Però attenzione al latte...

Se amate i formaggi, potete gioire Forse (forse) non fanno così male

Se amate i formaggi, potete gioire Forse (forse) non fanno così male
Pensare positivo 26 Settembre 2018 ore 09:15

Parziale assoluzione per formaggi e latticini, da tempo accusati di fare male al cuore. Studi recenti, di cui l’ultimo condotto dal Dipartimento di Ipertensione della Medical University di Lodz, in Polonia, e presentato al Congresso della European Society of Cardiology svoltosi di recente a Monaco, in Germania, dimostrerebbe che questi alimenti sono in grado di ridurre il rischio di morte prematura per tutte le cause, compreso quelle cerebrovascolari.

 

 

Tutto da rifare. Forse, almeno in tema di alimentazione e di consumo di formaggi, considerati nocivi per la salute in generale e per il cuore in particolare perché tra i cibi più ricchi di grassi saturi e colesterolo (che sono fattori di stimolo per la formazione di placche arteriosclerotiche con sensibili implicazioni sul cuore), bisogna fare una piccola retromarcia. Oggi diversi studi sembrerebbero infatti dimostrare l’esatto contrario, ovvero che formaggi, yogurt e latticini inclusi nella dieta in quantità adeguate, come raccomanda la Piramide Alimentare, potrebbero proteggere da una mortalità precoce per tutte le cause, in particolare per quelle cerebrovascolari. Unica eccezione è il latte, che andrebbe bevuto rigorosamente light, totalmente o parzialmente scremato, per non impattare sulla salute con la componete grassa.

Le dimostrazioni. Ci sarebbero prove scientifiche al riguardo, dunque accreditate, non le solite “fake news” sulla salute. La più recente riguarda una riesamina di studi che hanno coinvolto 24 mila persone con età media di 47,6 anni tra il 1999-2010, facenti parte del database della National Health and Nutrition Examination Surveys (Nhanes). Questi soggetti sono stati tutti monitorati per un periodo di circa sei anni e mezzo con lo scopo di valutare le condizioni di salute nel tempo, anche in relazione alla dieta consumata. Al termine dello studio e durante gli anni di follow-up, si sono registrati in totale 3.520 decessi per tutte le cause, di cui 827 per cancro, 709 per arresto cardiaco e 228 per eventi cerebrovascolari. Non sembrerebbe esserci niente di strano, e invece qualcosa c’è: la “buona” novità si riferisce proprio al consumo di latticini e derivati. I maggiori consumatori di questi prodotti, secondo le evidenze emerse, erano infatti maggiormente protetti dal rischio di morte prematura, ridotta del due per cento quando nella dieta erano inclusi prodotti caseari in generale e fino all’8 per cento in riferimento al maggiore consumo di formaggi. Insomma, latticini e derivati sarebbero associati a una tutela per il cuore, con un’unica avvertenza però verso il latte, che, è risaputo e sembrerebbe confermato, aumenterebbe il rischio di malattie coronariche. Il suo consumo non è vietato, tuttavia occorre limitarne l’apporto e privilegiare latte magro e scremato, in toto o in parte, dai grassi. Un invito, se questi risultati fossero confermati da altre analisi, a riscrivere le linee guida internazionali e a ripensare alle conseguenze che i latticini possono avere sulla salute.

 

 

Gli antefatti. Le prime benefiche indicazioni sui formaggi, o meglio sui derivati del latte, c’erano già state. A partire dal 2017 per la precisione, quando ebbe inizio il cosiddetto “processo ai prodotti caseari”, al latte in particolare. Le prime considerazioni positive arrivarono dall’analisi di dodici studi prospettici su 636 mila volontari monitorati in relazione alle loro condizioni di salute su un arco di quindici anni. I risultati hanno “alimentato” la credibilità dell’azione protettiva dei latticini e sollevato ulteriori interrogativi sul latte cui si assocerebbe, invece, un rischio di morte per malattia coronarica del quattro per cento in più. Stesse conclusioni sarebbero giunte da una meta-analisi su 29 studi, che non attesterebbe alcuna relazione tra consumo di formaggi e malattie cardiovascolari.

In conclusione. Godetevi una fetta di buon formaggio, senza esagerare, nella speranza che davvero, oltre che al palato, possa fare bene anche al cuore.

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