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Da Terre d'America

Le mangrovie salveranno Cuba

Le mangrovie salveranno Cuba
Pensare positivo 16 Agosto 2014 ore 08:50

Il Mare Caraibico sta sommergendo l’arcipelago cubano. Lentamente, ma inesorabilmente. La notizia è stata riportata da Terre d’America. I fattori responsabili del fenomeno sono i soliti noti: riscaldamento globale e scioglimento dei ghiacci ai poli. Le stime prevedono che, a Cuba, l’innalzamento del livello del mare sarà di 27 centimetri entro il 2050 e di 85 entro il 2100. Questo comporterà la perdita del 2, 31 percento del suolo.

Il processo è iniziato qualche decennio fa. I pescatori ricordano, infatti, che la linea costiera si trovava cento metri più in là, rispetto ad oggi. Ricordano un paesaggio che non c’è più, scomparso sotto il mare: strade, case e un carro armato. Gli abitanti hanno constatato che il mare avanza ogni anno di circa due metri. I dati dell’Istituto di Oceanologia di Cuba confermano: nel corso degli ultimi cinque decenni il livello del mare è aumentato in media di 10 pollici. Lo Studies Institute ha elaborato delle previsioni, secondo le quali 122 località costiere di Cuba potrebbero essere seriamente danneggiati. Più di novemila edifici costruiti lungo la costa e numerosi stabilimenti termali verrebbero distrutti.

Ma una soluzione, forse, c’è. Sono le foreste di mangrovie, che da sempre hanno costituito un argine naturale contro l’erosione costiera. Non riusciranno ad arrestare l’innalzamento delle acque, ma proteggeranno la terra cubana dal rischio di sommersione. Negli ultimi anni, però, le mangrovie sono state tagliate senza criterio, per essere utilizzate a fini commerciali. Questo tipo di vegetazione si presta a una molteplicità di impieghi davvero ragguardevole, che però ne mettono a rischio la sopravvivenza, esponendolo a un eccessivo sfruttamento. Dalle mangrovie si ricavano tinture, sono usate nelle costruzioni, nella fabbricazione dei mobili, in agricoltura, nella produzione di carbone e anche nell’industria farmaceutica.

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Le autorità cubane stanno correndo ai ripari. Reyner Samón, dell’Istituto Cubano di Ricerche Agroforestali, ha detto che «oltre il 30 per cento delle mangrovie versa in uno stato critico. La situazione è talmente seria da aver spinto ad intervenire Raúl Castro in persona: proprio lui l’anno scorso ha proibito il taglio delle piante, oltre ad aver dato impulso ad un piano nazionale per la loro gestione sostenibile». Sono state inoltre attivate programmi informativi per la popolazione e ci si sta muovendo per realizzare campagne di sensibilizzazione per gli studenti. Il Fondo per l’Adattamento al Cambio Climatico delle Nazioni Uniti ha inviato aiuti economici a sostegno della riforestazione. L’impegno delle autorità cubane e il sostegno ricevuto dalle Nazioni Uniti hanno accresciuto di 36 mila ettari l’estensione delle foreste di mangrovie in tutto il paese.

 

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