Cittadinanza attiva

Gli alunni delle scuole di Bergamo hanno ridisegnato istituti e quartieri

Gli alunni delle scuole di Bergamo hanno ridisegnato istituti e quartieri
12 Aprile 2017 ore 12:31

Come vorrebbero che fosse, i più piccoli, la loro scuola? E il quartiere in cui vivono? È questo che hanno chiesto undici architetti dell’Ordine degli Architetti di Bergamo (OAB), coordinati da quattro colleghe del gruppo Archidonne, a seicento bambini coinvolti di ventisette classi di quattordici scuole della città nell’ambito dell’iniziativa “Architetti nelle classi”, svoltosi da dicembre 2016 ad aprile 2017 in parallelo al progetto “A scuola di cittadinanza” del Comune di Bergamo. Obiettivo: diffondere il ruolo dei cittadini di oggi e domani nella progettazione partecipata e a sottolineare la valenza sociale dell’architetto.

La bella iniziativa promossa da OAB s’è conclusa l’11 aprile, quando i bambini, veri protagonisti del progetto, sono stati chiamati a presentare un vero ordine del giorno al Consiglio dei ragazzi a Palazzo Frizzoni e la produzione di un cartellone riassuntivo sulle attività svolte tra dicembre e aprile, diventato anche oggetto di una mostra aperta al pubblico fino a sabato 29 aprile nella Sala Simoncini del Comune di Bergamo. In questi mesi, gli undici architetti che si sono presentati nelle scuole cittadine partecipanti all’iniziativa, hanno spiegato ai giovani studenti gli strumenti urbanistici che normano la gestione del territorio e che rendono i cittadini parte attiva nella trasformazione del territorio, con il fine ultimo di accompagnare alunne e alunni nella stesura di una proposta di progetto condiviso relativo all’edificio scolastico o al quartiere.

 

 

Lo hanno spiegato Mariacristina Brembilla, Patrizia Berera e Alberta Colombo, membri di Archidonne e referenti del progetto ispirato all’esperienza francese de “Les architectes et les paysagistes dans les classes”: «Abbiamo portato le competenze dell’architetto nella scuola non per sostituirci alla figura dell’insegnante ma cercando di capire insieme chi sono i protagonisti della trasformazione della città, quali sono gli strumenti a disposizione e le regole da rispettare. Abbiamo inoltre consegnato a tutti i partecipanti una cornice che è diventata lo strumento operativo con cui gli alunni hanno sperimentato nuovi sguardi. È stato suggerito loro di inquadrare, isolandoli, alcuni elementi da valorizzare o, al contrario, da trasformare. Bambini e bambine hanno così potuto osservare e prendere consapevolezza del contesto urbano e dello spazio scolastico limitrofo, parchi e aree verdi compresi, con un approccio pratico ed esperienziale. Alcuni gruppi classe si sono poi cimentati nella elaborazione di un’idea progettuale condivisa in un percorso di più incontri. L’intento era infatti quello di far capire ad alunni, insegnanti e famiglie che la città va costruita insieme e che siamo tutti responsabili delle trasformazioni del territorio».

Un’esperienza nuova e certamente positiva, che è potuta diventare realtà grazie al progetto comunale “A scuola di cittadinanza”, teso a promuovere la cittadinanza attiva e sostenere la cultura democratica come valore fondamentale per la crescita sociale. Rivolto alle classi quarte e quinte della scuola primaria – con interventi pratici di educazione stradale, visita agli uffici Anagrafe e a Palazzo Frizzoni, con simulazione di sedute consiliari – e alla scuola secondaria di primo grado (laboratori in biblioteca, proposte ludico-didattiche in lingua inglese e un percorso di approfondimento sulla Costituzione italiana, in collaborazione con il Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione), quest’anno ha visto l’adesione di quarantacinque classi quinte, per un totale di oltre ottocento alunni. Nella cerimonia conclusiva del progetto, tenutasi la mattina dell’11 aprile nell’aula consiliare di Palazzo Frizzoni, hanno partecipato anche il sindaco Giorgio Gori, la referente del progetto per gli istituti comprensivi, la professoressa Fiorenza Varinelli e i rappresentanti delle classi partecipanti con i loro insegnanti. A “moderare” l’incontro, naturalmente, la presidente del consiglio comunale di Bergamo, Marzia Marchesi, che ha dichiarato: «È importante che i cittadini più giovani imparino a conoscere il luogo dove vengono prese decisioni che incidono nella loro vita e che apprendano a esercitare la democrazia rispetto ai temi a loro più vicini: è questo il senso più profondo della manifestazione».

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