Pensare positivo
Uno studio sudafricano

Camminiamo tutti a piedi nudi! Gli esperti dicono che fa benissimo

Camminiamo tutti a piedi nudi! Gli esperti dicono che fa benissimo
Pensare positivo 27 Luglio 2016 ore 08:45

A piedi nudi nel parco. Non è solo un bel film del 1967 tratto dalla commedia teatrale di Neil Simon, amato ancora oggi, interpretato da Jane Fonda e Robert Redford, ma un consiglio di ortopedici nazionali e internazionali. Camminare su un terreno morbido, come la spiaggia o il prato, scalzi, fa bene a grandi e soprattutto piccini, e sviluppa le capacità esplorative di queste estremità, rafforzandone la muscolatura e rendendo più sane anche le ossa. Lo dimostrerebbe perfino uno studio ad opera di un gruppo di ricercatori sudafricani, che ha messo a confronto i piedi scalzi di popolazioni vecchie di 2mila anni e i piedi odierni. Neanche a dirlo, i primi erano più sani e in forma di quelli dei moderni anni 2mila.

 

 

Scarpe sì o no? Scientificamente parlando, gli esperti direbbero un secco no. Perché pare che, alla lunga, tenere il piede ingabbiato in una bella calzatura modaiola che bada più all’estetica che alla funzionalità, per tutta la giornata, possa influenzarne la struttura, ovvero portare a delle alterazioni delle ventisei ossicina, muscoli e tendini che lo costituiscono e che regolano il delicato meccanismo di movimento, forma e andatura del piede. Non si può certo pensare che la modernità consenta di girovagare per le strade o di presentarsi a un incontro professionale o privato con i piedi ai quattro venti, però quando possibile, concedere loro un po’ di libertà dalle costrizioni, male non fa. E la vacanza è il periodo perfetto: i luoghi di villeggiatura presentano proprio il terreno ideale per allenare il piede a passeggiate a contatto con il terreno. Che deve essere morbido, plastico, cedevole, insomma tutto il contrario del duro pavimento di casa. Allora concedersi una camminata mattutina o al tramonto in riva al mare, a piedi nudi, facendoli massaggiare dall’onda fresca e dalla sabbia, o mettersi a cogliere margherite in un bel campo, riscoprendo il piacere della natura, fa bene allo spirito e pure alla salute. E non solo dei piedi.

 

 

Piedi(ni) percettivi. Sono i bambini che possono avvantaggiarsi maggiormente dai piedi scalzi, i quali possono così sperimentare e conoscere il mondo. E lo possono fare grazie alla presenza nel piede di moltissimi recettori che hanno funzione cibernetica, cioè di adattamento e di controllo automatico dei contesti spaziali. Ovvero, un ambiente stimolante, come il contatto diretto con il suolo, permette alle terminazioni nervose dei piedi di svilupparsi e di imparare a modularsi a seconda dei messaggi e delle sensazioni che ricevono. Ma non solo: essere a tu per tu con il terreno aiuta anche a potenziare e sviluppare in maniera corretta il sistema muscolare, fino a correggere piccole imperfezioni nella formazione ossea. Ecco perché sta cambiando pure l’approccio a una tipologia prima tanto frequente nei bambini, quale il piede piatto. In passato, infatti, si era soliti far indossare ai piccoli gli scarponcini, scarpe cioè molto rigide, alte fino alla caviglia per raddrizzare il piede, la nuova filosofia invece propone, anche in caso di questa alterazione, scarpe comode e leggere. Mettendo in conto il rischio che le calzature possano deformarsi, meglio che sia il piedino a rompere le scarpe piuttosto che l’inverso, dicono oggi gli specialisti ortopedici. Tanto più che i recenti studi attesterebbero che l’arco plantare può svilupparsi e correggersi nell’arco degli anni, fino all’adolescenza.

 

 

Per gli adulti. Sì a camminate scalze, ma senza esagerare. Infatti, la capacità adattiva del piede gli fa benevolmente accettare anche la costrizione della scarpa; dunque privare il piede repentinamente o a lungo di questo supporto, potrebbe indurre l’insorgenza di uno stato infiammatorio, del tendine di Achille ad esempio, di cui si registra un aumento della frequenza a fine estate, proprio cioè al termine delle vacanze, quando i piedi adulti sono stati troppo liberi. Se si comincia a camminare scalzi da grandi, meglio procedere gradualmente per consentire alla pelle di irrobustirsi, allenando i muscoli su terreni soft, marini o erbosi, che aiutano ad attutire diversi effetti collaterali. Una pratica da eseguirsi con maggiore moderazione in caso di piede piatto, rimasto tale anche in età adulta, perché il mancato supporto di un plantare o di qualche centimetro di tacco, utile a correggere la postura, potrebbe aumentare il valgismo delle ginocchia, indotto proprio dall'anomala formazione del piede. Allora, in età adulta, sì ai piedi scalzi, ogni tanto, preferendo soprattutto, alle scarpe alla moda, calzature sempre belle, di buona qualità ma a pianta larga e che non stringano troppo il piede.

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