Supporto socio-sanitario

L’impegno della Croce Oro Stezzano Dodici volontari per 4mila viaggi

L’impegno della Croce Oro Stezzano Dodici volontari per 4mila viaggi
Pensare positivo 22 Agosto 2018 ore 11:07

Tra i vari campi d’azion e del volontariato, quello legato alla sanità è uno dei più diffusi in Italia. Lo dimostrano il gran numero di volontari e le tante associazioni presenti nel nostro Paese; da quelle più grandi e ramificate, che contano migliaia di iscritti, fino alle piccole onlus attive sul territorio – poco appariscenti ma straordinariamente importanti nella realtà di tutti i giorni – che grazie alla passione e all’impegno dei soci giocano un ruolo fondamentale nel migliorare la qualità della vita di tante persone.

Uno stezzanese. Tra queste c’è Croce Oro Stezzano, un’associazione nata nel settembre del 2010 grazie all’iniziativa di un gruppo di persone unite dall’esperienza di volontariato con la Croce Bianca Città di Bergamo. Tra loro anche Fabio Parati, stezzanese classe 1957 che riveste l’incarico di presidente, che racconta così la genesi del gruppo: «Parlando tra noi ci dicevamo spesso che un’associazione di questo tipo avrebbe fatto molto comodo in paese – rivela –. L’esperienza con la Croce Bianca è stata molto utile in questo senso: nonostante si svolgano attività completamente diverse ci è servita per capire le regole da rispettare e comprendere i bisogni della gente». Il progetto è partito ufficialmente quando Fabio è andato in pensione, visto che da quel momento poteva finalmente disporre del tempo necessario per dedicarsi anima e corpo alla nuova realtà.

 

 

I servizi. L’idea iniziale era quella di dar vita a un’associazione di tipo socio-sanitario per il trasporto in ospedale di malati in condizioni di salute tali da imporre un trasporto in ambulanza: «Abbiamo fatto domanda all’Asl nel novembre del 2010, quando era in vigore una normativa regionale che prevedeva un iter abbastanza agevole. Nel dicembre dello stesso anno è però comparsa una nuova normativa che ha reso il nostro cammino molto più complesso». A causa di questo cambiamento burocratico i soci fondatori hanno dovuto modificare in corsa i piani iniziali: il carattere socio-sanitario dell’associazione è stato mantenuto, rinunciando però alle attività di soccorso e trasporto in ambulanza.

I prelievi del sangue. I servizi di cui Croce Oro Stezzano ha deciso di occuparsi sono i prelievi del sangue a domicilio e il trasporto sociale di anziani e disabili. «I prelievi del sangue vengono effettuati da personale infermieristico regolarmente iscritto all’albo – precisa Fabio –; mentre i volontari che non hanno una preparazione medica specifica si occupano di tutto il lavoro di supporto, dalla consegna delle provette alla stampa dei referti me dici». Si tratta degli stessi prelievi che vengono effettuati in ambulatorio (tranne nel limitato caso di alcuni esami specifici) e ne usufruiscono circa 400 persone all’anno. A causa del numero limitato del personale infermieristico questo servizio è tuttavia disponibile esclusivamente un giorno alla settimana: «Attualmente effettuiamo i prelievi solo il martedì mattina, perché per via dei turni in ospedale dei nostri infermieri non è possibile fare di più. Ci stiamo però attivando per cercare nuovi volontari infermieri – annuncia il presidente –, perché vogliamo introdurre questo servizio anche in altri giorni della settimana».

 

 

Il trasporto di anziani e disabili. L’altra attività dell’associazione riguarda il trasporto sociale di anziani e disabili e viene svolta in collaborazione con il Comune di Stezzano. In questo caso ai volontari è affidata la gestione delle richieste che giungono ai servizi sociali del comune (a cui spetta l’approvazione e ogni decisione in merito ai costi del servizio), oltre al trasporto delle persone utilizzando i quattro mezzi (due auto e due pulmini) in dotazione: «Effettuiamo più di 4mila viaggi all’anno, che vengono divisi tra dodici volontari». Gli stezzanesi che ricorrono al servizio in modo costante sono una cinquantina, anche se non mancano richieste estemporanee per uno specifico trasporto. Si tratta soprattutto di bambini e ragazzi disabili che devono essere accompagnati a scuola e di anziani soli che devono recarsi in ospedale per visite e terapie: «Non sono persone che necessitano di trasporti protetti in ambulanza o di una specifica assistenza. In questo aspetto i trasporti sociali si differenziano rispetto ai trasporti sanitari».

Lo stile del volontariato. I volontari di Croce Oro Stezzano sono circa quaranta – dei quali la stragrande maggioranza risiede in paese – e sono soprattutto pensionati e casalinghe, visto che possono dedicare all’associazione una quota importante del loro tempo, ma non sono esclusi neppure i lavoratori: «A differenza di altre associazioni non chiediamo un numero minimo di ore o turni settimanali di servizio: tra i volontari c’è chi effettua poche ore a settimana e chi invece è attivo cinque ore al giorno per cinque giorni su sette». Ma oltre alla quantità del tempo da dedicare agli altri, molto importante è anche la qualità del servizio offerto. Per Fabio e per gli altri soci il volontariato rappresenta un impegno quotidiano in cui non trovano posto la ricerca degli applausi e l’inutile protagonismo, ma dove c’è spazio solo per il reale desiderio di dare una mano. Un atteggiamento che è sintomo di un modo di fare umile e sincero, e che al contempo rivela la piena consapevolezza del proprio ruolo: «Purtroppo a volte nel mondo del volontariato ci sono persone che pensano di venire prima dell’attività che svolgono. Personalmente ho scelto di fare quello che faccio semplicemente perché volevo farlo e ne avevo la possibilità».

In fondo è sempre meglio lasciar parlare i risultati, e quelli di Croce Oro Stezzano delineano uno scenario roseo che è di buon auspicio per la crescita dell’associazione: «Il bilancio di questi anni è sicuramente positivo – conclude il presidente –. Quando abbiamo iniziato ad effettuare i prelievi eravamo solo in due persone, mentre oggi abbiamo quattro infermiere e tre volontari che si occupano della preparazione». Dei numeri che all’apparenza dicono poco, ma da cui passa la quotidianità, più serena, di tante persone.

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