In via Terzi di Sant’Agata

La mamma e la figlia che a Curno sfidano i grandi centri commerciali

La mamma e la figlia che a Curno sfidano i grandi centri commerciali
Pensare positivo 26 Luglio 2018 ore 03:30

Non è vero che i negozi di paese chiudono tutti inesorabilmente, uno dopo l’altro. Non è vero che l’egemonia e lo strapotere dei grandi centri commerciali spaventano e inibiscono le iniziative dei piccoli imprenditori. O almeno, non sempre è vero. Capita anche, come è successo in questi giorni a Curno, che una madre e una figlia raccolgano il guanto di sfida e si mettano in gioco, proponendo il loro stile e il loro buonumore in un piccolo spazio in via Terzi di Sant’Agata che è un vero gioiellino, una boutique che propone capi da outlet di grandi firme. «Abbiamo deciso di creare questa nuova attività insieme, io e Federica – ci racconta Francesca Sagula, una delle due titolari, mentre mostra il locale completamente ristrutturato -. Anche se, in effetti, la mente di tutto è stata mia figlia. È lei che ha trovato questo posto, è lei che ha fatto delle ricerche per capire che tipo di abbigliamento avremmo potuto proporre, è lei che ha inventato il marchio Fb Outlet».

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La prima domanda che sorge è come mai la scelta sia caduta proprio su Curno, regno dei centri commerciali.
«È caduta su Curno perché comunque è un paese limitrofo a Bergamo, ed è una zona molto sviluppata proprio grazie a questi grandi colossi. Ci piaceva tentare qui, anche perché credo che, nel cuore del paese, non ci siano molti negozi di abbigliamento. Io nel settore ci lavoro già da tempo, abbiamo altri punti vendita e, per esperienza, so che a volte la gente si può anche stancare dei centri commerciali, dove c’è confusione e dove molto spesso i negozi non hanno una figura di riferimento con cui approcciarsi. Nei centri commerciali trovi ormai queste grandi catene dove vanno a vestirsi i ragazzini perché, con una spesa limitata, riescono a comprarsi parecchi capi, che hanno la possibilità di cambiare spesso e volentieri come piace a loro. Oppure ci sono i bei negozi, ma lì già si alza di parecchio il target di spesa, e di conseguenza forse il medio utente finale fa un po’ di fatica. Quindi abbiamo pensato a questo genere di esercizio, che ci permette di offrire un prodotto comunque medio alto, con un prezzo molto competitivo rispetto agli altri. Per questo abbiamo cercato un locale a Curno che si adattasse alle nostre esigenze, e abbiamo trovato questo posto, piccolo nella metratura, perché quando inizi ex novo in una nuova sede non sai come andranno le cose. Per cui l’investimento è meglio farlo ridotto e graduale, perché poi sarà tutto in funzione di questo. Così è nata questa boutique che vende outlet. A noi piace molto il contatto con la gente, inteso come il poter parlare, il poter capire le loro esigenze e cercare di soddisfarle, il poter consigliare o anche sconsigliare, non fa niente se non vendi in quel momento, però intanto acquisti la fiducia delle persone e cominci a vendere anche un po’ la tua immagine. In questo modo le persone imparano a rispettarti, ad apprezzarti, e quindi a fidarsi nello stesso tempo».

Mi sembra di capire che la presenza sul territorio di tutti questi centri commerciali sia stata per voi un bell’incentivo.
«Esatto! Noi abbiamo fatto il ragionamento contrario rispetto a quello che si fa di solito. Abbiamo guardato la cosa da un altro punto di vista e l’abbiamo valutata un’opportunità e non una limitazione. Io non posso competere con un centro commerciale, è normale. Ci sono anche spese di gestione diverse, e il numero di utenza è di molto maggiore rispetto a quella che può passare per Curno o, nello specifico, per via Terzi di Sant’Agata. Ma se fai il negozietto di nicchia che viene conosciuto e apprezzato, poi i clienti ci vengono lo stesso, anche se non ci passano davanti. Occorre cercare di farsi conoscere, di farsi apprezzare per quello che si ha e per come lo si propone. Io penso che la gente voglia la qualità senza dover spendere cifre esorbitanti, e penso che se lavori onestamente vieni sempre ripagato. In tutte le cose ci sono sacrifici, ci sono investimenti, ci sono rischi, però il bello è proprio questo. Stare sempre ogni giorno a pensare e a competere con la vita per riuscire a raggiungere dei buoni risultati. Questo è un po’ lo spirito con il quale abbiamo intrapreso questa attività».

Raccontaci un po’ la tua storia…
«Questo genere di negozio per noi non è una novità. Abbiamo punti vendita simili dislocati un po’ su tutto il territorio. Io sono ragioniera e perito commerciale, mio padre è sempre stato un imprenditore, aveva una ditta di trasporti per conto terzi, quindi io sono cresciuta con la sua mentalità imprenditoriale di darsi da fare e di lavorare per dare giusto valore alle cose e usare con parsimonia il denaro. Perché comunque, chi fa imprenditoria onestamente va incontro a tanti sacrifici. Però è una bella soddisfazione. Ho sempre aiutato mio padre nell’attività, fin da ragazzina studiavo ma lui voleva che i pomeriggi li passassi a dare una mano nei suoi uffici, per unire la pratica alla teoria. Da lì mi ha inculcato la passione per le attività imprenditoriali. L’idea di buttarmi nel settore dell’abbigliamento mi è venuta quando ero in attesa di Federica, che è la mia unica figlia. Volevo crescerla io, perché l’abbiamo aspettata tanto e il pensiero di dover andare a lavorare e star fuori tutto il giorno, dopo sette anni di attesa, mi faceva stare male. Volevo godermela senza dovermi perdere neppure un suo momento. Nella mia casa di proprietà, al piano inferiore, c’erano dei grandi magazzini. Così ho pensato di aprire un negozio lì sotto, in modo tale da potermi tenere la mia bambina vicina. Vent’anni fa ho cominciato così in questo settore; prima trattavo ogni genere di abbigliamento, uomo, donna e anche il bimbo. Ma quest’ultimo mi occupava tantissimo spazio, perché le taglie vanno da 0 a 16 anni e richiedono un’immensità di scaffali. Così come le calzature, che abbiamo inserito per un certo periodo».

All’Fb Outlet avete inserito anche le borse. Quindi abbigliamento, ma con un occhio all’accessorio firmato.
«Sì, abbiamo inserito le borse da donna perché legano moto bene con il genere di abbigliamento che proponiamo. A tutti fa piacere avere una borsa di qualità, e anche in questo caso riusciamo a tenere i prezzi bassi, anche grazie a tutti gli anni di collaborazione con le aziende che ci riforniscono. Con l’outlet abbiamo tante cose della collezione attuale, ma spesso proponiamo la collezione precedente, che è sempre e comunque dell’ottima merce. E che consente un enorme abbattimento di prezzo, perché le aziende preferiscono svendere piuttosto che avere una giacenza di magazzino. Abbiamo Gaudì, Liu Jo, Guess, Armani, Trussardi, Twin Set; ecco, questi sono solo alcuni dei marchi che si possono trovare nel nostro negozio. Spero che gli abitanti di Curno apprezzino questa cosa e che ci sia un riscontro positivo. Da parte nostra ce la metteremo tutta, perché crediamo in questo progetto. Devo dire che, in questi primi giorni, siamo state accolte benissimo. Credo che, in questo lavoro, più di tutto sia fondamentale il passaparola, perché se entra una persona e si trova bene, poi lo dice ai suoi amici e conoscenti e questo è il miglior modo per farsi conoscere».

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