6 mesi a partire da febbraio 2020, anche ricorrendo alla consulenza caso per caso degli esperti di www.prestitiecessionedelquinto.com.

Come richiedere la sospensione delle rate

Come è possibile richiedere la sospensione delle rate in modo autonomo e di comune accordo col datore di lavoro? Sarà sufficiente scaricare l’apposito modulo e compilarlo nella sua interezza, procedendo poi ad inviarlo al proprio datore di lavoro o azienda, il quale, a mezzo PEC, lo trasmetterà all’Istituto di credito di sua fiducia che sia aderente ad Assofin.

L’accoglimento della richiesta di sospensione del pagamento delle rate relative alla cessione del quinto comporterà un prolungarsi del tempo di ammortamento corrispondente alla sospensione in accordo, e l’eventuale applicazione di spese di interessi.

La cessione del quinto in cassa integrazione

Il lavoratore cassaintegrato percepisce l’80% della retribuzione dallo Stato o dall’azienda presso cui è impiegato, e dunque la perdita del solo 20% del guadagno annuale non permetterebbe di avvalersi del diritto a richiedere la riduzione o sospensione delle rate.

Tuttavia, la perdita delle componenti variabili del guadagno, ravvisabili in straordinari e indennità varie, permette il ricalcolo della percentuale di stipendio perduto con la possibilità di accedere ai pagamenti agevolati delle rate.

Ricalcolando lo stipendio reale con la perdita del 40% del guadagno, è possibile richiedere presso l’ufficio paghe il ricalcolo della rata, qualora l’azienda non abbia già provveduto.
Nella maggioranza dei casi, è compito del datore di lavoro provvedere a ricalcolare l’importo della rata e a comunicare all’ente erogatore la riduzione dello stipendio: la rata si abbassa in maniera da non superare la quinta parte della minore retribuzione.

  • Nel caso di sospensione o riduzione dell’importo delle rate, la durata del finanziamento si prolungherà per permettere all’ente che ha concesso il credito, di recuperarlo in sicurezza.
  • Nel caso di riduzione o sospensione temporanea del pagamento rateale, non si verificherà alcuna segnalazione negativa ai Sistemi di Informazioni Creditizie, ovvero alle banche dati che conteggiano i cattivi pagatori.

Il Decreto Cura Italia ha ideato questo ammortizzatore sociale per consentire ai lavoratori di conservare il posto e ricevere, contemporaneamente, una retribuzione. La Cassa Integrazione è una speciale prestazione che l’INPS eroga per sopperire e integrare lo stipendio ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa di una crisi di entità anormale. Solitamente, la quota CIG viene percepita insieme alla busta paga.

Per ottenere la sospensione dell’addebito delle rate della cessione del quinto per i cassa integrati, è necessario che vi siano delle condizioni:

  • la normativa prevede una sospensione temporanea della rata se lo stipendio si riduce oltre il 30%;
  • tale riduzione è definitiva, la rata verrà ricalcolata.

La possibilità di sospendere la rata sarà valutata a discrezione dalla Società Finanziaria, in base a:

  • la durata prevista, mensilmente, del piano di CIG;
  • la percentuale di ore di CIG rispetto alla totalità delle ore di lavoro in un mese;
  • l’ammontare dello stipendio di base rispetto a quello percepito in condizioni normali.

Se, invece, si è in procinto di richiedere un prestito attraverso la cessione del quinto, e si è contemporaneamente in cassa integrazione, sarà necessario addurre altre garanzie, ad esempio un fideiussore come terzo obbligato, oppure la proprietà di un bene immobile o l’ipoteca di un bene prezioso e, infine, la garanzia dell’anticipo del TFR.

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