Più di un freddo elenco di punteggi

Nella sua città natale, davanti ai capolavori della Carrara, presentata la Guida Veronelli 2021

Nella sua città natale, davanti ai capolavori della Carrara, presentata la Guida Veronelli 2021
Bergamo, 22 Ottobre 2020 ore 18:00

di Francesca Fenaroli

Un cielo uggioso ed una brezza tipicamente autunnale hanno accompagnato il ritorno a casa della Guida Oro i Vini di Veronelli 2021, presentata questa mattina (22 ottobre) nella splendida cornice dell’Accademia Carrara all’insegna dell’ottimismo e della speranza. Questo volume, curato fino al 2005 (anno della sua scomparsa) direttamente da Gino Veronelli, il padre della critica enologica italiana, è il degno erede dei suoi storici cataloghi firmati fin dagli anni Cinquanta. Circondati e allietati dai capolavori di Tiziano, il direttore del Seminario Andrea Bonini e i curatori della Guida Andrea Alpi, Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello hanno rivelato, al pubblico presente sia in sala che in diretta streaming sui canali social dell’associazione, le novità di questa edizione e in particolare hanno annunciato i Dieci Sole, i vini che hanno ottenuto un premio speciale dalla Redazione: questi capolavori enologici sono stati scelti non solo in base alla classica scala di votazione in centesimi, ma sono stati premiati all’unanimità dai curatori per le emozioni e la storia che racchiudono nella bottiglia.

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La Redazione della guida, che ama definirsi ‘artigianale’ ha recensito 16.679 etichette e descritto 2.099 produttori, un lavoro immane di impegno, costanza e competenza e solo dieci di questi, per quest’anno, sono stati considerati dei ‘racconti in forma di vino’:  il Lessona 2016 di Noah Andrea Mosca (Brusnengo, BI), l’ Areum Malvasia di Candia Aromatica Passito 2017 di Antonio Panigada (San Colombano al Lambro, MI), l’ Alto Adige Pinot Noir Riserva Renaissance 2016 di Gump Hof e Markus Prackwieser (Fiè allo Sciliar – Vols am Schlern, BZ), il Friuli Colli Orientali Verduzzo Friulano 2017 di Jacùss (Torreano, UD), Le Pupille Toscana Syrah 2015 di Le Pupille (Grosseto), il Ruggine Marche Rosso 2014 di Clara Marcelli (Castorano, AP), il Majolo Bianco Umbria 2015 di Zanchi (Amelia, TR), il Katà Catalanesca del Monte Somma 2019 di Cantine Olivella (Sant’Anastasia, NA), l’ Etna Bianco Superiore Contrada Villagrande 2017 di Barone di Villagrande (Milo, CT), lo Jù Isola dei Nuraghi Rosso 2017 di Cantine di Dolianova (Dolianova, CA).

Dalle montagne del Trentino Alto-Adige all’insospettabile vitigno milanese, passando per la campagna toscana e marchigiana, fino alle terre assolate di Sardegna, Campania e Sicilia, i vini premiati rappresentano a 360 gradi il panorama caleidoscopico del mondo vitivinicolo italiano. Purtroppo, quest’anno nessun vino bergamasco ha meritato l’ambito riconoscimento, ma lo zampino nostrano è comunque presente nella nuova veste grafica della guida, ideata e curata da Giulia Sonzogni e dallo studio Dugongo.  Ma hanno ancora senso le guide enciclopediche sui vini in un’era dove tutto deve essere smart, veloce e possibilmente comprensibile in un nanosecondo? La Guida Veronelli si differenzia da altri volumi concorrenti, non solo per l’eredità racchiusa nel proprio nome, ma soprattutto per le parti descrittive e ricche di dettagli dedicate alle varie regioni e ai produttori: non è solo un freddo elenco di punteggi, ma una somma di narrazioni che possono appassionare il lettore quasi come un romanzo.

Considerando il periodo di restrizioni e chiusura forzata in casa in certi orari, non ci resta che immergerci nel magico mondo del nettare di Bacco, scoprendo nuove chicche, etichette e il percorso affascinante che si cela dietro un semplice calice di vino, pronti per ordinarle, acquistarle e assaggiarle, coprifuoco permettendo. Guida Veronelli è disponibile in tutte le librerie e online dal 10 novembre al prezzo di 32 euro.

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