In prima persona

Felicità è pattinare sul ghiaccio ma guidando i go-kart (a Branzi)

Felicità è pattinare sul ghiaccio ma guidando i go-kart (a Branzi)
30 Gennaio 2019 ore 10:00

Mezz’ora di sana ignoranza a suon di traversi. Il kart Honda che si aggrappa alla neve e sguscia da tutte le parti, intuitivo da gestire ma fino a un certo punto (fioccano i testacoda). Le derapate e le controsterzate come se non ci fosse un domani. La competizione, il rumore che ricorda un piccolo trattore, le ruote chiodate per aumentare l’aderenza, la neve che si alza quando si allarga troppo la traiettoria, i tamponamenti, gli pneumatici a fare da cordolo abbattuti con irruenza e rimessi subito in sesto dal “commissario” sul campo. Lo scenario suggestivo, la conca all’ingresso di Branzi, con le montagne innevate poco più su, a incorniciare le piste da sci (massacrate dalla malagestione).

Di cosa stiamo parlando. Nel paese della Val Brembana è stata allestita infatti una bella pista di go-kart. Su ghiaccio, anche in notturna, aperta da venerdì sera a domenica. Se la neve vera non c’è ( e finora non c’è stata) si spara quella artificiale, che poi ghiaccia. L’iniziativa, patrocinata dal Comune, è del Colombi Racing Team, che gestisce già il kartodromo di Curno. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 337.422310, oppure scrivere sulla pagina Facebook “Ice Karting Branzi”.

 

 

Per il mini gp ci avevano detto che ci volevano almeno cinque partecipanti. Detto, fatto: eccoci in cinque, domenica 27 gennaio, sul circuito allestito nel campo sportivo di via Cagnoli. Però i mezzi in pista sono solo quattro. Uno viene rimesso in sesto all’ultimo, portato fuori dal box giusto per le prove. L’ambiente è rustico, anzi ruspante, con gli spogliatoi come “area briefing” e i resti di un panettone in un angolo. I caschi, però, sono in condizioni dignitose, con tanto di retine sottocasco molto poco maschie ma necessarie. Qualifiche, poi la gara. Molto divertente. Va in scena anche un lungo duello per la prima posizione che va avanti per più e più giri. Duello spettacolare ma leale. Altro che gli sbadigli sul divano quando trasmettono la Formula Uno, aspettando un sorpasso dovuto all’abilità dei meccanici a maneggiare gli avvitatori. Alla fine vince il favorito, ci si abbraccia e bacia, c’è chi butta lì un «mai speso così bene 50 euro». Che infatti è il costo a persona (per 10 minuti di prove e 15 di gp, mentre 10 minuti senza gara costano 22 euro). Manca solo lo champagnino per innaffiare la vittoria. Come sono andato? Avete presente Casey Stoner, il motociclista? Ecco. Ma non alla Ducati. Con la Honda del team di Lucio Cecchinello, nel 2006 in MotoGp. Quando lo chiamavano “rolling” Stoner, perché cadeva sempre.

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