Natura e famiglie

L’azienda Fior di Frutta a Gorle Raccogliamo ciliegie insieme!

L’azienda Fior di Frutta a Gorle Raccogliamo ciliegie insieme!
21 Agosto 2018 ore 05:00

Forse, non tutti sanno che a Gorle è possibile cogliere la frutta direttamente dagli alberi, grazie al progetto avviato nel 2014 e sviluppato dall’azienda agricola Fior di Frutta nel campo che si trova nella zona denominata Campi Bassi, sulle sponde del fiume, all’interno del Parco del Serio Nord, Parco Locale di Interesse Sovracomunale, Plis.

Un’azienda agricola. «L’idea è stata di mio papà Romano, che circa 25 anni fa, durante un viaggio in Francia ha sperimentato l’opportunità della raccolta diretta della frutta e ha quindi deciso di proporla anche da noi. Anche lui titolare dell’azienda agricola Il Frutteto” è stato il mio maestro, da mio papà ho imparato l’arte di questo mestiere, seguendo il suo esempio» racconta Mattia Micheletti, anch’egli titolare e promotore insieme a Dharma Ghisalberti dell’azienda agricola e di questa iniziativa. Un’iniziativa che vede impegnato anche Beppe Milanesi, architetto e funzionario provinciale, da anni attivo nel settore agronomico, delegato dell’azienda per l’elaborazione e il coordinamento dei progetti.

 

 

Prodotti e coltivazioni. «La nostra attività agricola ci consente di coltivare oltre un ettaro di terreno in via Alcaini, sulle pendici della Maresana nel quartiere di San Colombano, dove produciamo prevalentemente pere e susine autunnali. A Gorle, invece, gestiamo, in affitto per 22 anni, 20 ettari di terreno, di cui 12 destinati al seminativo e 8 piantumati a frutteto – spiega Mattia Micheletti – che abbiamo differenziato nelle coltivazioni di ciliegie, pesche, albicocche e susine; in quantità minore abbiamo anche alberi di cachi mela, alcuni alberi di fico, meli, peri e susini autunnali. Per ogni tipologia di frutto poi abbiamo selezionato diverse varietà, sia quelle antiche e autoctone sia altre più recenti, come, ad esempio, le nostre ciliegie che sono suddivise in 26 tipologie diverse di duroni». Una modalità di coltura che consente di allungare i periodi necessari alla maturazione della frutta; infatti, «suddividendo la raccolta in più periodi – continua Mattia – facciamo sì che la gente non sia costretta a raccogliere le nostre produzioni in un unico arco temporale. In questo modo si riesce a gustare il meglio di ciò che viene colto dagli alberi, valorizzando le differenti qualità organolettiche delle diverse varietà. Oltre alla coltivazione della frutta, siamo impegnati anche nell’attività di semina sui restanti 12 ettari, dove coltiviamo antiche varietà di grano e cereali, come il frumento “senatore cappelli”, una varietà particolarmente apprezzata di grano tenero, e il farro».

 

 

Pick your own. «Per noi la stagione si apre a Gorle ai primi di giugno con la raccolta delle ciliegie. Adesso è il periodo delle albicocche e tra qualche giorno inizierà quello delle pesche che durerà fino alla metà di agosto circa. Quindi, dopo un periodo di pausa, si entrerà nel periodo autunnale contraddistinto dalla raccolta delle prugne e, nel campo in via Alcaini, delle pere, delle mele e dei cachi. La modalità di raccolta della frutta è chiamata “pick your own”, ossia scegli ciò che ti piace – spiega ancora Mattia –. Dopo aver misurato che il grado zuccherino dei frutti sia arrivato al livello più alto, cioè al momento in cui i contenuti nutritivi sono maggiori e la maturazione è completa, il frutteto viene aperto alle famiglie a cui spiego, mostrandole, le diverse tipologie di alberi e le varietà di frutti a disposizione. Dopo di che, i visitatori possono assaggiare i prodotti e raccogliere direttamente dalle piante ciò che più gradiscono, a seconda dei gusti. All’ingresso del campo forniamo dei cestini, a un costo unitario di 5 euro, ma corrispondenti a pesi diversi sulla base di ciò che è possibile cogliere in quel dato periodo. Il nostro metodo di coltivazione è di lotta integrata certificata perché il nostro obiettivo è di arrivare a un modello di coltivazione biologico, che però richiede un ampio percorso, necessario a maturare la grande esperienza utile per arrivare a questa tipologia di produzione molto complessa. Al momento, dunque, abbiamo optato per un metodo di coltivazione a basso impatto ambientale e attento a un uso sostenibile delle risorse e alla tutela della biodiversità».

 

 

«Lotta integrata certificata significa effettuare azioni mirate utilizzando dosi ridotte di agenti sintetizzati in laboratorio, ogni volta diversi, soltanto nel momento in cui le piante necessitano di trattamenti, ognuno dei quali certificato e controllato dal nostro agronomo – aggiunge Mattia –. Il riscontro ricevuto in questi anni è molto positivo e ci conforta della bontà della strada intrapresa. Il numero di clienti e visitatori è in costante aumento, e ci vengono riconosciuti gli sforzi e l’impegno che mettiamo nel nostro lavoro, che oltre a offrire la possibilità raccogliere i frutti maturi consente alle famiglie di trascorrere una giornata all’aria aperta nella natura, facendo riscoprire anche ai figli la bellezza, i sapori e il valore della terra, dei suoi prodotti, e del lavoro dell’uomo».

L’impegno sociale. L’azienda Fior di Frutta non si limita all’attività agricola, ma ha altre vocazioni: in ambito sociale, puntando al reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate, e nella sfera dell’educazione e della sostenibilità ambientale. «Nel nostro articolato progetto coinvolgiamo anche le scuole e i Cre, attraverso cui anche i bambini più piccoli vengono avvicinati all’agricoltura e alla conoscenza dell’ambiente naturale – conclude Micheletti –. Durante il periodo invernale, inoltre, organizziamo corsi di potatura professionale con docenti che vengono dall’Emilia e dal Veronese con l’intento di trasmettere queste abilità a un numero sempre più ampio di persone, per far meglio comprendere tutti gli aspetti di lavoro tecnico che stanno dietro a ogni nostra produzione. Infine, collaborando con FreeGo, il centro di aggregazione giovanile nel Centro sportivo, mettiamo a disposizione di coloro che lo desiderano, oltre alla formazione e ai mezzi necessari, appezzamenti di terreno per la creazione di orti sociali, gestiti da giovani e famiglie».

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