La proposta

Nel futuro della cascina Ponchia uno spazio di co-housing per persone autistiche

Stanziamenti di ben 1,7millioni di euro per la riqualificazione, provenienti da oneri di urbanizzazione

Nel futuro della cascina Ponchia uno spazio di co-housing per persone autistiche
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La Cascina Ponchia potrebbe divenire uno spazio di co-housing per persone con disturbi dello spettro autistico: la Giunta del Comune di Bergamo ha dato parere positivo al percorso di co-progettazione del nuovo servizio dopo aver accolto la proposta dell’Associazione Spazio Autismo di Bergamo.

Il Comune ora apre una seconda fase, ovvero quella di pubblicazione di un avviso pubblico, con il quale si dà notizia della valutazione positiva della proposta di Spazio Autismo e si dà agli altri enti del terzo settore eventualmente interessati la possibilità di presentare la propria proposta progettuale, con la conseguente valutazione comparativa fra le proposte pervenute. L’Amministrazione aveva recentemente annunciato la volontà di avviare un progetto di alto valore sociale negli spazi della cascina, di proprietà del Comune di Bergamo e ritornata nelle disponibilità dell’Amministrazione dopo alcuni anni di occupazione abusiva.

A poche settimane dall’annuncio dello stanziamento, proveniente dagli oneri di urbanizzazione dell’area ex Italcementi, di ben 1,7millioni di euro per la riqualificazione della cascina e dall’approvazione dell’operazione arrivano quindi novità anche sul progetto sociale che il Comune di Bergamo mira a insediare nell’immobile pubblico sito in via Ponchia, nel quartiere di Monterosso.

La proposta progettuale depositata nelle scorse settimane dall’Associazione Spazio Autismo prevede la realizzazione nell’immobile di una “Comunità Alloggio” quale Unità d’Offerta Sociale residenziale rivolta ad un target composto da 12 persone di età compresa tra 25 e 45 anni, con problemi dello spettro autistico, residenti nei Comuni dell’Ambito territoriale 1 di Bergamo, con priorità ai residenti nel Comune di Bergamo.

Il piano ha come obiettivo quello di favorire il raggiungimento di un maggior grado di indipendenza delle persone con disabilità nella gestione di sé, delle azioni della vita quotidiana, nei diversi aspetti delle attività occupazionali o lavorative, ponendo i presupposti per una “vita indipendente”.

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