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“La misura del tempo”, il film che racconta il Covid a Bergamo grazie ai volti della polizia

Realizzato dal regista Stefano Ribaldi, il cortometraggio è stato presentato in anteprima nella giornata di apertura della 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma. Le suggestive immagini della città, ritratta in bianco e nero, sono accompagnate dalle parole del questore Maurizio Auriemma

“La misura del tempo”, il film che racconta il Covid a Bergamo grazie ai volti della polizia
Pensare positivo Bergamo, 24 Novembre 2020 ore 13:00

Un cortometraggio che racconta, attraverso i volti e le parole di donne e uomini della Polizia di Stato, la complessità di una professione che, per sua natura, si confronta con le realtà più dure e difficili della nostra società. È il tema al centro del documentario “La misura del tempo”, realizzato dal regista Stefano Ribaldi e presentato in anteprima nella giornata di apertura della 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma, tenutasi dal 15 al 25 ottobre. Nel cortometraggio vi è anche una parte dedicata a Bergamo, la città più duramente colpita dall’emergenza sanitaria. Le suggestive immagini della città, ritratta in bianco e nero, sono accompagnate dalle parole del questore Maurizio Auriemma. «Il motto di Bergamo è di non mollare mai, “Mola mia”; il popolo bergamasco ha nel patrimonio genetico di essere un popolo battagliero, dignitoso e con molto orgoglio che abbassa la testa solo per lavorare, non per altri motivi».

«Il primo imperativo era di stare bene noi per far star bene gli altri, non potevamo ammalarci – aggiunge il questore Auriemma -. Le sirene non smettevano di suonare, era un continuo viaggio di ambulanze avanti e indietro dagli ospedali. Il nostro compito è stato cercare di fare in modo che tutti stessimo a casa per poter consentire alla sanità di poter affrontare questa emergenza. Inizialmente mancavano dispositivi, ossigeno e respiratori».

Non mancano testimonianze intense e toccanti, come quella di Nicola Barbato che, costretto in sedia a rotelle, racconta con grande dignità di sé, della sua esperienza e del proprio sacrificio; o la storia di Maria Teresa Turazza, madre di Davide e Massimiliano, entrambi caduti in servizio, impegnata da anni a parlare con i giovani, lanciando messaggi di speranza per il futuro. Il documentario raccoglie numerose vicende di umanità e solidarietà, di competenza e professionalità, di dedizione nel campo della formazione e del soccorso pubblico oltre che di tenacia e abilità nel campo investigativo. È possibile vedere il docufilm gratuitamente collegandosi a Youtube (QUI il link) o sul sito della Questura di Bergamo (QUI il link).

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