Natura

Lasciate il romice nei vostri giardini: le farfalle vi faranno visita

Consiglio dall'Oasi Wwf di Valpredina per rendere i nostri spazi verdi più "ospitali"

Lasciate il romice nei vostri giardini: le farfalle vi faranno visita
31 Marzo 2020 ore 08:40

«Anche se c’è qualche nuvola in questi giorni, la natura ci regala i suoi colori», scrive su Facebook l’Oasi Wwf di Valpredina. La Lycaena phlaeas (chiamata anche Argo bronzeo) della foto «è ancora un po’ infreddolita. I bruchi di questa specie e si nurtono di Rumex (nome scientifico del lapazio o romice, ndr), un’altra di quelle erbe che vien purtroppo estirpata dai giardini. Usiamo questo tempo per progettare il nostro giardino o balcone in modo da inserire per il futuro qualche pianta nutrice per bruchi e farfalle, verranno a trovarci regalandoci colori ed osservazioni interessanti», consigliano dall’Oasi.

Cos’è il Rumex. Il romice comune, o lingua di vacca, è una specie a distribuzione subatlantico-sudeuropea presente con quattro sottospecie in tutte le regioni d’Italia salvo che in Sicilia; la sottospecie nominale manca soltanto in Puglia e Sicilia. Cresce in vegetazioni ruderali lungo strade e fossi, in discariche, insediamenti rurali, coltivi, prati da sfalcio concimati, su suoli limoso-argillosi freschi, umiferi, neutri, ricchi in composti azotati, dal livello del mare alla fascia montana superiore. La pianta ha diverse proprietà medicinali; le grandi foglie venivano utilizzate per avvolgere e conservare il burro. Il nome generico deriva dal latino “rumex” (asta, lancia, freccia), per la forma delle foglie di alcune specie.

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