Sì, il cioccolato. Ma non solo

La classifica degli alimenti che “alimentano” la felicità

La classifica degli alimenti  che “alimentano” la felicità
01 Ottobre 2018 ore 09:05

Aspirare a essere felici a tavola mangiando i cibi giusti sarebbe pretendere un po’ troppo. Tuttavia è possibile migliorare il nostro umore, influenzando la qualità delle emozioni, orientando cioè le nostre predisposizioni mentali e interiori verso l’ottimismo. Questo sì che è possibile grazie ad alcuni ingredienti “umorali e tonici” presenti nella composizione cellulare dell’alimento. Da tanto tempo scienziati e nutrizionisti stanno studiando la relazione positiva fra alimenti-tono umorale e/o emozioni e sono giunti alla gustosa conclusione che ad avvantaggiare questa liaison sono almeno una decina di buoni cibi.

 

 

Il cibo, che emozione! È possibile pensare di stare bene a tavola? Non si intende comodamente seduti, in compagnia di partner e amici, davanti a un abbondante piatto di pasta succulenta. Perché già la quantità del cibo minerebbe il “buon” concetto di salute sana; dunque non è proprio questo ciò a cui ci riferiamo. Bensì a qualche cosa di più intimo, quasi nobile, come le emozioni. Le quali possono essere dapprima sensorialmente risvegliate dal profumo di una pietanza che pervade le narici, contaminando poi con questo benessere aromatico le papille gustative che cominciano a titillare, fino a pervadere l’intero palato. Poi quelle buone sensazioni viaggiano in una doppia direzione virtuale: scendono giù fino al cuore e instillano un po’ di positività e (ri)salgono fino al cervello dove accendono i recettori del buon umore. Ecco: la giornata cambia sapore dopo queste sensazioni, e termina o continua con toni positivi, a seconda del momento in cui questo rapporto con il cibo si instaura: a pranzo o a cena.

La top 10 dei cibi “felici”. Il segreto, però, non è mangiare di tutto o di più, ma scegliere alimenti che entusiasmano gusto-mente-cervello in un perfetto rapporto simbiotico, coinvolgendo l’insorgere dell’emozione nello stesso identico momento o a brevissima distanza. Ed è una esplosione gustativa ed emotiva che non si dimenticherà, a memoria di uomo. Se l’idea di provare cotanta bellezza vi tenta, allora mettete nel piatto una “fusion” di felici sapori.

 

 

  1. Quinoa: in un’epoca dal gusto etnico, non si poteva che cominciare da questi semi versatili, leggeri e saporiti che si prestano alla preparazione di tantissime ricette, dall’antipasto al (quasi) dolce. Si tratta di un pseudo-cereale buono e ricchissimo perché contiene tutti gli otto amminoacidi essenziali che lo rendono un pasto completo. Le sue migliori qualità sono che può nutrire anche i celiaci, perché è priva di glutine, senza fare ingrassare essendo a basso indice glicemico, ovvero non innalza lo zucchero nel sangue dopo averla mangiata. La quinoa nutrizionalmente è molto ricca di proteine, 4.5 grammi ogni 100 all’incirca, ma anche di minerali e di sostanze antiossidanti. Insomma, sembrerebbe proprio un “super-food”. Perché è un cibo felice? Gli studi nutrizionali dimostrerebbero che le buone quantità di flavonoidi contenuti sollevano l’umore, contrastando innanzitutto gli stati e le tendenze depressive.
  2. Salmone: ci sta dopo la quinoa, perché la sua superficie potrebbe pure essere ricoperta da questi semi prima di essere cotto in padella. La ricchezza del salmone è contenuta soprattutto nei grassi acidi Omega 3 i quali agiscono sulla serotonina, un neurotrasmettitore del buon umore, migliorandone il tono. Dunque è un alimento essenziale, che non deve mancare nella dieta di chi cerca serenità con la tavola.
  3. Funghi: andrebbero consumati non solo in autunno, sebbene sia la stagione più propizia. Il loro ricco apporto di vitamina D, elemento che si immagazzina per la maggior parte dal sole, allontana il rischio di “blue mood”, una visione più pessimistica delle cose.
  4. Carne bianca, frutti di mare, verdura a foglia verde: qui la lista potrebbe essere molto più lunga perché comprende gli alimenti con vitamina B6 che ha il potere di convertire il triptofano in serotonina, l’ormone dell’ottimismo, se non proprio della felicità.
  5. Cioccolato fondente: che bontà! Sono ormai risaputi i gustosi effetti di questi quadretti sul nostro stato psico-emotivo. Li riconferma anche uno studio del 2009 dell’American Chemical Society secondo cui il cioccolato, fondente o extra-bitter, aiuta ad abbassare i livelli di stress e ad alzare il livello di endorfine, sostanze che fanno bene e nutrono l’umore di positività.
  6. Spinaci, cavoli, rape: e tanti altri. Sono una gamma di alimenti che forniscono all’organismo acido folico, una sostanza preziosa senza la quale calano i livelli di serotonina e l’umore, di conseguenza, se ne va sotto i tacchi.
  7. Noci e frutta secca, semi e avocado: questi e altri cibi forniscono magnesio, un minerale di cui siano poveri; ne introduciamo poco con la dieta e spesso andiamo in carenza. Un vero peccato perché la sua presenza nell’organismo aiuta a tenere in equilibrio i livelli di serotonina e con essi a “bilanciare” anche l’umore.
  8. Patate: non di tutte le qualità, ma prevalentemente dolci, quelle americane per intenderci, un po’ oblunghe e che finiscono a punta. Queste, più delle altre tradizionali, sono maggiormente ricche di vitamina A, vitamina D e potassio, un mix di sostanze benefiche per lo spirito allegro. Senza dimenticare che proteggono anche la salute cardiovascolare.
  9. Crauti, tempeh, miso, kefir, kombucha e kimichi: ovvero cibi e bevande fermentate contenenti batteri buoni che proteggono la salute dell’intestino, un indicatore del nostro benessere, e la funzionalità digestiva. Gran parte della serotonina arriva proprio dall’intestino ed è ormai confermato il rapporto di dipendenza tra salute dell’intestino e cervello: se sta bene uno, sta bene anche l’altro. Allora non trascuriamo anche un po’ di “fermento”, alimentare si intende, nella nostra dieta.
  10. Mirtilli, bacche di Acai, frutti di bosco: sono anch’essi dei “superfood”, perché nutrono con tanti preziosi elementi, soprattutto vitamine e antiossidanti. I mirtilli sembrano attivare nei recettori cerebrali risposte positive e segnali di benessere, al pari delle bacche di Acai. Dunque, se in queste buone settimane fate ancora scampagnate nei boschi, non dimenticate di tornare a casa con un ricco cestino di mirtilli, colti di fresco. E già è acquolina in bocca!
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