Nuovi rimedi per l'insonnia

Altro che contare le pecore Ora c'è la melatonina spray

Altro che contare le pecore Ora c'è la melatonina spray
Pensare positivo 19 Giugno 2015 ore 12:53

Addio alla conta delle cento pecore, perché basteranno un paio di pouf spruzzati direttamente sulla pelle del collo per favorire il buon sonno, entro un'ora. Sono le aspettative di uno spray alla melatonina in arrivo presto dall’America, dove è disponibile già da febbraio-inizio marzo, messo a punto da un'azienda di Silicon Valley.

La soluzione. Si chiama Sprayable Sleep, il sonnifero a spruzzo che contiene tre speciali molecole porta-sonno. Ovvero basse dosi di melatonina - che è appunto il classico 'ormone dormiglione' e normalmente usato in pillola per combattere l'insonnia -, l'amminoacido tirosina e l'acqua distillata. Innovativa è anche la somministrazione: per via dermica (spuzzandolo come si farebbe con un qualsiasi profumo o altra sostanza spray), che lo rende non solo di facile utilizzo anche per le persone di qualsiasi età. Ma soprattutto la soluzione sembra essere priva di effetti collaterali, perché la dose del principio attivo contenuta è bassa: la somministrazione spray di melatonina ha infatti un dosaggio fino a 30 volte inferiore rispetto ai quantitativi presenti in una pillola. In termini pratici significa che aiuta il sonno in maniera più naturale, evitando un risveglio mattutino un po’ fuori giri o con il classico intorpidimento, che è un effetto collaterale tipico della melatonina in pastiglia. Ogni bomboletta contiene 60 spruzzate, vale a dire che garantisce una copertura-sonno per 30 giorni filati.

 

 

I rimedi naturali e qualche consiglio. A questo punto la domanda sorge spontanea: e per chi ancora non dorme, soffre di insonnia, passa parte della notte a guardare le stelle, che fare per addormentarsi, in attesa che il nuovo elisir di Morfeo arrivi in Italia? Le soluzioni possibili sono diverse: i rimedi naturali, innanzitutto, quali la valeriana, la camomilla o la passiflora, che hanno proprietà sedative e che non generano assuefazione, pur presentando qualche effetto collaterale se ingerite in dosi massicce (mal di testa, nausea, allucinazioni).

Ma anche una buona "igiene del sonno" è una valida alternativa ai farmaci, e prevede semplicemente l’adozione di corrette abitudini, riassumibili in nove regole d’oro:

  • Cenare presto e privilegiare pasti leggeri e salutari.
  • Bandire le bevande alcoliche: anche se la prima sensazione, dopo aver bevuto, è quella di sonnolenza, una volta cessato l’effetto dell’alcool il rischio è svegliarsi durante la notte senza riuscire più a riaddormentarsi. Proibite anche le bevande contenenti caffeina.
  • Non praticare attività sportiva prima di andare a dormire: causerebbe un innalzamento della temperatura corporea. Al massimo ci si può concedere una passeggiata dopo cena o mezz’ora di cyclette distensiva.
  • Cercare di andare a dormire sempre alla stessa ora.
  • Evitare di scrivere o lavorare al pc o su tablet quando si è già a letto perché tutte le fonti luminose possono riattivare i sensori del cervello e far male anche alla melatonina. Si può invece ascoltare un po’ di musica soft e rilassante.
  • Se non si riesce a chiudere occhio è bene non rimanere a letto nella speranza di addormentarsi, aumentando le fonti di nervosismo. Meglio alzarsi e dedicarsi ad esempio alla lettura di un libro che dovrebbe aiutare a conciliare il sonno.
  • No anche alla tv in camera, per le stesse ragioni correlate agli apparecchi elettronici.
  • Evitare eventuali discussioni serali o post-cena, che causano solo nervosismo e niente più, e rimandare i chiarimenti al giorno dopo, a mente fresca.
  • In caso si abbia un bimbo piccolo, concedersi ogni sera un po’ di tempo per raccontargli una storia che farà bene sia a mamma (o papà) e al piccolo, favorendo in tutti una condizione di relax.

 

 

Il sonno farmacologico. Fra i preparati più utilizzati per indurre il sonno per pastiglia vi sono gli antistaminici, che contengono il principio attivo niaprazina o gli ipnotici a base di imidazopiridine, che agiscono entrambi sul sistema e i meccanismi che predispongono al sonno, rispettandone le caratteristiche fisiologiche. Questi farmaci possono però favorire risvegli incompleti (parte del cervello rimane in uno stato di sonno) con stati confusionali o agitazione notturna. Le cure in ogni caso non dovrebbero superare le tre-quattro settimane e vanno sempre concordate con il medico che, laddove necessario, può decidere di prolungare la terapia.

Le benzodiazepine. Sono farmaci importanti che vanno assunti solo nei casi più gravi; si tratta infatti di ansiolitici che si possono assumere in pastiglie o in gocce anche durante il giorno, i quali spengono l'interruttore dell'ansia, favorendo il sonno. Hanno però pesanti controindicazioni perché agiscono sulla corteccia celebrale e il talamo, riducendo il sonno profondo e quello rem, ovvero la fase accompagnata dai sogni. Il sonno, di conseguenza, è più superficiale e meno ristoratore, ma c’è anche un altro effetto collaterale più pesante. Con questi farmaci sussiste il rischio di dipendenza psicologica e fisica, che può portare a un aumento dei dosaggi o a una riduzione delle capacità di reazione durante il giorno e un appiattimento dell'emotività, specie se l’utilizzo diviene cronico. Le cure, per queste ragioni, non dovrebbero andare oltre le tre-quattro settimane e devono essere, sempre e specie con questo farmaco, concordate con il medico.