Ritrova Palacio, un "suo" pupillo

Gasperini vuol vincere col Bologna Tutti pronti, ma non svela le carte

Gasperini vuol vincere col Bologna Tutti pronti, ma non svela le carte
Pensare positivo 20 Ottobre 2017 ore 07:52

«Le prossime tre partite saranno importanti per capire che campionato possiamo fare. L’Europa League è una competizione molto affascinante, per rigiocarla ci sono più strade, ma a meno di vincere qualcosa è il piazzamento in serie A che decide tutto». Il tecnico Gasperini, tranquillo e rilassato, ha parlato in conferenza stampa prima della sfida con il Bologna. Tra una considerazione sulla vittoria ottenuta ai danni dell’Apollon e la sfida ai felsinei, il tecnico ha regalato parecchi spunti interessanti.

Le emozioni europee. «Gare come quella di giovedì rappresentano qualcosa di davvero grandioso. Portare 14-15 mila persone a Reggio Emilia, vincere con tanta partecipazione giocando anche un bel calcio è molto bello e importante. Bergomi durante la cronaca su Sky si è commosso? Tutti hanno voglia di vedere l’Atalanta, abbiamo avuto una grande reazione e nel complesso è stata una serata bellissima. Giocare queste competizioni è bello, non sono d’accordo con chi dice che non ci si può ripetere e nemmeno vogliamo aspettare ancora molti anni: giochiamo in campionato per regalarci altre avventure come quella che stiamo vivendo».

 

 

La sfida al Bologna e Palacio. «Il Bologna è una squadra da prendere con le molle, capisco che per tutti non è facile giocare così spesso e mettere subito a fuoco gli obiettivi, ma ci aspetta una gara importante che dovremo giocare con pazienza per 95 minuti. Saremo davanti al nostro pubblico, vogliamo fare risultato per sistemare un po’ la classifica: il Bologna è davanti perché ha vinto quattro partite, i risultati sono lì da vedere e quindi dovremo stare attenti. Davanti hanno Palacio, non voglio parlarne perché per me è un nervo scoperto (lo avrebbe voluto a Bergamo, ndr), ma credo che sia un campione e non si è di certo spaventato vedendoci giocare giovedì sera».

Gomez, Toloi e gli altri. «Non abbiamo problemi, ho praticamente tutti a disposizione, ma non dico molto. Gomez oltre al problema al piede ha preso anche un colpo al ginocchio, sarà da valutare, mentre Toloi ormai è recuperato e si è allenato molto bene. Se non sarà con il Bologna sarà mercoledì con il Verona, io cerco sempre di mandare in campo la formazione migliore nella prima partita che arriva e quindi con il Bologna le scelte andranno in questo senso. Hateboer o Castagne? Mancini? Cornelius? Non svelo nulla, vediamo domani».

 

 

Petagna e Ilicic. «Petagna per me è fortissimo, a volte leggo critiche perché non segna, ma io mi preoccupo quando lui tende a snaturarsi per cercare la conclusione forzata, per restare fermo in area, per giocare in modo diverso da come gioca di solito. Se continua a fare il lavoro che gli abbiamo visto fare nelle gare migliori, per me va benissimo: i gol non sono l’unico parametro che considero nella valutazione delle sue prove. Ilicic ha mezzi incredibili e se non diventa decisivo al cento per cento qui a Bergamo adesso che ha 29 anni, non vedo quando e dove possa farlo. Le doti atletiche sono strepitose, quelle tecniche anche: è un giocatore davvero importante».

I gol presi e gli equilibri. «Quella di prendere sempre gol è una nostra caratteristica. Negativa, ovviamente. Ci sono stagioni in cui non prendi mai gol, altre che ti segnano al primo tiro e devo dire che ultimamente gli avversari sono anche molto precisi. Noi lavoriamo a tutti i livelli per migliorare e mantenere certi equilibri, la squadra non deve mai sbilanciarsi troppo, ma è vero anche che riusciamo spesso a segnare diverse reti. Piuttosto, un parametro da considerare è il fatto di prendere magari due reti in pochi minuti: è successo a Napoli e a Genova, ma anche in casa con la Juve. Su questo dobbiamo insistere, non puoi buttare una partita in così poco tempo soprattutto se la prestazione è di alto livello».