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El estadio mejor del mundo che costerà 450 milioni di euro

El estadio mejor del mundo che costerà 450 milioni di euro
Pensare positivo 16 Settembre 2014 ore 10:00

Il Santiago Bernabeu è uno di quei luoghi che appena vengono nominati suscitano una selva di emozioni. Non è soltanto uno stadio, è una sorta di tempio del calcio, reso leggendario da quella che rimane una delle più grandi squadre di calcio di tutti i tempi: il Real Madrid di Puskas, Di Stefano e Gento e delle 5 Coppe dei Campioni consecutive. In memoria di quei blancos, lo stadio venne intitolato al loro presidente ancora in vita, Santiago Bernabeu. Era il 4 gennaio 1955. Da allora sulla sua erba sono passati alcuni dei più grandi giocatori della storia del calcio. Ultimo di questi quel Cristiano Ronaldo che mai come quest’anno si sta dimostrando essere il giocatore più forte del globo.

Per far sì che la casa del Real Madrid possa diventare «El estadio mejor del mundo», il presidente Florentino Perez ha indetto nel giugno 2012 un concorso, conclusosi con la presentazione del progetto vincitore il 31 gennaio 2014 alle ore 13. L’obiettivo era quello di a creare uno stadio all’avanguardia dal punto di vista sportivo, commerciale e tecnologico.

 

 

Alla sezione  finale del concorso hanno partecipato diversi progetti su cui hanno lavorato: l’architetto spagnolo Rafael Monero, lo studio di architettura svizzero Herzog & De Meuron, gli architetti Norman Foster e Rafale De La Hoz, l’architetto spagnolo Carlos Lamela, l’impresa tedesca GMP Architekten, lo studio catalano L35 e l’architetto Josè Ribas. Il Gotha dell’architettura europea. Era la seconda volta che il concorso veniva lanciato, dato che nel 2012 nessuna candidatura aveva soddisfatto le esigenze legate alle esigenze  commerciali della committenza, che voleva che l’impianto diventasse uno strumento di entrate per il club, come già accade negli USA.

Il progetto scelto, che prevede di terminare i lavori nel 2017, è stato quello proposto da GMP Architekten assieme allo studio catalano L35 e all’architetto Josè Ribas. Curioso il caso di quest’ultimo che, dopo essere stato membro della giunta dell’ex presidente del Barcellona Joan Laporta (presidente dei catalani dal 2003 al 2010), è stato designato a seguire la ristrutturazione dell’impianto “avversario”.

I lavori dovrebbero iniziare verso la fine di giugno, e riguarderebbero la costruzione di una nuova zona vip, di un nuovo centro commerciale, di una zona per gli sponsor del club e di un nuovo hotel, senza che la capienza dello stadio, stimata intorno alle 85 mila unità, venga intaccata. Il mutamento più visibile riguarderà l’aspetto esteriore del Santiago Bernabeu: sul modello dell’Allianz Arena di Monaco la facciata verrà dotata di illuminazione variabile, capace di riflettere la situazione emotiva del pubblico durante le partite, e in più il terreno di gioco sarà protetto da un tetto d’acciaio che potrà essere chiuso in un tempo brevissimo (circa 15 minuti).

 

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Il costo totale delle operazioni di restyling dovrebbe aggirarsi attorno ai 450 milioni di euro (350 per le operazioni e circa 75 tra tasse, onorari e licenze). Florentino Perez vorrebbe che il Real riuscisse a versare l’intera cifra di tasca propria, per evitare un ulteriore indebitamento con le banche spagnole. Per questo sta studiando due differenti soluzioni: nel primo caso i soldi verrebbero stanziati da uno sponsor molto forte a livello internazionale (si parla di Microsoft e Coca Cola), che però obbligherebbe ad un cambio di nome: i media spagnola parlano di un “Santiago Microsoft” o “Santiago Coca Cola”. L’eventualità non risulta però affatto gradita ai tifosi delle merengues. L’altra ipotesi prevede un aumento della quota di abbonamento degli azionisti del Real Madrid, che sono circa 65 mila. Perez è convinto che nel nuovo stadio «l’esperienza di vivere una partita di calcio diventerà indimenticabile», ed ha aggiunto che «il nuovo Santiago Bernabeu deve essere un’icona architettonica di Madrid e uno dei simboli più rappresentativi della città». Per questo si affaccerà sul Paseo de la Castellana, uno dei principali viali della capitale spagnola, occupando un’area di 12.000 mq.

Il Santiago Bernabeu si trova in Avenida de Concha Espina 1 a Madrid, ma non si è sempre chiamato così. Prima si chiamava Nuevo Stadio Chamartin, per via del distretto dove era situato. Venne inaugurato il 14 dicembre 1947, tre anni dopo che l’architetto Josè Maria Castell aveva iniziato la ristrutturazione del vecchio Stadio Chamartin, costruito nel 1924 con una capienza di 15 mila posti.

Il Nuevo Stadio Chamartin poteva contenere  75.145 persone – di cui 27.465 sedute – ed  arrivò a ospitare, con la prima rimodellazione del 1954, ben 125 mila spettatori.  La capienza venne ridotta in vista del Mundial ’82, poiché la FIFA impose regole che prevedevano il posto a sedere garantito per almeno la metà degli spettatori.  La capienza scese così da 125 mila a 90.800 spettatori. Lo sviluppo dell’impianto proseguì costantemente e brillantemente, fino a quando, nel 2001, Florentino Perez iniziò il Plan director del Estadio Santiago Bernabeu, stanziando per 6 anni consecutivi (2001-2007)  circa 127 milioni di euro. L’iniziativa portò lo stadio madridista ad essere insignito dall’UEFA nel 2007 del titolo di “stadio a 5 stelle”, vista anche l’elevata efficienza della sicurezza. Questa fu testata con successo il 12 dicembre 2004 quando, per l’allarme di una bomba dell’ETA – gli indipendentisti baschi – scattato durante l’incontro Real Madrid–Real Sociedad, lo sgombero di tutti gli spettatori fu effettuato nel tempo record di 8 minuti.

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