Pensare positivo
Solidarietà

I dipendenti della C.g.m. di Azzano devolvono i bonus al collega a cui è bruciata la casa

Un incendio ha distrutto l'appartamento di Dalmine dove abitava con moglie e tre figlie. Danni per decine di migliaia di euro

I dipendenti della C.g.m. di Azzano devolvono i bonus al collega a cui è bruciata la casa
Pensare positivo Stezzano e Azzano, 30 Novembre 2022 ore 11:12

La crisi e il caro energia stanno colpendo tutti, eppure c'è chi, piegato da altre difficoltà, soffre più di altri. È questo il ragionamento che ha accompagnato i dipendenti della C.g.m. Bettoni Group di Azzano San Paolo nel decidere di devolvere i bonus economici che sarebbero loro spettati fine anno a un collega che ha da poco perso la casa in un incendio.

Nel pomeriggio dello scorso 29 ottobre, infatti, le fiamme hanno divorato l'appartamento dell'uomo in via Guzzanica, a Dalmine, e anche quello che c'era all'interno, compresi vestiti e beni vari. Il fatto è accaduto per cause accidentali, mentre l’inquilino del piano terra stava cucinando, e ha compromesso l’intero appartamento con danni strutturali.

Il dipendente della Bettoni Group ora vive dai genitori insieme a una figlia, mentre la moglie si è trasferita dai nonni materni con le altre due figlie. Una situazione provvisoria, in attesa che la casa torni agibile. Le somme necessarie per la ristrutturazione e il nuovo arredo della casa non sono sicuramente irrilevanti, dato che solo per quanto riguarda i danni si arriva a decine di migliaia di euro.

Da qui è nata l'idea dei soci della Bettoni, che, tramite le parole di Marco Giuliani, legale rappresentante della società, ha spiegato a L'Eco di Bergamo: «Dopo un rapido consulto con i soci dell’azienda, abbiamo proposto ai dipendenti di devolvere l’intera somma che avevamo deciso di versare a tutti loro a fine anno come aiuto economico per fronteggiare la crisi che stiamo vivendo. Noi soci siamo particolarmente contenti del fatto che i nostri dipendenti abbiano subito rea- gito con spirito collaborativo. Si sono messi in gioco e hanno devoluto tutto al collega in difficoltà, non solo economica, ma anche sociale, per il disagio del trasferimento».

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