Pensare positivo
in India, si chiama Balaknama

"La Voce dei bambini di strada" Un giornale che ha migliaia di lettori

"La Voce dei bambini di strada" Un giornale che ha migliaia di lettori
Pensare positivo 13 Settembre 2014 ore 16:23

Sarebbe bello sapere come vedono il mondo i bambini, con il loro sguardo incantato e ricolmo di sogni e speranza. Sarebbe bello che a raccontarlo fossero proprio loro. A Nuova Delhi ciò accade grazie a Balaknama, cioè La Voce dei bambini, un trimestrale completamente scritto e gestito da bambini di strada.

A raccontare la loro storia è il sito americano Vocativ. Balaknama è scritto in hindi, una lingua del subcontinente indiano, parlata soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali. Si occupa delle storie dei bambini di strada, che vivono e lavorano in condizioni igieniche, di sicurezza e sociali complicatissime, raccontate proprio da loro stessi. A dare loro voce sono Shanno e Chandni: la prima ha 19 anni ed è la direttrice della testata, il secondo ha 16 anni ed è colui che normalmente chiameremmo caporedattore.

Shanno ha imparato a leggere solamente grazie all’aiuto di un’associazione benefica e molti articoli sono scritti da lei, perché tanti piccoli redattori non sanno farlo. Il suo compito è dare forma alle loro storie e ai loro pensieri. Chandni invece lavora sul campo, compiendo reportage e aiutando i piccoli vogliosi di entrare a far parte di Balaknama, scegliendo le storie più belle o significative da pubblicare. Il trimestrale ha migliaia di lettori e dopo che, diversi anni fa, era partito con appena 35 bambini, oggi conta quasi 10 mila membri. Ogni bambino che partecipa alla scrittura, realizzazione e vendita del giornale, viene retribuito con una paghetta. I costi di stampa sono sostenuti dall’associazione no profit indiana Chetna. Il costo del giornale è di 1 rupia a copia e l’intero ricavato viene reinvestito in attività educative dedicate ai bambini di strada.

 

Balaknama-Newspaper

 

Un giornale di denuncia. Lo sguardo sul mondo dei bambini di Balaknama, però, non è certamente lo sguardo incantato che ci si aspetta da “giornalisti” della loro età. Il trimestrale si occupa infatti delle loro storie in quanto bambini di strada: gli abusi, le brutalità della polizia, lo sfruttamento, la lotta per sopravvivere, i matrimoni forzati (il 47% dei bambini e delle bambine è costretto a sposarsi prima di aver compiuto 18 anni). Il loro è un giornale di denuncia, che ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione indiana attraverso il diretto racconto dei protagonisti di questa sofferenza quotidiana.

In India, circa 11 milioni di bambini vivono in baraccopoli e in condizioni di vita terribili. A Nuova Delhi sono 500 mila quelli che non hanno accesso all’educazione, alla sanità e sono denutriti. Spesso sono degli invisibili, perché non sono censiti e non hanno alcun documento. La prova della loro esistenza è solamente la loro voce, quella che questo giornale vuole far arrivare a tutti. La loro invisibilità favorisce lo sfruttamento: il 12% dei bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni sono costretti a lavorare, molte volte in nero, magari su mercati illegali come quello della prostituzione.

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Le loro storie. Cosa raccontano attraverso Balaknama? Semplicemente chi sono, la loro vita, come riescono a tirare avanti, quali sono i loro sogni. Jyonthi è una nuova piccola collaboratrice. Vive sotto un ponte vicino alla fermata dell’autobus. Alla mattina raccoglie spazzatura ed è fortunata, perché magari così può trovarsi qualche avanzo con cui cibarsi. Durante il giorno, adesso, collabora con il giornale. Un altro nuovo collaboratore è Shambhu, che di giorno lava le macchine, mentre di notte lavora in un albergo della città. Shambhu ha raccontato che poter scrivere per Balaknama è un sogno. Il suo obiettivo è pubblicare i nomi di tutti i bambini che vivono come lui, perché si sappia che esistono. Vuole, soprattutto, aiutarli a uscire dalla tossicodipendenza, come è riuscito a fare lui.

La direttrice Shanno spiega che le loro storie sono storie semplici, raccontate in modo semplice e con un linguaggio semplice, ma che trattano di argomenti difficili. Questo modo di raccontare i fatti aumenta l’interesse dei lettori ma anche degli stessi bambini, che capiscono ciò che il giornale fa per loro e ciò che loro fanno per il giornale. Alcuni bambini, grazie a questa opportunità, capiscono che il mondo è qualcosa di più rispetto a ciò a cui sono stati sempre abituati e questo è il successo più grande di Balaknama. Qualcosa in più di un semplice giornale.

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