Sei di Albino seghe...

La pagina Facebook di Albino giovane, irriverente e satirica

La pagina Facebook di Albino giovane, irriverente e satirica
03 Ottobre 2019 ore 05:00

Ispirandosi alle beghe social di adulti “imbruttiti”, ha visto la luce una giovane, fresca e divertente pagina demenziale dal nome tagliente – “Sei di Albino seghe:” -, la cui immagine di copertina riprende lo striscione relativo ai tristi fatti di Bibbiano reinterpretato in «parlateci di via Mazzini» e porge il benvenuto a fan e visitatori. I suoi autori scrivono a presentazione della pagina: «Cercando di emulare i valori che distinsero “Sei di Albino se…” nella sua epoca d’oro, svisceriamo il mondo dei senior, ricercando la vera essenza di un’età critica e piena zeppa di trash». Con ironia anche pungente, pare ci volessero proprio questi giovanissimi internauti per insegnare a usare civilmente i social paesani, e non nascondono un attaccamento al loro territorio. Li abbiamo sentiti, e in forma anonima si sono prestati alla presentazione della loro creatura con questa intervista semiseria.

Chi siete e cosa vi ha spinto ad aprire una pagina come la vostra?

«“Sei di Albino Seghe:” è una pagina nata l’agosto scorso con l’intento di dare una sede comune agli abitanti di Albino, un ritrovo virtuale dunque, dove chiunque voglia staccare per cinque minuti dalla realtà possa dirottarsi su Facebook e trovare immagini o video creati da noi per regalare un sorriso e perché no, anche un messaggio chiaro che sfuma perfettamente con l’umorismo. Anche se le identità della nostra squadra sono segrete possiamo dirvi che siamo un team di ragazzi che mettono in campo le proprie conoscenze sul paese e le proprie abilità grafiche e di gestione dei social».

Come avete costruito il vostro progetto comunicativo?

«Prima di iniziare questo percorso abbiamo speso giorni a progettare come esordire e che continuità dare alla pagina, innanzitutto abbiamo studiato i nostri antenati di “Sei di Albino se…” (gruppo Fb recentemente archiviato, ndr), cercando di spiegarci il loro declino dovuto alla presenza di malumori, comportamenti aggressivi da tastiera e polemiche. Il secondo passo ha previsto quindi il modo di porci agli utenti concludendo che la satira sarebbe stato un perfetto mezzo di unione e comunicazione, abbiamo di conseguenza aperto i porti all’autoironia sul nostro paese di cui sentiamo parte».

Perché lo fate, quale obiettivo vi siete prefissi? Volete lanciare messaggi?

«Inizialmente l’idea andava nella direzione di esperimento sociale, infatti immaginavamo che i cittadini ci potessero considerare fuori luogo, visto il nostro piglio politicamente scorretto; invece, fuori da ogni previsione, la pagina è piaciuta ed è cresciuta assecondata e sostenuta dall’opinione pubblica cittadina, suscitando in noi meraviglioso stupore. Siamo orgogliosi che gli albinesi abbiano subito capito il nostro registro e di conseguenza accettato alcuni post piccanti come per esempio le nostre fake news le quali, ricordiamo, sono di origine controllata e senza olio di palma; oppure quando ironizziamo per esempio sull’inesistenza di…

 

Articolo completo a pagina 51 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 3 ottobre. In versione digitale, qui.

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