Gli studi statunitensi

Il tapis roulant allunga la vita Questo e altri incredibili benefici

Il tapis roulant allunga la vita Questo e altri incredibili benefici
16 Marzo 2015 ore 10:09

Il tapis roulant, che sarà in voga specie da ora e per i prossimi mesi in vista della prova costume, è da sempre considerato fra gli strumenti più idonei, quasi d’élite, per riacquistare la forma fisica. Sbagliato. Ma in positivo. Perché secondo due recenti studi americani, questo attrezzo da fitness avrebbe anche due altre importanti funzionalità: contribuire a preservare la materia grigia, quindi la funzionalità cerebrale, e predire il possibile rischio di decesso per morte cardiovascolare in particolare. Ovvero, in poche parole, correre sul tapis roulant (leggasi fare attività fisica in generale) fa bene al corpo, al cervello e al cuore.

Cosa c’entra col cervello. Mantenersi fisicamente attivi, oltre che allontanare il rischio di malattie metaboliche, avrebbe anche un altro vantaggio non meno importante: manterrebbe anche in buona salute la materia grigia, contribuendo a rallentare il restringimento del cervello. A dimostrarlo è uno studio condotto dalla Boston University e presentato di recente alla conferenza dell’American Heart Association a Baltimora, negli Stati Uniti, condotto su oltre 1.200 adulti tenuti sotto osservazione per due decenni, monitorandone salute fisica e cerebrale.

 

 

All’inizio dello studio, gli uomini e le donne che avevano un’età media di 41 anni sono stati invitati a correre su un tapis roulant e durante la prova, che impegnava i podisti a sostenere un’andatura di poco più di 4 chilometri orari, i ricercatori hanno rilevato le  variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Giunti all’età di 60 anni, gli stessi partecipanti allo studio sono stati sottoposti a scansioni cerebrali e a test mentali, sempre mentre correvano sul fatidico tapis roulant. Sorprendentemente è stato osservato che coloro che avevano una frequenza cardiaca maggiore avevano meno materia grigia, ma non solo.

Sembra infatti sia stato possibile associare anche l’aumento della pressione diastolica a perdite di acutezza mentale, tanto da ottenere, da parte dei malcapitati possessori di livelli più elevati, punteggi inferiori ai test cognitivi. In buona sostanza, secondo i ricercatori, il maggiore e rapido aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, osservato nei soggetti non in forma, contribuirebbe a danneggiare il cervello, portando le cellule alla morte. La spiegazione risiederebbe nel fatto che i piccoli vasi sanguigni nel cervello sono vulnerabili ai cambiamenti di pressione sanguigna, tanto da subire a causa di queste fluttuazioni, danni significativi che possono variare da cambiamenti strutturali fino a vere e proprie perdite cognitive.

 

 

Indice di longevità. Ma non solo: il tapis roulant potrebbe aiutare a stimare anche il destino di ciascuno di sviluppare un evento cardiovascolare, anche letale, nell’arco dei 10 anni successivi alla passeggiata podistica. Come? Analizzando alcune informazioni che derivano da un test di resistenza fisica compiuto passeggiando sull’attrezzo tapis roulant, sottoposto a una progressione graduale di velocità e pendenza.

A dirlo è uno studio appena pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, condotto dai cardiologi del Johns Hopkins di Baltimora, negli Stati Uniti, che ha coinvolto circa 58mila pazienti, sia sani che con malattie cardiovascolari, con età compresa tra i 18 e i 96 anni e monitorati tra il 1991 e il 2009. Sotto il mirino dei ricercatori erano soprattutto la frequenza cardiaca di picco raggiunta durante l’esercizio intenso e la capacità di tollerare lo sforzo fisico, misurata dai cosiddetti equivalenti metabolici o MET, che indicano cioè quanta energia il corpo spende durante l’attività fisica. Per rendere la cosa più chiara, diciamo che a uno sforzo più intenso corrisponde un MET più alto, quindi per esempio una camminata lenta equivale a 2 MET mentre la corsa corrisponde a 8 MET.

 

 

I risultati dei test parlano chiaro: hanno rivelato che tra le persone della stessa età e dello stesso sesso, il livello di forma fisica misurata dai MET e dalla frequenza cardiaca di picco fa la differenza, dimostrandosi il migliore predittore di mortalità e sopravvivenza, anche tenendo conto di altre variabili importanti come il diabete ed eventuali casi di morte prematura in famiglia.

FIT Treatmill Score è il nome scientifico del test del tapis roulant sul quale i ricercatori americani investono molte speranza. Non solo perché si adatta a tutti, soggetti giovani più maturi, sani o con qualche problema di cuore, ed è un test (pare efficace) a basso costo, ma perché l’auspico è che il FIT Treatmill Score possa diventare un esame diagnostico predittivo  basilare per cardiologi e medici di medicina generale. Salvando qualche vita in più dal rischio di eventi cardiovascolari che, lo ricordiamo, stanno aumentando sia fra la popolazione maschile che quella femminile.

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