Imparare il calcio ragionando e sbagliando

FC Bergamo, una piccola Cantera e il gioco libero di una volta

FC Bergamo, una piccola Cantera e il gioco libero di una volta
20 Dicembre 2014 ore 15:38

L’idea di FC Bergamo è nata dalla volontà di alcuni ragazzi con l’idea di creare una scuola calcio caratterizzata da un ambiente un po’ in controtendenza rispetto ad altre società dilettantistiche. Il fine era quello di creare una realtà che portasse avanti un lavoro di qualità, non basato esclusivamente sui numeri, ma che riprendesse l’idea del gioco libero che si faceva in strada una volta, riportandolo in auge. L’impostazione ha un aspetto completamente ludico: il richiamo al gioco libero. Il tutto si mischia a valide proposte motorie: tutti gli allenatori sono infatti istruttori di Scienze Motorie.

Il progetto ha preso vita nel gennaio 2014, ma l’intricata burocrazia ha fatto sì che il lavoro potesse iniziare solo a giugno. Al primo anno, l’FC Bergamo ha superato le aspettative a livello di iscritti – sono 25 i bambini dai 4 ai 7 anni che si allenano presso le strutture sportive della scuola Imiberg. È la prima (e per il momento unica) realtà interamente cittadina, tra le 30 e più squadre di Bergamo, che supera i confini di quartiere. Quest’anno la società si compone di una scuola calcio (Piccoli Amici), con lo scopo di coinvolgere, di anno in anno, nuovi bambini per creare le varie squadre, dai Pulcini in su.

 

gruppo

 

Stefano Pasquinelli, 26 anni, è uno dei fondatori e istruttori della società. «Ho frequentato un corso a Roma – racconta – basato su un metodo particolare di lavoro, tenuto da Horst Wein, Guru della Cantera del Barcellona, che ho unito all’esperienza maturata in questi anni e mi ha portato a chiedermi: “Ma perché non portare avanti un lavoro diverso rispetto ad altre realtà?” Ci siamo trovati con altri ragazzi a fine dicembre 2013. Molti hanno già avuto esperienze nel mondo del calcio. Eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, quindi abbiamo deciso di iniziare a buttar giù qualche idea. Uscire dal panorama di quartiere. Sapevamo che c’erano dei rischi nell’investire in questo ambito, ma abbiamo comunque intrapreso questa strada».

Pasquinelli spiega che il metodo adottato – da vent’anni è quello messo in pratica dal Barcellona – pone al centro il bambino, cioè: non è più il bambino che si adatta al gioco, ma è il gioco che si adatta al bambino. Uno dei principi fondamentali è dunque rispettare le tappe fisiologiche di sviluppo. A partire da bambini di 6 e 7 anni, vengono applicate strategie formative che permettono lo sviluppo di tattica, metodi e ragionamento, come ad esempio far pensare al bambino quale sia lo sviluppo del gioco sul campo. In molti altri metodi generalmente proposti, dall’analitico si sviluppa il globale. Con la strategia del metodo Wein, adottata in parte dalla FC Bergamo, si parte invece da una situazione particolare e si va a correggere il fondamentale. L’obiettivo è creare “giocatori intelligenti”, scopo principale del metodo canterano, che non solo sappiano eseguire un gesto tecnico, ma che arrivino a capire anche dove, quando e perché eseguirlo. Creare, fondamentalmente, dei giocatori che sappiano dove, come e perché giocare.

 

 

In parallelo a questo, vengono sviluppati anche programmi psicocinetici e motori, dove vengono incluse metodologie che prestano attenzione allo sviluppo della parte non dominante del corpo. Allenando anche la parte non dominante, migliora la trasmissione dei segnali neuronali: aumentano le sinapsi e l’intelligenza. In relazione a questo aspetto, Pasquinelli spiega: «I bambini non sono degli adulti in miniatura. Giocare a piccoli ranghi serve a far loro eseguire vari gesti, attraverso prove ed errori. L’allenatore, che da noi si chiama formatore, come introdotto da Wein, è una nuova figura che deve creare quelle situazioni, quei giochi dove il bambino deve risolvere quei problemi, anche sbagliando. L’allenatore non deve dire come farlo: il bambino, sperimentando, deve capire come, dove e perché deve fare quel gioco. È un metodo deduttivo, a differenza del metodo induttivo che è sempre stato ampiamente utilizzato. Il nostro motto è “vedere ciò che è giusto: non farlo è mancanza di coraggio”».

Una delle tendenze più diffuse nel calcio di oggi è quella di velocizzare tutti quei processi che, nello sviluppo naturale delle cose, richiederebbero più calma. Uno degli obiettivi che si prefiggono maggiormente le società sportive è vincere, dimenticandosi in parte, se non proprio del tutto, della parte formativa. Una volta i ragazzi venivano scelti dalle società verso i 12 e 13 anni, mentre adesso l’età si è abbassata a 7, 8 o 9 anni. E coloro che non vengono scelti, in questo schema, generalmente smettono di giocare verso i 15 e i 16 anni. «Perché in questi anni la tendenza è stata quella di metterli in un contesto estremamente agonistico, sotto uno stress eccessivo, e una volta che vedono che il loro obiettivo svanisce molti smettono di praticare sport».

 

 

Quali sono gli obiettivi di Fc Bergamo? «Dal prossimo anno speriamo sicuramente che il Comune riconosca la nostra realtà e ci possa dare una mano. Il problema a Bergamo è la mancanza di strutture adeguate: creazione di nuovi impianti, rinnovamento… Ormai tante strutture sono vecchie e spesso obsolete: nuove strutture potrebbero dare una mano a tutte le società che operano a livello cittadino e provinciale». Per dare un’occhiata alla mission della società, trovare informazioni e contatti, si può dare un’occhiata al sito www.fcbergamo.it.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia