«Idea eccezionale»

Guccini testimonial del Bosco della Memoria alla Trucca dedicato alle vittime del Covid

Giovedì 18 marzo verrà piantato il primo di circa 750 alberi e arbusti che comporranno l'area verde destinata alla memoria delle persone portate via dalla pandemia

Guccini testimonial del Bosco della Memoria alla Trucca dedicato alle vittime del Covid
Pensare positivo Bergamo, 15 Febbraio 2021 ore 15:56

Giovedì 18 marzo verrà piantato il primo di circa 750 alberi e arbusti che comporranno il futuro “Bosco della Memoria” dedicato alle vittime del Covid nel parco della Trucca. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa, ideata dall’Associazione Comuni Virtuosi e adottata da Palazzo Frizzoni, è il cantautore modenese Francesco Guccini.

«Piantare un albero per ogni persona scomparsa a causa del virus è un’idea eccezionale – sottolinea Guccini -. Piantare un albero è sempre un’idea eccezionale. In questo caso, l’albero rappresenta qualcosa che rimane nel tempo, che va avanti negli anni. Quindi, il ricordo di queste persone rimarrà».

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Il progetto vedrà la luce nella sua interezza in autunno, ma l’obiettivo dei promotori è quello di creare un luogo vivo, altamente simbolico, capace di accogliere la memoria e al contempo costruire uno spazio di comunità, dove realizzare iniziative culturali, didattiche e ricreative pensate per il mondo della scuola, ma anche per tutti i cittadini che vorranno far crescere il bosco. Per questa ragione è stata anche lanciata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, grazie alla quale sono già stati raccolti oltre 26 mila euro.

Nello specifico, verranno piantumati 130 alberi da frutta, 70 da bosco, 90 piccoli alberi e arbusti. Inoltre, saranno realizzati camminamenti interni alle isole alberate e alcune sedute per i visitatori. Questi spazi saranno anche i naturali punti di riferimento per l’organizzazione di eventi e iniziative.

«La scelta dell’area è caduta sul parco della Trucca – ha spiegato al momento del lancio dell’iniziativa l’assessore al verde Marzia Marchesi – perché è il punto più vicino al Papa Giovanni XXIII, che è stato il presidio sanitario più coinvolto per combattere il virus. Realizzare questo bosco rappresenta un riconoscimento anche per chi è ancora oggi in prima linea».

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