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Europa, stiamo arrivando

Europa, stiamo arrivando
Pensare positivo 15 Maggio 2018 ore 08:00

Servivano tre punti per la matematica e per puntare forte sul sesto posto, ne è arrivato solo uno che è comunque quasi decisivo e regala una grandissima gioia a tutto il pubblico bergamasco. Atalanta-Milan finisce 1-1, esattamente come un anno fa in questo stesso giorno, e per Masiello il gol di oggi rischia di diventare quello più importante di tutta la sua carriera. Dopo il vantaggio di Kessiè e un’incredibile espulsione di Toloi (letteralmente inventato il primo giallo, poi è ingenuo il brasiliano nell’applauso a Guida), il cuore dei nerazzurri regala un colpo di coda incredibile con il numero 5 viareggino che insacca il pari al 92′. In una gara spigolosa e poco spettacolare (undici ammoniti e due espulsi), condizionata anche dalle condizioni atmosferiche, Atalanta e Milan chiudono con il risultato migliore per entrambe e l’ultima partita sarà solo una formalità per sancire la doppia partecipazione alle coppe, con la speranza di arrivare sesti per i nerazzurri. In Sardegna mancheranno sia Toloi che Masiello (era in diffida), ma la grande festa finale certifica come tutti, a Zingonia, siano ormai consapevoli che un’altra grande impresa è compiuta.

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Nella gara più importante dell’anno, Gasperini si affida dall’inizio al più giovane di tutti, Musa Barrow, diversamente da quanto previsto alla vigilia. Il gambiano gioca dal primo minuto per una staffetta con Ilicic che sembra annunciata. Nel tridente con il gambiano giocano Gomez e Cristante, a centrocampo ci sono gli stessi quattro di Roma (Castagne, de Roon, Freuler e Gosens), mentre in difesa il rientrante Caldara gioca per l’ultima volta a Bergamo prima del passaggio alla Juventus con la fascia di capitano al braccio insieme a Toloi e Masiello davanti a Berisha. Nel Milan, Gattuso sceglie Biglia (non al meglio per una recente doppia frattura alle vertebre) con Kessiè davanti alla difesa, liberando Bonaventura, Suso e Calhanoglu a supporto di Kalinic. Stadio esaurito in ogni ordine di posto, un migliaio i rossoneri nel settore ospiti per 19.833 spettatori complessivi. Un secondo dopo la splendida coreografia che la Curva dedica a Gasperini, sullo stadio di Bergamo inizia a piovere in modo molto intenso e la gara pare seguire la cupezza del cielo. Il Milan, un po’ a sorpresa, inizia a giocare con aggressività e nonostante non arrivino grandi occasioni da rete sono proprio gli ospiti a farsi preferire. La prima occasione dell’Atalanta arriva sull’asse Gosens-Barrow (sinistro largo al 19’), Gomez ci prova da fuori al 20’ e al 21’ tocca alla combinazione nello stretto tra Freuler, Cristante e Barrow mettere paura ai rossoneri, pur senza creare pericoli. Dopo un bel sinistro di Bonaventura sul fondo (23’), Gomez mette un pallone splendido nello spazio per Barrow, ma il gambiano stavolta è molto impreciso e Donnarumma blocca. Al 27’ e al 30’ Toloi alza in angolo due palloni molto complicati, al 31’ la pioggia si trasforma in diluvio e le due squadre paiono non voler rischiare di perdere. È a questo punto, purtroppo, che inizia a farsi notare il direttore di gara Guida. Al 41’ uno stop in area avversaria di petto di Castagne viene fermato per fallo di mano, negli ultimi minuti del primo tempo i giocatori del Milan vanno spesso a protestare in massa chissà poi per quale motivo. Intanto, al 42’, è l’Atalanta a creare una doppia grande occasione, ma Freuler e Cristante vengono stoppati a colpo sicuro da Biglia e Rodriguez.

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Nella ripresa, la squadra di casa prova subito ad alzare i giri del motore: al 49′ cross deviato di Cristante messo fuori da Donnarumma e al 52′ è ancora Cristante a farsi vedere dalle parti del portiere rossonero. Ma è al 53′ che la Dea costruisce un’occasione colossale per il vantaggio: zuccata del solito Cristante, respinta di Donnarumma e Caldara da due passi manda sul fondo con il destro un’occasione pazzesca. Dopo una stoppata di Toloi in tuffo su Calhanoglu (54′), Ilicic, entrato come previsto al posto di Barrow, rifinisce per Cristante, ma il numero 4 mette sul fondo e al 60’ arriva la doccia gelata sul vecchio Comunale: flipper al limite dell’area nerazzurra, destro secco di Kessiè e gol del vantaggio rossonero. La gara sembra aperta, ma al 63′ succede qualcosa di inatteso: Toloi interviene su Bonaventura senza minimamente toccare l’avversario, Guida lo ammonisce immediatamente e il brasiliano batte le mani alla decisione. Il quarto uomo vede e avvisa Guida, che decide di mandare il brasiliano sotto la doccia per doppia ammonizione. Lo stadio diventa una bolgia, al 69′ la Dea in dieci costruisce un’altra grande occasione, ma Donnarumma respinge il tiro di Gomez e Cristante sul tap in non trova lo specchio. Alla mezz’ora della ripresa, il direttore di gara caccia Montolivo per un intervento scomposto su Gomez, le due squadre in parità numerica continuano a lottare e dopo un giallo mancato a Kalinic (gomitata a Caldara all’81’, era già ammonito e sarebbe dunque stato espulso) nel finale succede di tutto: all’88’ Gomez pesca Gosens, che con il mancino manda fuori di un soffio. Anche in questo caso, il direttore di gara fischia un fuorigioco ma l’azione era regolare di almeno due metri. Nulla però è ancora perduto. In pieno recupero, su uno degli ultimi palloni giocabili della sfida, Ilicic pennella sul secondo palo per Masiello (92′) e il numero 5 insacca con la complicità di Donnarumma il gol più importante di tutta la sua stagione facendo esplodere lo stadio. Guida manda tutti sotto la doccia al 95′, Bergamo esulta perché a quota 60 solo una sconfitta a Cagliari con la Fiorentina che vince in goleada a Milano toglierebbe la possibilità di partecipare ancora all’Europa League (data le perfetta parità negli scontri diretti, si guarda la differenza reti delle due squadre, che attualmente è di +19 per l’Atalanta e +12 per la Fiorentina). In teoria anche la Sampdoria potrebbe rientrare se vincesse sia con il Napoli che con la Spal, ma anche qui è molto dura. Il novanta per cento dello sforzo, quindi, è fatto. Chissà che un ultimo capolavoro in Sardegna non regali addirittura la qualificazione diretta alla squadra nerazzurra. Andasse male, via con i preliminari. Del reso, siam bergamaschi, non conosciam confine.

 

Atalanta-Milan 1-1
Reti: 60′ Kessiè (M), 92′ Masiello (A)

Atalanta (4-2-3-1): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Castagne (79′ Hateboer), de Roon, Freuler, Gosens; Cristante (69′ Haas); Barrow (54′ Ilicic), Gomez. All. Gritti.

Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia (46′ Montolivo), Bonaventura (83′ Borini); Suso (77′ Locatelli), Kalinic, Calhanoglu. All. Gattuso.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata (Carbone e Fiorito; Ghersini; Fabbri e Gallatini).

Ammoniti: 13’ Masiello (A), 17’ Abate (M), 29’ de Roon (A), 32’ Kalinic (M), 63′ Toloi (A), 66′ Calhanoglu (M), 69′ Romagnoli (M), 73′ Gosens (A), 86′ Ilicic (A), 87′ Borini (M), 90′ Donnarumma (M).

Espulsi: 63′ Toloi (A) per doppia ammonizione, 75′ Montolivo (M).

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