Appena inaugurato

Il Caffè Le Fontane dice no alle slot La lotta di Treviolo alla ludopatia

Il Caffè Le Fontane dice no alle slot La lotta di Treviolo alla ludopatia
Pensare positivo 10 Ottobre 2017 ore 10:00

Il gioco d’azzardo è in crescita in tutta Italia e in particolare nella Bergamasca, dove il fatturato complessivo ha segnato nell’ultimo anno un aumento superiore a quello della Lombardia. Evidentemente i regolamenti più restrittivi non sono sufficienti, c’è bisogno di azioni concrete.

La scelta del gestore. Ed è la via che ha scelto di percorrere Giuseppe Milazzo, treviolese di quarantotto anni che ha rilevato uno spazio presente all’interno del centro Le Fontane di via Carlo Alberto dalla Chiesa. In precedenza lì c'era un bar con numerose slot machine, ma il nuovo titolare ha deciso, in collaborazione con l’amministrazione comunale, di eliminare completamente le macchinette che rappresentano un passatempo nocivo per molte persone. Ha spiegato la scelta in questi termini: «Abbiamo ritirato questo spazio per poter dare un servizio al centro Le Fontane. Essendo in contatto con il Comune di Treviolo, soprattutto col sindaco, e con il comandante della polizia locale, abbiamo voluto fare questa esperienza in collaborazione con queste istituzioni, particolarmente sensibili al problema del gioco d’azzardo sul territorio. Abbiamo voluto ristrutturate completamente il locale, rifiutando di tenere al suo interno qualsiasi tipo di gioco, dalle slot machine ai gratta e vinci. Con questi giochi le persone si rovinano ed è importante invece pensare alle famiglie».

 

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«Meglio le persone che il guadagno». In un certo senso Milazzo ha fatto la sua scommessa: una scommessa onesta, di non giocare con la vita delle persone: «Con le slot il guadagno sarebbe stato certo, ma anche i pericoli: di rapine, di attirare al locale persone poco gradite. Invece vogliamo puntare sul servizio e sulla qualità. Possiamo avere delle belle soddisfazioni perché il centro ha un ampio bacino d’utenza: sono presenti trentacinque aziende e giornalmente girano sulle trecento persone. Quindi potremo dare un bel servizio e avere delle gratificazioni. I contatti con l’amministrazione sono quotidiani».

L'orgoglio del Comune. Era presente all’inaugurazione di lunedì 18 settembre anche il sindaco Pasquale Gandolfi: «Essere riusciti a togliere una ventina di slot machine dal territorio è un obiettivo importante, che l’amministrazione da sola non poteva raggiungere, se non in collaborazione con uno o più imprenditori che definisco “illuminati”. Hanno preferito focalizzarsi sul servizio, comunque necessario in una struttura di questo tipo. A prescindere da ciò, si parla molto di lotta alla ludopatia: questa è la prova che le amministrazioni da sole possono fare ben poco, se non in collaborazione con imprenditori che mettono a disposizione risorse. Il sindaco non va all’inaugurazione di tutti i locali. Sono qui perché insieme si è costruito un percorso di contrasto alla piaga della ludopatia, che è silenziosa, ma vedendola dalla prospettiva dei servizi sociali, è costante e grave. Le persone non se ne rendono conto. Voglio inoltre precisare che il precedente gestore ha sempre svolto la sua attività con la giusta attenzione nei confronti dei propri clienti e facendo rispettare tutte le regole».

 

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L'impegno del Comune. Il Comune ha preso contatti con l’associazione «Non t’azzardare» e sta facendo una mappatura del territorio, per individuare quante slot sono presenti, quante in scadenza, quante non rinnovabili: «In modo da fare prevenzione e trovare un accordo coi proprietari. In questo caso il Comune non ha messo risorse, perché ha trovato persone con la medesima filosofia. Bisogna togliere le slot dalla quotidianità delle persone, dai locali vicini al paese, perché sono quelli che spingono a provare per la prima volta e poi molti ne restano intrappolati». Anche il direttore di Ascom Bergamo, Oscar Fusini, ha fatto il suo plauso: «Bisogna sempre fare i complimenti agli imprenditori che aprono una nuova attività, in questi anni non facili; e in particolar modo quando si tratta di scelte virtuose come questa». Il comandante Matteo Copia ha aggiunto: «Sono contento perché questa apertura rientra nella mia visione, favorevole all’incremento dei negozi e delle vetrine in paese, per migliorarne la vivibilità. Le stanze chiuse delle sale slot favoriscono la disaggregazione e l’isola - mento. Un bar come questo trasmette apertura e favorisce la socializzazione».