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Più "instagrammabile" che mai

Design e cucina: gli ingredienti di Bun Burgers, che ha aperto a Oriocenter

Materie prime di altissima qualità preparate in perfetto stile newyorkese e spazi disegnati del pluripremiato studio Masquespacio

Design e cucina: gli ingredienti di Bun Burgers, che ha aperto a Oriocenter
Mangiar bene Bergamo, 27 Dicembre 2022 ore 09:10

Il design che si unisce alla cucina di nuova generazione: arriva a Oriocenter Bun Burgers, il fast food più “instagrammabile” del mondo, che conferma ancora una volta il successo della sua formula rivoluzionaria. Con il nuovo punto vendita bergamasco, il numero totale dei suoi ristoranti arriva a sedici. Ognuno di questi è un luogo speciale, capace di racchiudere in maniera identitaria la filosofia della catena, tra inclusione, design, tecnologia e il desiderio di offrire ai suoi clienti un’esperienza originale e fuori dagli schemi.

A partire, ovviamente, dal menù: in fin dei conti, sempre di ristoranti si tratta e la cosa più importante non può che essere la proposta culinaria. Da Bun Burgers si comincia dai classici hamburger newyorkesi, con carne scelta e preparata con la tecnica smash. Si tratta di una modalità di cottura che da un lato migliora sensibilmente la qualità del prodotto finito, dall’altro è anche una sorta di certificato di garanzia: questa tecnica può infatti essere utilizzata solamente se la carne è fresca. L’obiettivo è quello di scatenare la cosiddetta “reazione di Maillard”, ovvero quell’insieme di reazioni chimiche che permettono alla carne di formare la classica crosticina nelle prime fasi della cottura, in modo tale da poter conservare al suo interno tutti i succhi, che altrimenti verrebbero persi nel corso della cottura. Insomma, hamburger croccanti fuori e succulenti dentro, completati con vari altri ingredienti, più o meno classici. Altro fiore all’occhiello della proposta di Bun Burgers è la versione speculare vegetale e cento per cento proteica, la “beyond meat”, con il suo approccio sostenibile al gusto: tutti i piatti di Bun Burgers sono disponibili sia in versione classica, sia in versione veg.

Si arriva poi alla location: l’offerta di Bun Burgers è ospitata in locali di design realizzati in collaborazione con il pluripremiato studio spagnolo Masquespacio, che, fin dagli esordi, ha dato vita ad ambienti tutti diversi tra di loro ma ugualmente capaci di mantenere forte la loro identità, ma anche quella del brand. Lo studio, che recentemente si è fatto notare anche in occasione del Fuorisalone di Milano, è stato fondato nel 2010 da Ana Milena Hernández Palacios e da Christophe Penasse.

I due hanno lavorato in diverse nazioni in tutto il mondo, facendosi apprezzare per il loro approccio innovativo e per la loro ricerca nell’ambito della reinterpretazione e valorizzazione di vari aspetti culturali delle varie realtà in cui si trovavano. Le loro creazioni sono delle opere d’arte contemporanea riconosciute in tutto il mondo e pluripremiate: per fare alcuni esempi, lo studio ha vinto nel 2020 il premio per il “giovane talento dell’anno” assegnato da Elle Decoration International Magazine e i due fondatori sono stati premiati dalla sezione spagnola del New York Times Magazine come designer di interni dell’anno nel 2019.

Per quanto riguarda il nuovo spazio di Oriocenter, l’ispirazione è duplice: da un lato ci sono le sottili reference alle rampe di scale di Escher, opere rivoluzionarie in cui l’artista olandese, una delle più importanti menti artistiche del Novecento, riflette sul concetto di relatività e ridiscute i rapporti tra i piani spaziali, che si fanno confusi e intrecciati come se sintetizzassero la pluralità dei punti di vista degli ipotetici osservatori; l’altra reference importante è una tradizione più recente, che tende verso la ricerca e la valorizzazione quasi cinematografica e performativa dell’effetto tridimensionale. Il tutto è completato da mattonelle in ceramica e blocchi di colore con prevalenza di lilla e di giallo, che conferiscono al locale il suo aspetto caratteristico, mitigando con elementi più accoglienti e domestici le geometrie algide e stranianti. Un locale dall’alto coefficiente social quindi, che anche solo per questo vale la pena di visitare e di scoprire.

Il ristorante è già aperto e si trova al pianoterra, di fronte alla Pelletteria Luisa.

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