Raccolti 2 milioni di dollari

Comprano una spiaggia per salvarla L’impresa di 40mila neozelandesi

Comprano una spiaggia per salvarla L’impresa di 40mila neozelandesi
Pensare positivo 25 Febbraio 2016 ore 12:39

L’unione fa la forza. Frase banale, detta e ripetuta infinite volte. Ma con l’era di internet sta diventando sempre più vera. La volontà compatta del popolo della rete sta diventando sempre più decisiva, nelle questioni più disparate. Dalle proteste sui social durante la prima serata di Sanremo per l’assenza di Vessicchio, che è così diventato un mito dopo decenni di sobrio quasi-silenzio, alle band musicali che riescono a farsi un nome su Youtube, oppure ottengono i finanziamenti necessari a pubblicare un disco su Musicraiser. Internet sembra assomigliare alla lampada dei desideri, però meritocratica: se la tua battaglia ha senso, troverai qualcuno (leggi qualche migliaio di persone) che ti darà una mano.

 

Il widget per la campagna di raccolta.

 

Tutelare la natura. A maggior ragione questo sistema virtuoso è importante quando si parla di salvaguardare la natura. In Italia ne abbiamo visti parecchi di ecomostri costruiti magari nella Valle dei Templi in Sicilia o a pochi metri dal mare. Dall’altra parte del mondo qualcuno invece è riuscito a proteggere un pezzettino di paradiso, strappandolo dalle grinfie di privati che ne avrebbero potuto disporre a piacimento. È un messaggio meraviglioso: la coscienza di migliaia di persone può vincere contro la logica spietata del denaro.

La spiaggia salvata. È successo in Nuova Zelanda: 40mila persone si sono unite, raccogliendo più di 2 milioni di dollari neozelandesi (1,2 di euro) sul portale Givealittle e riuscendo in questo modo ad acquistare una spiaggia incontaminata di Abel Tasman. Un tratto di costa lungo 800 metri era stato infatti messo in vendita e i cittadini temevano che qualche privato, acquistandolo, lo avrebbe sfruttato per scopi poco nobili, magari impedendone l’accesso alle persone oppure speculandoci sopra. E così due persone sensibili hanno lanciato il loro appello, che ha visto una risposta entusiasta, e hanno potuto acquisire quello spazio incantevole, per poi donarlo al Parco nazionale di Abel Tasman.

 

 

L’idea di due cognati. L’idea è sbocciata ad una cena, durante la quale due cognati si sono decisi a portare avanti questa battaglia. Si chiamano Duane Major e Adam Gard’ner e il 22 gennaio 2016 hanno aperto il loro progetto su Givealittle. La voce si è sparsa velocemente sui social e meno di un mese dopo (il 15 febbraio) il traguardo è stato raggiunto, grazie alla donazione di circa 40mila persone, per una media intorno ai 50 dollari a testa. Anche lo Stato ha apprezzato l’idea e aderito alla raccolta fondi, contribuendo con 350mila dollari. I protagonisti hanno così commentato, felici: «L’abbiamo fatto per i nostri figli, per le generazioni future: ora quella spiaggia è di tutti, è libera».

 

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Anche in Italia? Storie come questa dovrebbero essere di ispirazione per tutto il mondo. Anche in Italia c’è un caso simile: riguarda l’isola sarda di Budelli, che finirà presto in mano a privati. Un altro piccolo paradiso che merita di essere preservato. La pensano così gli studenti della II B della scuola media di Mosso (Biella) che hanno lanciato l’iniziativa, subito rimbalzata in giro per il mondo. «Se ogni studente versasse 0,50 centesimi si potrebbe comprare l’isola sarda per trasformarla nell’isola dei ragazzi».

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