Concerto

L’escursione nel barocco tedesco chiude la rassegna sull’organo Serassi

A Urgnano il terzo appuntamento di “Tra cielo e terra” con il clavicembalista e organista Davide Pozzi: da Buxtehude a Bach, un percorso tra rigore contrappuntistico e libertà inventiva

L’escursione nel barocco tedesco chiude la rassegna sull’organo Serassi

Si chiude con un viaggio nel cuore del barocco tedesco la terza edizione di “Tra cielo e terra. L’organo secondo Serassi”, la rassegna ospitata dalla Parrocchia di Urgnano e affidata alla direzione artistica di Alessandro Bottelli, nata per valorizzare il pregevole organo a due tastiere costruito da Giuseppe II Serassi nel 1798.

L’appuntamento conclusivo è in programma giovedì 23 aprile, alle 20.45, nella Chiesa parrocchiale dei Santi Nazario e Celso. A guidare il pubblico sarà l’organista e clavicembalista milanese Davide Pozzi, impegnato in un programma dal titolo “Escursione nel Barocco tedesco”: un itinerario musicale che attraversa alcune delle pagine più rappresentative del Seicento e del Settecento europeo, tra architetture contrappuntistiche e scritture più libere e teatrali.

Il percorso si apre con Dietrich Buxtehude, figura centrale della tradizione organistica nordica, di cui verranno eseguiti il Preludio in sol minore BuxWV 163 e la Fuga in do maggiore BuxWV 174. A seguire, la Toccata Septima di Georg Muffat testimonia invece una scrittura già contaminata dall’esperienza italiana del compositore, tra Roma e l’influenza di maestri come Pasquini e Corelli.

La seconda parte del programma attraversa la danza e la variazione con la Ciacona di Johann Bernhard Bach e la Passacaglia tratta dalla Suite n. 7 in sol minore HWV 432 di Georg Friedrich Händel, esempio di scrittura orchestrale tradotta per tastiera. Non manca Carl Philipp Emanuel Bach, con la Sonata in Fa maggiore Wq 70 n. 3, in cui lo “stile sensibile” apre già al gusto preclassico. In chiusura, Johann Sebastian Bach con il Preludio e Fuga in la minore BWV 865 e una trascrizione del Concerto in sol maggiore di Antonio Vivaldi (BWV 973), emblema della capacità bachiana di trasformare il concerto italiano in materia contrappuntistica.

Nelle note al programma, Pozzi sottolinea come lo strumento di Urgnano, con la sua tavolozza timbrica “raffinata e cameristica”, consenta un’ampia gamma di colori e registri, ideale per mettere in luce la varietà espressiva di queste pagine. Ingresso libero. Informazioni: 388 58 63 106.