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Doppio miracolo in Indonesia

L’incredibile storia di Arif e Jannah ritrovati 10 anni dopo lo tsunami

L’incredibile storia di Arif e Jannah ritrovati 10 anni dopo lo tsunami
Pensare positivo 26 Dicembre 2014 ore 09:30

È una storia che ha dell’incredibile. A sentirla potrebbe sembrare il lieto fine di un romanzo. Invece no, è realtà. Una famiglia indonesiana che aveva smarrito i suoi figli durante lo tsunami del 2004, a distanza di dieci anni e nel giro di pochi mesi, è riuscita a ritrovarli entrambi. Tutto iniziò con il devastante cataclisma. Il bilancio delle vittime fu impressionante: 226 mila morti, migliaia di dispersi ancora non rintracciati e quasi cinque milioni di persone costrette a vivere da sfollati. In tutto questo dolore c’è però la storia della famiglia Rangkuti, che il giorno dello tsunami si trovava in casa insieme ai due figli. Le loro vite furono separate da un’onda alta più di dieci meri che spazzò via la loro abitazione e i due figli, Arif di sette anni e Jannah di quattro. Le ricerche dei genitori durarono più di un mese, ma alla fine la coppia si arrese, convinta che non ci fosse più alcuna speranza di ritrovare vivi i due bambini.

A giugno il ritrovamento della figlia. Lo zio della quattordicenne, che vede per le strade di un villaggio una ragazzina che assomiglia moltissimo alla nipote Jannah. Così comincia a fare domande ai locali. Scopre che è stata travolta dallo tsunami di dieci anni fa e trascinata dalle onde violente lontano da Aceh, dove viveva con la sua famiglia, una zona sperduta nel sud ovest della provincia dove lo tsunami ha ucciso 170 mila persone. Lì un pescatore l’ha soccorsa e portata dalla sua anziana madre, che per dieci anni si è occupata di lei, chiamandola Wenny. Dopo aver sentito la storia, i genitori di Jannah si sono subito precipitati a conoscere la ragazzina e hanno scoperto che si trattava proprio della loro bambina. «Dio ci ha regalato un miracolo», ha detto la mamma. «Io e mio marito siamo felicissimi di aver ritrovato nostra figlia dopo dieci anni. Il mio cuore batteva all’impazzata quando l’ho vista. L’ho abbracciata e lei si è gettata tra le mie braccia». Dopo il primo ritrovamento i genitori hanno riconquistato speranza ed erano fiduciosi di poter ritrovare anche l’altro loro figlio, Arif, che come la sorella aveva cercato di resistere alla furia delle onde aggrappato a un pezzo di legno.

 

tsunami

 

Il secondo miracolo: trovano anche il figlio. Lana Bestari e Fajri Windu avevano trovato una notte il ragazzo addormentato fuori del loro internet cafè e avevano deciso di lasciarlo dormire nel loro locale, dandogli cibo e vestiti. Fino a quel momento aveva vissuto in edifici abbandonati e mercati, prima di approdare nel piccolo bar della città di Payakumbuh. È stato dopo aver visto la foto di Arif bambino in tv, che la signora Bestari ha contattato i genitori del ragazzo. «Sono rimasta scioccata, ho visto la foto di un ragazzo che ho riconosciuto benissimo», ha detto. Così Arif, dopo 10 anni, ha parlato al telefono con i suoi genitori. Jamiliah, la madre del ragazzo, e suo marito si sono precipitati a Payakumbuh con l’altra figlia, Jannah, per riabbracciarlo. «Ho pregato ogni notte, perché nel mio cuore, ho sempre saputo che mio figlio era vivo», ha detto la madre ai giornalisti. Il ricongiungimento della famiglia Rangkuti é avvenuto nell’abitazione della coppia che mesi fa ha accolto Arif.

Lo tsunami. Il maremoto dell’Oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell’epoca moderna. Si è sviluppato nell’arco di poche ore, colpendo l’intero sud-est dell’Asia e giungendo a lambire le coste dell’Africa orientale. L’evento è avvenuto il 26 dicembre 2004 quando un violentissimo terremoto di magnitudo 9,3 ha colpito l’Oceano Indiano al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia). È stato il terzo più violento degli ultimi quarant’anni, dopo il sisma che colpì Valdivia in Cile il 22 maggio del 1960, e quello che colpi l’Alaska nel 1964. Ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sia direttamente, sia attraverso il maremoto che ha colpito vaste zone costiere dell’area asiatica.

Gli tsunami hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell’Indonesia, dello Sri Lanka, dell’India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh e delle Maldive, giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya, ad oltre 4.500 km dall’epicentro del sisma.

 

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