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Ecco l’aspetto del Nuovo Teatro Donizetti: manca veramente poco alla fine del restauro

L'apertura al pubblico è prevista per metà novembre. Per il cantiere sono stati raccolti oltre 19 milioni di euro di contributi pubblici e privati. I lavori sono iniziati nel 2017, poi il lockdown ha congelato tutto. Per portare a termine il recupero nei tempi previsti hanno lavorato in media fino a 80 persone al giorno

Ecco l’aspetto del Nuovo Teatro Donizetti: manca veramente poco alla fine del restauro
Bergamo, 28 Settembre 2020 ore 13:20

Mancano soltanto alcuni piccoli interventi, ma il countdown è ufficialmente cominciato: tra poco più di due settimane il nuovo Teatro Donizetti verrà alla luce. Il cantiere, allestito a febbraio del 2018, verrà chiuso entro la metà di ottobre per consentire lo svolgimento delle prove del festival Donizetti Opera e del tanto atteso spettacolo inaugurale del 19 novembre del “Belisario”, che vedrà sul palco il tenore di fama internazionale Placido Domingo. Il pubblico potrà quindi tornare a godere della platea e dei palchi rimessi a nuovo del teatro soltanto dalla metà di novembre.

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Per l’intervento di recupero, durato circa tre anni, sono stati raccolti oltre 19 milioni di euro, grazie a contributi pubblici e privati. I fondi hanno consentito non soltanto di portare a termine la ristrutturazione, al quale sono state apportate solo minime variazioni rispetto al progetto originale, ma anche di eseguire una serie di lavori aggiuntivi. Il progetto, redatto dallo Studio Berlucchi di Brescia, è stato affidato alla ditta Fantino Costruzioni apa (Capogruppo) in Ati con Notarimpresa spa. «Essere qui oggi è certamente emozionante – sottolinea il sindaco Giorgio Gori -. L’emergenza Covid ha costretto anche questo cantiere a fermarsi per qualche mese, ma quando è stato possibile i lavori sono ripresi a pieno ritmo, anche con l’impiego di personale aggiuntivo. Siamo riusciti a restare nei tempi previsti e nell’ordine di spesa preventivato. Non era facile. Vorremmo che in occasione della riapertura il protagonista sia proprio il Teatro, nella sua interezza. Per questa ragione stiamo pensando a una serie di appuntamenti, programmati la settimana precedente all’Opera, per permettere ai cittadini di visitare gli spazi rimessi a nuovo».

Nello specifico, sono stati erogati contributi per 10 milioni di euro da soggetti pubblici, tra cui il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Palazzo Frizzoni e Regione Lombardia, cui si sono aggiunti anche la Camera di Commercio, Fondazione Mia, il Comune di Moio de’ Calvi, il Consiglio notarile e gli ordini dei medici e dei commercialisti. Ulteriori 9,5 milioni di euro sono stati donati da privati: 36 tra aziende e fondazioni del territorio, cui si sono aggiunti 54 privati cittadini e i palchisti.
Il nuovo Teatro Donizetti, normativa Covid alla mano, potrà accogliere circa 500 spettatori. Settimana prima serie di avvenimenti che avranno vivibilità teatro. «A vederlo quasi terminato mi manca un po’ il respiro – aggiunge Giorgio Berta, presidente della Fondazione Teatro Donizetti -. Quando si parla di eccellenze italiane ci si può tranquillamente riferire alle aziende che hanno lavorato in questa struttura. Mi ha stupito molto la vicinanza dimostrata da diversi privati che hanno deciso di donare un contributo per portare a termine quest’opera».

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I lavori hanno interessato tutta la struttura e sono stati finalizzati principalmente alla realizzazione di sale per l’orchestra nella zona sotto la platea, della buca orchestrale mobile, di un nuovo corpo edilizio per i camerini, una nuova biglietteria, così come nuovi sono i locali per il bar principale e per quello del pubblico della galleria. Le sedie sono nuove e rimovibili per consentire un uso flessibile della sala, così come nuovi sono anche il corpo ovest con gli uffici, le sala prove, le sale per catering e attività per il pubblico. Completamente restaurati i palchi, il soffitto di platea e quello del foyer. Inoltre, è stato installato un nuovo impianto di climatizzazione per una distribuzione del calore omogenea e, soprattutto, sono stati eseguiti interventi per eliminare tutte le possibili fonti di assorbimento acustico: via le tende e la moquette dai palchi, così come i poggia braccia in tessuto. I lavori si sono concentrati per creare un ambiente secco con un’acustica migliorata e di alta qualità. Infine, su input dei vigili del fuoco, è stato installato un diaframma orizzontale sul soffitto in grado di resistere per due ore in caso incendio e proteggere così la copertura del tetto.

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Il cantiere di restauro ha collezionato anche primati in termini numerici: vi hanno lavorato mediamente 50 persone al giorno, che sono salite a 80 nell’ultimo periodo per recuperare i ritardi dovuti alla pandemia. In totale operai, tecnici e professionisti hanno lavorato nel cantiere per circa 32.500 giorni, pari a 260 mila ore di lavoro complessive. Dal punto di vista dei materiali e dei macchinari utilizzati, sono stati posati circa 2 mila metri quadrati di tappezzerie decorative parietali d circa 1.800 metri quadrati di nuovi pavimenti in parquet. È stato installato un nuovo sipario tagliafuoco largo 15 metri e alto 12 metri e sono state utilizzate circa 240 tonnellate di acciaio per i rinforzi strutturali, le nuove costruzioni e le facciate. Infine, dentro la struttura corrono ben 100 mila metri di nuovi cavi per gli impianti elettrici. Il nuovo Teatro Donizetti è pensato per essere moderno, in linea con le più recenti normative di sicurezza, ma soprattutto un luogo di aggregazione indipendente dagli spettacoli in scena, vivibile tutto l’anno dai cittadini. «Riapriamo il luogo di maggior produzione culturale della città, che ha il valore aggiunto di mettere in contatto Bergamo con tutto il mondo – conclude l’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti -. Il Donizetti è stato recuperato in tutta la sua bellezza. Questo momento rappresenta certamente una tappa importante lungo il percorso che ci porterà al 2023 (Bergamo sarà capitale della cultura insieme a Brescia ndr)».

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