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A Mozzo

Non una sede, una casa nel verde pensata per ragazzi con superpoteri

Non una sede, una casa nel verde pensata per ragazzi con superpoteri
Pensare positivo 22 Maggio 2019 ore 09:10

Una casa nel verde di Mozzo, la sede dell’associazione “Autismo è…”, fondata da Silvana Salvi, attuale presidente. In questi mesi i professionisti, i volontari, gli educatori e gli operatori della casa, attiva dagli ultimi mesi del 2018, si sono dati da fare per creare un ambiente accogliente per i ragazzi che la frequentano, da uno a 99 anni. Salvi, mamma di tre ragazzi, sulla base del lavoro fatto sull’ultimo figlio, Francesco, autistico, ha deciso di fondare l’associazione nel 2015. «Abbiamo deciso di cercare degli spazi per i ragazzi della nostra associazione – spiega Salvi – solo dopo aver trovato due validi professionisti, il dott. Oreste Ferrari Ginevra, neuropsichiatra, e la dottoressa Enza Crivelli, psicopedagogista, e altri professionisti, logopedisti, educatori, psicologi che fanno parte dell’équipe, che ci accompagnano nel processo formativo, di assistenza sanitaria ed educativa, necessario per un contesto come il nostro che vuole diventare un punto di riferimento nell’ambito. L’autismo non è una malattia, ma una modalità di funzionamento differente rispetto alle persone neurotipiche. Con l’autismo si nasce e purtroppo la disinformazione sul tema è tanta, sia da chi non ha conoscenti o parenti autistici, ma spesso anche da parte di chi ha questi ragazzi o adulti in famiglia».

 

[Silvana Salvi, fondatrice dell’associazione “Autistmo è…”]

 

«Secondo i dati statistici i casi sono in aumento – aggiunge -, anche perché i test diagnostici e le modalità per la rilevazione sono migliorate negli anni. Con adeguati protocolli il ragazzo può migliorare, acquisire sempre maggiori autonomie e capacità, ma dall’autismo non si guarisce, appunto perché non è una malattia. Le variabili sono diverse, ad esempio alcune possono avere importanti compromissioni cognitive, o difficoltà relazionali, che rendono l’individuo più o meno autonomo, altre persone possiedono quozienti intellettivi molto alti, ma con grandi difficoltà relazionali». Una ragazza diventata famosa è Greta Thunberg («Non è un dono, ma può essere un superpotere» dice Greta), con una delle varianti, la sindrome di Asperger. «Ho ritenuto che fosse opportuno sviluppare un modo diverso, una scuola di pensiero alternativa. Abbiamo creato una casa come in famiglia, un ambiente dove i ragazzi si possono trovare: spazi essenziali che vengono riempiti dai…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 44 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 23 maggio. In versione digitale, qui.

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