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Guardate che ne han fatto gli inglesi delle famose cabine telefoniche

Guardate che ne han fatto gli inglesi delle famose cabine telefoniche
Pensare positivo 22 Agosto 2015 ore 12:08

Non era proprio possibile che il simbolo per antonomasia di Londra (e dell’Inghilterra tutta), la cabina telefonica rosso fuoco, finisse nel dimenticatoio per colpa dell'avvento dei cellulari. Né, però, poteva essere lasciata a fare flanella, inutilizzata, per le vie della capitale britannica. Serviva un'idea che le riportasse in voga e la rendesse ancora utile. E gli inglesi l’hanno trovata (sebbene non sia proprio esclusiva) perché d’ora in poi quelle cabine rosse potranno contenere... dei defibrillatori.

 

defibrillatori_cabine_londra

 

L’idea salva cuore. A pensarci è stato Bt, che non sono le iniziali di un nome o di qualche malattia cardiaca, bensì il provider che, in Inghilterra, gestisce i telefoni pubblici. Forse per interesse o forse per senso umanitario, chissà, la società ha deciso di riciclare quelle antiche e tradizionali cabine londinesi in qualche cosa di più moderno. E di salva-vita: ovvero defibrillatori pubblici e a prova di vandali (anche se l’idea non è propriamente inedita, perché avviene già in Scozia). La compagnia telefonica ha deciso di condividere il progetto con la Community Heartbeat Trust, l’associazione che si occupa di combattere le malattie cardiache in Gran Bretagna, che non poteva che approvare a "cuore aperto" l’iniziativa. Già cinque defibrillatori, finanziati dalla stessa Bt, sono attivi, ma ora la Nazione è in cerca di sponsor e nuovi finanziamenti per trasformare le altre 11mila cabine rosse sparse sul territorio. Il primo passo del processo di trasformazione della cabina è molto facile: è sufficiente che la comunità cittadina interessata a possedere un defibrillatore faccia domanda, adotti la cabina al costo simbolico di una sterlina e poi provveda – e questa tappa è un po’ più complessa – alla ricerca di fondi a livello locale o attraverso supporti da charity e/o privati.

Come funziona il defibrillatore. Lo strumento sarà sempre disponibile, 24 ore su 24, sigillato in una custodia gialla a prova di vandali, perché apribile soltanto con un codice fornito dal numero di emergenza 999. Digitando queste cifre segrete la scatola gialla si sblocca, il defibrillatore comincia a funzionare e una voce registrata accompagnerà passo a passo l’utilizzatore spiegando come posizionare gli elettrodici e le mosse successive da compiere. Sarà poi la macchina stessa a decidere se la persona sotto esame è in arresto cardiaco, rilasciando a questo punto le scariche elettriche necessarie a far ripartire il cuore. Infatti, in presenza di un attacco di cuore, prima si agisce maggiori sono le probabilità per la persona di salvarsi, e un defibrillatore a portata di mano può fare decisamente la differenza. Uno strumento che pare una necessità in Inghlterra, perché ogni anno circa 200mila persone sono vittime di un attacco cardiaco, tanto da rappresentare una delle principali cause di morte nel Paese.

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Gli altri usi delle cabine telefoniche rosse. Eppure il defibrillatore pubblico è solo l’ultima delle idee (ve n’è una anche italiana) per riutilizzare la cabina rossa. Attualmente molte sono state riadattate a:

  • Negozio di cartoline artistiche.  È la trasformazione che hanno scelto gli abitanti di Settle, nel North Yorkshire, che hanno voluto non soltanto sensibilizzare la cittadinanza ai temi dell'arte, ma anche, in un epoca di risparmio, sensibilizzare al valore del recupero.
  • Galleria d’arte. La si trova a Narthaw, nell'Hertfordshire: questa strana e curiosa galleria d’arte, tanto da meritare il soprannome di ‘The Old Curiosity Box’, è destinata a ospitare opere di ogni genere e grado, da quelle di artisti professionisti fino a quelle realizzate da bambini e ragazzi che frequentano le scuole locali.
  • Serre, utili a riqualificare gli spazi pubblici: la cabina stessa in primo luogo, e poi il marciapiede e la via. Una idea che è stata molto apprezzata dalla collettività e forse stupirà scoprire che è un'idea tutta italiana, che mira a salvare le migliaia di cabine telefoniche in disuso da anni attraverso la "guerilla gardening" e il design partecipativo.
  • Stazioni di ricarica. Per trovarle ci si deve trasferire a New York, dove le cabine telefoniche sono state adattate a stazioni di ricarica per veicoli elettrici a favore di una mobilità sostenibile e di un migliore controllo dell’inquinamento, molto elevato nella Grande Mela.
  • Librerie. È la filosofia del co-sharing, già applicata alle auto o alle bici. Così anche i libri possono essere scambiati e condivisi a vantaggio della diffusione della cultura. Chi ha realizzato la cabina in questo modo? Gli americani, a New York, e gli inglesi.
  • Docce. Non qualunque, ma da spiaggia, in cui l'esterno della cabina è stato lasciato nelle foggia originale mentre le modifiche sono state apportate solo agli interni. L’idea è nata dopo avere notato che le cabine spesso venivano utilizzate come riparo dalla pioggia.
  • Divano di design. Ci vuole un bel coraggio a mettersi in casa un divano di pelle rosso fuoco con tanto di sagoma di cabina telefonica e scritta "Telephone". Ma questo divano di design esiste.
  • Pub. Ne è stato creato uno proprio dentro a una cabina telefonica. Sembra impossibile ma è successo a Shepreth, una piccola località del Cambridgeshire. Dopo che il The Plough, il pub locale, ha chiuso i battenti, gli abitanti hanno ottenuto la licenza per installare un pub in miniatura all'interno di una delle cabine telefoniche del paese.
  • Acquari di pesci tropicali. Altra idea originale, ma molto criticata dal mondo animalista. Se però volete vedere questo riadattamento acquatico della cabina rossa, non vi resta che recarvi a Lione, in Francia. Tutto strano ma assolutamente vero.

 

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