Il sogno: diventare un punto di riferimento

Attilio, Cinzia e il loro nuovo negozio (con la Moretti al miglior prezzo)

Attilio, Cinzia e il loro nuovo negozio (con la Moretti al miglior prezzo)
Pensare positivo 17 Novembre 2018 ore 06:00

«Vi sembrerà incredibile, ma vendiamo la birra Moretti al prezzo più basso di tutta la Valle». Attilio Acerbis, 51 anni e per tutti semplicemente “Ace”, racchiude in un semplice esempio l’orgoglio per il nuovo negozio di vicinato aperto dalla scorsa primavera a Nembro, nel quartiere Crespi, insieme alla socia Cinzia Rota, 53 anni. Una scommessa che a prima vista appare a dir poco azzardata: per i piccoli negozi di paese sono tempi grami. L’assedio della grande distribuzione anche in Valle Seriana è un dato di fatto, con almeno una decina di realtà fra Albino e Alzano e un cantiere aperto che vedrà sbarcare a Nembro (come già annunciato sulle nostre pagine) i tedeschi di Aldi e il fast food McDonald’s.

In un simile contesto parlare di negozi di vicinato e di commercio quale «elemento di imprescindibile coesione sociale» pare esercizio di puro politichese, mentre il pregio della scommessa di Attilio e Cinzia è senza dubbio quello della concretezza. Cinzia ha un ’esperienza pluriennale maturata in un supermercato della Val Gandino, è sposata con Giovanni Tonolini, titolare di una carpenteria, ed è madre di due figlie, Cristina e Michela. Grazie a quest’ultima è anche nonna. Attilio ha invece lasciato lo scorso anno la Happidea di Cene «perché nel manifatturiero del domani non vi era certezza, con continue riduzioni di personale». Vive a Desenzano con la moglie Eleonora Pina e i figli Andrea e Diego. «Conosco Attilio da molto tempo – racconta Cinzia – e ci siamo ritrovati spesso da volontari all’Oratorio di Desenzano, a cucinare per la festa della Madonna della Gamba. Abbiamo deciso di metterci in gioco, lasciando che a prevalere fosse l’entusiasmo piuttosto che i dubbi di una scelta controcorrente».

Il negozio porta le insegne A&O ed è situato in via Carlo Nembrini, a pochi passi dal centro sportivo Saletti e dalla ciclabile della Valle Seriana. Racconta a suo modo un piccolo pezzo della storia di Nembro. Qui un tempo abitavano i dipendenti della Crespi, che replicavano a livello urbanistico la socialità fattiva della vita in manifattura. Ad aprire il negozio fu una sessantina di anni fa la famiglia Marcassoli, ma da più di un anno il negozio era chiuso. «La concorrenza della grande distribuzione è feroce – sottolinea Attilio -, ma spesso la gente vive di abitudini e piccoli pregiudizi. Si ritiene che un negozio relativamente piccolo come il nostro (sono comunque 200 metri quadrati di spazio vendita, ndr) sia per sua natura caro o poco fornito. Siamo partiti a marzo e l’adesione al circuito d’acquisto A&O ci consente di avere ottime economie di scala, ma lavoriamo anche con fornitori mirati della Valle, per privilegiare al massimo la qualità dei prodotti, specie per salumi, carni, formaggi e piatti pronti».

Mentre scambiamo quattro chiacchiere, il via vai dei clienti è costante e “personalizzato”, nel senso che per ciascuno c’è un saluto e un cenno speciale. C’è, immancabile, quello che la butta sul Milan (sapendo Attilio di fede juventina), chi si informa sulle nuove offerte (la pasta praticamente la regalano), e chi apprezza il pane ancora fresco. «L’aspetto umano è il vero valore aggiunto – conferma Attilio – e diventa qualità di servizio. Per chi va di corsa, qui non ci sono i tempi infiniti dei parcheggi sterminati, dei chilometri di scaffali e delle file alla cassa. C’è la possibilità di trovare ciò che serve, buono e fresco, a un prezzo conveniente. L’altro giorno una signora anziana ci ha chiesto il servizio a domicilio, che regolarmente offriamo. È finita che ho portato a casa anche lei e voleva pure offrirmi un caffè». Attilio e Cinzia sono consapevoli delle difficoltà, che vedono prudenti i consumi delle famiglie e infiniti i lacci della burocrazia. «Garantiamo l’apertura tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 – spiega Cinzia –, ma anche la domenica dalle 8 alle 12. È un sacrificio che condividiamo con Eleonora, moglie di Attilio, e mia figlia Cristina. Le incombenze per approvvigionamenti e servizio sono tante e spesso i veri problemi arrivano per mille pratiche a cui ottemperare. La politica a parole dice sempre di volerci aiutare, ma tasse e balzelli spuntano a ogni piè sospinto. Ora con l’arrivo della fattura elettronica avremo ulteriori incombenze. Sono pratiche che daranno un maggior daffare a chi vuol essere in regola, ma che finiranno per incoraggiare ancor di più chi davvero evade. Noi dal negozio cerchiamo di ricavare un normale stipendio per ciascuna famiglia e ce la mettiamo tutta».

Le ombre della sera si allungano sui palazzi del quartiere Crespi, che si spingono al limite del confine con Albino e alla superstrada della Valle Seriana. Un’area con un potenziale di circa cinquemila persone. «Teniamo a conquistare la loro fiducia, divenendo per il quartiere un punto di riferimento». Quelle luci accese con Attilio al banco, Cinzia alla cassa e la Vespa Special edition del marito Giovanni a dare un tocco originale alla vetrina, danno un senso di casa che francamente rincuora. Più del prezzo della birra.

Articolo pubblicato sul BergamoPost cartaceo del 12 ottobre 2018

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