Un libro di Silvana Santo

Sei dritte per crescere un bebè in modo assolutamente green

Sei dritte per crescere un bebè in modo assolutamente green
Pensare positivo 11 Aprile 2017 ore 09:45

Baby, eppure così costosi. Tanto quanto innumerevoli barili di petrolio. Non certo in termini puramente economici, ma di impatto ambientale sì. Perché le necessità primarie dei neonati e dei piccoli, quali pannolini o prodotti di igiene personale, ma anche fialette e confezioni di varia natura, delle pappe comprese, realizzate con materie plastiche e chimiche, lasciano scorie e rifiuti che pesano sulla salute del pianeta e indirettamente anche sulla nostra. Eppure una soluzione protettiva per limitare questo risvolto ambientale c’è: mettere in pratica alcuni comportamenti green, secondo un vademecum descritto nel libro Una mamma green, crescere un figlio senza inquinare come una petroliera, di Silvana Santo, pubblicato da Giunti Editore. Facili, utili e sostenibili. Sono i comportamenti responsabili, efficaci, dall’impatto ambientale pari quasi a zero, che promuovono e sensibilizzano a una visione green della vita, compreso le modalità con cui allevare i figli, utilizzare e smaltire i prodotti delle loro primarie necessità. Secondo poche regole eco:

 

1) Salviette imbevute

E chi non le ha mai usate? Sono il braccio destro dei genitori, che le estraggono dalla borsa-cilindro ad ogni necessità, per pulire la manine ai piccoli dopo che hanno giocato con la terra o gli oggetti che toccano, o in ogni contesto in cui manca l’acqua. Talvolta anche in situazioni in cui l’uso delle salviette imbevute non è strettamente necessario. Per tutelare l’ambiente, il suggerimento è invece di fare uso delle salviette in frangenti di estrema emergenza, scegliendo quelle con formulazione ecobio, ma soprattutto ricorrendo quando possibile a soluzioni più facilmente ‘biodegradabili, quali la carta igienica inumidita e/o l'acqua del rubinetto.

 

2) Fialette per lavaggi nasali e aspiratori nasali

Il problema di tenere pulito il nasino dei piccoli che ancora non hanno capito il meccanismo con cui si soffia è una costante. I genitori non hanno altra scelta: bisogna procedere con lavaggi nasali o ad aspiratori, che hanno lo svantaggio di essere spesso monouso. Se si contano gli usa e getta giornalieri, il costo per l’ambiente è facilmente immaginabile. La soluzione è dotarsi di un flacone grande di fisiologica, ad esempio, riservando le fiale monouso ai viaggi o fuori casa, mentre per gli aspiratori sarebbe meglio scegliere modelli lavabili e riutilizzabili, limitando i ricambi monouso a situazioni di emergenza, quando ad esempio il bimbo è ammalato, al fine di contenere la diffusione dei batteri e per ragioni igieniche.

 

3) Fazzoletti di carta

Sono un altro elemento inflazionato nella vita giornaliera di un genitore e il cui uso si spreca. Allora, almeno a casa, meglio optare per quelli contenuti nelle scatole di cartone, molto più ecologici rispetto alla plastica, meno imballati, dunque con meno rifiuti e più facilmente smaltibili. Oppure ben venga anche il vecchio sistema di fazzoletti di tessuto che si lavano e non si buttano, ma subentrerebbe poi il discorso dei detersivi che potrebbero rappresentare un altro problema ecologico importante, specie per le acque.

 

4) Cotone

Quadrotti di ovatta. In cotone organico, non trattato: sono la soluzione ovattata più green da adottare. In alternativa il sistema di pulizia più ecologico resta l'acqua corrente la quale può essere anche il mezzo e la risorsa per pulire efficacemente le orecchie dei piccoli in sostituzione ai cotton fioc.

 

5) Bavaglini, tovagliette, pannolini e traverse assorbenti

Sono indispensabili per riparare e proteggere il bimbo e non solo da qualunque forma idrica o semi solida, sia essa uno sbrodolo, una fuga di pappa o di saliva o perdite dei altra natura. Per i primi, cioè per bavagli e tovagliette, sarebbe opportuno scegliere quelli in plastica rigida e impermeabile, ancor più che in stoffa, mentre per le traverse le ottimali sono riutilizzabili, in materiale plastificato o in cotone biologico. Infine per i pannolini, se non si vuole scegliere quelli lavabili, è possibile optare per prodotti usa e getta a basso impatto ambientale, biodegradabili, privi di sostanze tossiche e con ridotte quantità di gel assorbenti.

 

6) Coppette assorbilatte e confezioni baby food

L’indicazione, anche in questo caso, è di puntare quanto più possibile al risparmio: sia di costi sia di impatto ambientale. Allora per le coppe assorbilatte esistono quelle lavabili, in cotone o bambù che producono anche pochi rifiuti non riciclabili. Mentre per le pappe, le più sane e risparmiose sono quelle home-made, fatte in casa dalla mamma, ma se l’orientamento è verso alimenti di produzione industriale, meglio scegliere pappe contenute in vasetti di vetro che possono essere smaltite con la raccolta differenziata o che sono facilmente riutilizzabili.