Pensare positivo
Lo chiamano Itchy feet, prurito ai piedi

Diventare Zuckerberg? No, grazie Tre storie di ragazzi on the road

Diventare Zuckerberg? No, grazie Tre storie di ragazzi on the road
Pensare positivo 05 Settembre 2015 ore 09:35

Itchy feet, prurito ai piedi, è l’espressione inglese che sintetizza meglio l’incapacità di stare fermi in un unico luogo, di vivere una vita sedentaria e tornare a dormire ogni sera nello stesso letto. Alzi la mano chi non ha mai pensato, anche per un solo istante, di abbandonare gli studi, il lavoro o il proprio Paese per viaggiare i cinque continenti, scegliendo di volta in volta la destinazione successiva, alternando notti in hotel di lusso a campeggi sotto la volta stellata. Ecco tre storie di ragazzi che hanno dato una svolta alla loro vita, abbandonando le loro attività per lasciarsi tentare da un’avventura senza fine.

 

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The blonde abroad. Kiersten Rich è una ragazza originaria della California. Ha studiato finanza e si è laureata con lode. Dopo qualche anno di duro lavoro in una firm di Los Angeles, si sentiva insoddisfatta e frustrata e ha deciso di cambiare vita. Ha cominciato a lavorare come barista e modella a Hollywood, per vivere la luce riflessa dalle star del cinema americano. Ma la mancanza di prospettive di un lavoro così instabile la lasciavano triste e senza futuro. I viaggi che aveva fatto durante quegli anni, in Europa per studiare e nei paesi più poveri per fare volontariato, hanno ispirato le sue scelte: ha deciso di lasciare tutto per girare il mondo. Con i risparmi messi da parte negli anni è stata in Australia, nel Sud-est asiatico, in Perù e in Bolivia. A questo punto è riuscita a far diventare la sua passione un lavoro, aprendo il blog The blonde abroad. Lo scopo del blog è di ispirare le vite degli altri raccontando la sua esperienza: descrive i suoi viaggi, le persone che incontra, i divertimenti e gli imprevisti di ogni esperienza. Tutto corredato dalle foto dei paesaggi più affascinanti e suggestivi di ogni regione. Il blog ha anche un motto “may you never settle for a life that’s anything short of extraordinary” (non fermarti per nulla di meno che qualcosa di straordinario). Ora le agenzie di viaggi, gli hotel e le compagnie aeree fanno a gara per aggiudicarsi la presenza di Kiersten, per ottenere sul suo blog un po’ di spazio e visibilità. Inoltre la ragazza ha aperto anche una sezione per collaborare con lei, per dare e ricevere consigli riguardo alla gestione di un blog o per pianificare un viaggio intorno al mondo. Non vi resta che contattarla...

 

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The school-bus. Nick e Jessica sono due ragazzi americani. Un giorno al loro indirizzo e-mail è arrivata la lettera di un amico, con allegata l’offerta di un vecchio scuola-bus del 1988 in vendita a 1500 dollari. Immediatamente la fantasia dei due giovani ha intravisto l’opportunità di realizzare un sogno: una casa su quattro ruote con cui attraversare l’America, tra festival musicali e parchi nazionali. Si sono dunque messi all’opera. Nick ha sistemato il motore e le parti meccaniche, mentre Jessica, con la visione di un’interior-designer, ha arredato l’interno. In poco tempo lo scuola-bus si è dotato di un letto matrimoniale, una piccola cucina, pannelli solari per fornire energia elettrica e una piattaforma sul tetto in grado di ospitare fino a dieci persone. Presi con sé solo gli oggetti strettamente necessari, la coppia ha lasciato casa e ha cominciato a viaggiare. Nick è un fotografo e ha raggiunto più di 3000 followers su instagram, oltre ad aver venduto le fotografie a varie agenzie, arrivando perfino a pubblicare una foto in copertina al National Geographic. Il sogno di Jessica è continuare a viaggiare, vivendo unicamente delle poche cose necessarie, per rimanere connessa «con quello che veramente importa nella vita».

 

Evan Ware

 

Alaska. Evan Ware è un 28enne ragazzone biondo cresciuto nel nord della California. L’ispirazione per il viaggio gli è venuta durante un anno di studio all’estero in Scozia. Invece che tornare a casa con un comodo volo da Edinburgo a San Diego ha preferito passare per Berlino e Il Cairo e proseguire i suoi studi in Cina. Tornato in California per lavorare in Silicon Valley, non ha apprezzato troppo la mentalità di casa, che vuole fare di tutti i giovani studenti degli aspiranti Mark Zuckerberg: «Molti dei ragazzi che inseguono questo sogno non sanno che stanno spendendo la loro giovinezza e la loro salute per comprare un biglietto della lotteria […]. La verità è che l’unica cosa che abbiamo è il tempo, e la vera domanda è cosa vogliamo farne». Evan ha scelto di emigrare in Alaska e di lavorare 12 ore al giorno nel settore edilizio. Dopo aver messo via un po’ di soldi si è trasferito in Africa per fare un corso di specializzazione in Innovazione Sociale. Ora lo potete incontrare a Nairobi, impegnato in un nuovo progetto.

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