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In collaborazione con WWF e Parco delle Orobie

Pasturs, l’esperienza dei giovani al servizio dei pastori bergamaschi

Ha preso il via il progetto, ideato dalla Cooperativa Eliante Onlus, per ridurre i rischi conseguenti alla presenza dei grandi predatori sulle Orobie

Pasturs, l’esperienza dei giovani al servizio dei pastori bergamaschi
Pensare positivo 16 Giugno 2016 ore 10:00

Si chiama Pasturs ed è il progetto che intende mitigare il rischio per i pastori delle Orobie bergamasche dovuto all’arrivo dei grandi predatori attraverso la formazione di volontari in grado di fornire loro conoscenze e aiuto concreto sul campo in tutti gli aspetti della vita lavorativa. La mitigazione di questo rischio aumenta il livello di convivenza tra pastori e grandi predatori, riducendo il rischio di estinzione per gli ultimi. I volontari apportano al mondo dell’allevamento competenze specifiche e buone pratiche in tema di conservazione degli ecosistemi, mentre i pastori mettono in campo il loro contributo di esperienza e conoscenza del territorio. Lo scambio proficuo di esperienze e l’individuazione di proposte di marketing territoriale legate al tema porta a una diminuzione del conflitto tra pastori e grandi predatori, che si traduce nella riduzione dei danni, nella tutela della razza autoctona “pecora bergamasca” e nel miglioramento del rapporto di fiducia tra mondo ambientalista e dell’allevamento.

 

 

Il cuore del progetto è l’incontro tra volontari e pastori. I primi, dopo essere stati formati da esperti, aiutano concretamente i pastori nelle loro attività giornaliere in alpeggio e creano un clima di fiducia reciproca che si sostanzia in una collaborazione volta alla riduzione dei rischi. Il tutto permette alla comunità locale di pastori di differenziare positivamente i propri prodotti grazie a un piano di marketing territoriale e consente un rilancio dell’economia locale basato sulla sostenibilità ambientale. Sul lungo termine si riduce la diffidenza tra mondo della montagna e ambientalista, creando un ambiente favorevole al proseguimento di attività economiche tradizionali tipiche della comunità locale e alla conservazione dei grandi predatori.

 

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La scelta di ambientare nelle Orobie bergamasche il progetto non è stata casuale. A livello faunistico, le Orobie rappresentano un’area di particolare interesse per quanto riguarda la ricchezza di specie e la presenza di specie rare o a distribuzione ristretta; in questo senso, costituiscono un “hotspot” di biodiversità. Le Orobie si trovano, infatti, all’interno della fascia montuosa al margine meridionale delle Alpi Centrorientali che presenta dal punto di vista biogeografico importanti caratteristiche che hanno creato i presupposti per la presenza di un’elevata diversità biologica. A dare vita a Pasturs è stata la Cooperativa Eliante Onlus con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e di WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo e con il contributo di Fondazione Cariplo.

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Il 15 giugno, finalmente, il progetto è entrato nel vivo. 35 volontari, 5 pastori e un ambiente straordinario da tutelare e valorizzare. L’affiancamento dei volontari ai pastori nel territorio delle Orobie è iniziato. Alessio Pacati, 21enne di Treviolo (BG), studente dell’Università della Montagna di Edolo, Marta Ferrari, 22enne di Cusano Milanino (MI), studentessa di Ingegneria ambientale e Adriano Caccia, 34enne di Milano, del progetto di “montagna terapia” per disabili, sono stati i primi volontari ad aver raggiunto, rispettivamente, l’allevatore Andrea Morelli a Colere in Val di Scalve, il pastore Emanuele Manzoni a Piazzolo in Alta Val Brembana e il pastore Giuseppe Salvi al Passo della Presolana. Insieme collaboreranno per rendere la stagione dell’alpeggio sempre più entusiasmante e al tempo stesso vivibile per tutte le specie che abitano il territorio. Un affiancamento che vedrà i giovani volontari adoperarsi per posizionare le recinzioni elettrificate, sorvegliare il gregge, gestire i cani da guardia (tutti pastori abruzzesi maremmani), sensibilizzare e informare i turisti, affinché si creino concrete attività di protezione delle greggi dai grandi predatori, instaurando un dialogo aperto ed efficace tra il mondo della zootecnia e quello dell’ambientalismo. Nelle prossime settimane anche i restanti volontari entreranno in azione.

 

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I 35 volontari coinvolti opereranno sul campo, ognuno secondo propria disponibilità, durante la stagione dell’alpeggio, da giugno a settembre, per un periodo variabile, e saranno a stretto contatto con i pastori che, per il periodo in questione, li ospiteranno garantendo vitto e alloggio. Prossimi alla partenza sono Nadia Rizzi, 25enne studentessa di Scienze e tecnologie delle produzioni animali presso la facoltà Veterinaria di Milano, che raggiungerà Renato Balduzzi all’Alpe Cardeto, nel Comune di Gandellino, Nicole Gargantini e Silvia Grossi, 22 anni, studentesse di Allevamento e Benessere Animale presso la facoltà di Veterinaria di Milano, che raggiungeranno entrambe Silvestro Maroni all’Alpe Vodala, nel Comune di Ardesio.