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Presentazione

“Breve storia del casoncello”, un libro tutto da gustare

Il tomo di Leonardo Bloch protagonista giovedì 2 dicembre alle 20 presso la Trattoria Visconti di Ambivere

“Breve storia del casoncello”, un libro tutto da gustare
Mangiar bene 30 Novembre 2021 ore 00:05

«A Bloch manca solo di aver dimostrato che nell’Ultima Cena furoreggiavano i Casoncelli». È condensato nel finale della prefazione di Pier Carlo Capozzi il senso del volume “Breve Storia del Casoncello” di Leonardo Bloch (Lubrina Bramani editore) che verrà presentato giovedì 2 dicembre alle 20 presso la Trattoria Visconti di Ambivere.

L’introduzione di Capozzi ha il pregio, quasi il profumo, di un gustoso antipasto, di quelle “fette di salame” (non certo sugli occhi) che precedono, nella tradizione nostrana, un primo piatto d’eccezione. «Si fa presto a dire Casoncello - scrive Capozzi - Il difficile, per noi curiosi dalla nascita, è sapere da dove viene, perché si chiama così, a chi è venuta l’idea, da quale angolo del nostro pianeta, che ingredienti ha sempre raccolto nel suo delizioso fagottino di pasta». Leonardo Bloch fornisce risposte esaustive e ben documentate in circa 200 pagine di testo, di cui, particolare non da poco, una decina di sola bibliografia. La lettura è assolutamente piacevole, poiché le rigorose citazioni documentali sono inserite in un racconto che sollecita la curiosità del lettore. A cominciare dal testamento del vescovo Attone da Vimercate e dalla citazione del 1187 contenuta nella “Historia quadripartita di Bergomo et suo territorio” di fra’ Celestino Colleoni. E’ la più antica attestazione scritta che rimanda alla preparazione di un raviolo in Europa.

Quello di Bloch è in definitiva un romanzo, un racconto di viaggio che tocca epoche e luoghi diversi: l’antica Roma e Castiglione della Pescaia, il califfato di Baghdad e la Cina, passando e impastando per Monferrato, Lodi, Napoli, Mantova, Modena e Bologna. «Per quanto prodiga di colpi di scena possa apparire la storia del cibo e dell’alimentazione, suona piuttosto inverosimile che da un’antica focaccia al miele abbia tratto origine un pasticcino al marzapane, e che questo addirittura si sia successivamente trasmutato in un formato di pasta ripiena da servirsi con un condimento di burro nocciola, cacio grattugiato e pancetta di maiale rosolata». Parole di Leonardo Bloch: il resto è tutto da leggere. E da gustare.