Pensare positivo
campagna vaccinale di massa

Le Avis lombarde potranno vaccinare contro il Covid i donatori e i loro conviventi

Il Pirellone ha infatti dato il via libera all’accordo quadro. Le Avis lombarde metteranno a disposizione personale sanitario e amministrativo all’interno dei centri vaccinali massivi. Potranno attivare linee vaccinali anche nelle proprie unità di raccolta

Le Avis lombarde potranno vaccinare contro il Covid i donatori e i loro conviventi
Pensare positivo 17 Marzo 2021 ore 16:36

Nella campagna vaccinale di massa contro il Covid scende in campo anche la rete dei centri Avis della Lombardia. Il Pirellone ha infatti dato il via libera all’accordo quadro che consentirà alle Avis lombarde di mettere a disposizione strutture e personale per vaccinare donatori e loro famigliari conviventi, contribuendo a velocizzare e potenziare le vaccinazioni.

Un accordo, sottoscritto dall’assessore al Welfare Letizia Moratti e da Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia, che riconosce l’importanza dei donatori di emocomponenti per il buon funzionamento del sistema sanitario regionale.

L’importanza della donazione

Le unità di sangue e plasma raccolte sono ritenute beni strategici per il Paese. Di conseguenza si è ritenuto necessario mantenere il più possibile esenti dal rischio di contagio non soltanto i donatori volontari iscritti, ma anche i rispettivi conviventi che potrebbero essere a loro volta causa di contagio. L’obiettivo è quello di mantenere l’autosufficienza del fabbisogno regionale e nazionale di sangue e plasma.

«Ancora una volta – commenta soddisfatta Letizia Moratti – il mondo dell’associazionismo, attraverso l’Avis, darà un supporto importante alle istituzioni. La donazione di sangue è un’attività indispensabile ed è dunque fondamentale preservare il più possibile tutti i donatori volontari. La partecipazione di Avis con i suoi professionisti, donatori e operatori non può che essere un valore aggiunto».

I dettagli dell’accordo

Le 648 Avis comunali e le 12 Avis provinciali potranno quindi collaborare alla campagna di vaccinazione di massa mettendo a disposizione personale sanitario e amministrativo all’interno dei centri vaccinali massivi. Ma potranno anche attivare linee vaccinali presso le proprie unità di raccolta. Il tutto secondo appositi accordi con le Ats di competenza, che definiranno il processo attuativo per lo svolgimento della vaccinazione. Di conseguenza, ogni donatore dovrà attendere istruzioni da parte dalla propria Avis.

«Avis Regionale Lombardia conta circa 280 mila soci, che consentono la raccolta di circa 480 mila unità emocomponenti – conclude Oscar Bianchi -. Per questo motivo, i nostri donatori rappresentano un valore inestimabile per le attività ospedaliere lombarde. Incentivare la vaccinazione contro il Covid ai donatori e ai loro famigliari conviventi costituisce quindi un giusto riconoscimento alla funzione etica e determinante, svolta attraverso ogni singola donazione».