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I funerali del tifoso del Napoli

Le parole della mamma di Ciro

Le parole della mamma di Ciro
Pensare positivo 26 Giugno 2014 ore 15:00

“Noi abbiamo tanto pregato, abbiamo pregato da prima che sapessimo che Ciro era il ferito grave. Quando l’ho saputo, non ho perso la pace che ho trovato con la preghiera. Questo ragazzo aveva mille motivi per bestemmiare e, invece, ringraziava e onorava il Signore. E anch’io oggi ringrazio Dio per la forza che ha dato a me e alla mia famiglia. Voglio ringraziare le migliaia di persone che ci sono state vicine lì al Gemelli, dalle più umili alle più importanti. La memoria di Ciro porti gioia, pace ed amore. Grazie a tutti, mantenete alta la bandiera dello Sport e dell’Amore, mantenete alta la bandiera di Ciro Esposito”.

Scampia, Napoli, 27 giugno 2014, funerali di Ciro Esposito, tifoso del Napoli ferito a morte il 3 maggio 2014, mentre andava allo Stadio Olimpico per assistere alla finale di Coppa Italia fra Napoli e Fiorentina, deceduto al Policlinico Gemelli di Roma il 25 giugno 2014, dopo cinquantatré giorni di straziante agonia.

Quelle parole sono state pronunciate da Antonella Esposito, la madre di Ciro che anche oggi ha ripetuto: mai più violenza, mai più dolore. Queste parole dovrebbero essere trasmesse e ritrasmesse in prima serata su tutte le tv. E dovrebbero spaccare i timpani a chi, la sera del 3 maggio, doveva garantire che un ragazzo di 27 anni non andasse incontro alla morte andando a vedere una partita.

 

Ndr.

«Ciro Ciro sempre con te sarò». È il coro che ha accolto l’arrivo del feretro di Ciro Esposito in piazza Grandi Eventi, dove nel pomeriggio di venerdì 27 giugno si sono svolti i suoi funerali con rito evangelico. In piazza, sotto un sole cocente, c’erano più di 7mila persone tra cui moltissimi ultrà, provenienti da ogni curva d’Italia. Tra i presenti c’era anche Genny De Tommaso, detto ‘a carogna. Al funerale hanno partecipato anche il calciatore del Napoli Lorenzo Insigne, accompagnato dalla moglie e da Gianluca Grava, responsabile del settore giovanile della squadra azzurra, Aurelio De Laurentiis e Giovanni Malagò, presidente del Coni.

 

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