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Bergamo-Taranto in bici: i risultati dell’impresa per i bimbi dell’oncoematologia “Nadia Toffa”

Giuseppe Russo ha percorso il tragitto in bicicletta per sostenere il reparto. 20 mila euro per il video-gastroscopio, altri 4.500 per venti broncoscopi portatili. «Attrezzature molto utili, le ho consegnate di persona»

Bergamo-Taranto in bici: i risultati dell’impresa per i bimbi dell’oncoematologia “Nadia Toffa”
Zanica, Levate e Comun Nuovo, 11 Marzo 2020 ore 11:58

di Matteo Simeone

Bergamo-Taranto, una storia a lieto fine. Sono stati infatti acquistati alcuni macchinari per il reparto di oncoematologia pediatrica di Taranto grazie alla raccolta fondi lanciata da Giuseppe Russo, tarantino di nascita e comunnuovese d’adozione. Russo aveva iniziato la sua avventura a pedali da Bergamo, lo scorso 2 ottobre, passando per Comun Nuovo, per concluderla il 12 ottobre con l’arrivo a Taranto, dove aveva visitato i bambini ricoverati nel reparto, intitolato alla compianta Nadia Toffa. La sua impresa, 1.400 chilometri in bicicletta, era l’occasione per lanciare una raccolta fondi in grado di aiutare i piccoli ricoverati nella struttura pugliese. È stata messa all’asta la bicicletta che aveva portato Giuseppe per tutta Italia, raccogliendo nel contempo alcune donazioni da parte di chiunque intendesse collaborare con il progetto. Alla fine la somma raccolta ha toccato quota 24 mila euro circa. Quei soldi, si legge sulla pagina ufficiale, sono stati usati per comprare «un video-gastroscopio (dal valore di 20.700 euro) e di circa venti broncoscopi portatili 4.575 euro). La restante somma, al netto di circa 400 euro, verrà utilizzata per contribuire, insieme ad altre donazioni, all’assunzione di una logopedista per bambini autistici».

Giuseppe commenta: «Gli attrezzi, come mi ha spiegato il primario del reparto oncoematologico, saranno molto utili perché a Taranto c’è una grossa incidenza di tumori alle basse vie respiratorie. I broncoscopi servono per la fase diagnostica, permettendo di vedere i bronchi, appunto. Stesso discorso vale per il video-gastroscopio. Le attrezzature ora dovranno essere collaudate, ma sono sicuro che si trovino nell’ospedale: sono stato io stesso a consegnarle». Un momento che Russo ha vissuto in maniera intima.

L’articolo completo a pagina 45 del numero di PrimaBergamo in edicola fino al 12 marzo, oppure sull’edizione digitale QUI.

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